sabato 30 aprile 2016

ITER, ITINERIS

Visi stupiti, occhi vispi
guardano e vivono
le immagini, i ritmi, le voci,
in movimento.

Ricordi, emozioni lontane,
profumi di terra e animali.
Bambini salvati e accolti
da abbracci premurosi.

Cammini tra colori, spezie e stoffe.
Pupille come stelle, accanto un fiume morto.
Bugie e rivelazioni, angeli e stregoni.
Sudore e amore.

Di nuovo voli
e lacrimando vedi
fiumi, laghi e vulcani
le cime, i deserti e le stelle.

La vastità che apre al perdono
di una madre assente ma imponente.
Libera di essere donna,
fragile e fertile.

Sguardi amari, nei cunicoli bui.
Cascate benedette,
scrosci di acqua che lavano
l'anima conciata.

E perdersi nell'amore,
attimo sospeso,
senza ritrovarsi più,
fino all'ultima frontiera.

Ora occhi negli occhi,
cuori collegati a a cuori sdoppiati,
un usignolo che canta, pizzicando corde
di cuori e di una chitarra.

Io, strumento nelle tue mani
con il cuore sovrapposto al tuo, VIVO, SENTO.

Le mie viscere aggrovigliate alle tue,
restano
sun  un palco
che risuona come Eco Eterno.

-"F.G. "-  Aprile 2016


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