mercoledì 29 giugno 2016

Ladakh

La regione del Ladakh, il cui capoluogo è Leh, è racchiusa tra le catene montuose del Karakorum e dell'Himalaya, e la sua popolazione, pari a 232.864 abitanti, si suddivide in buddhisti di scuola tibetana, che raggiungono poco più della metà, e musulmani di ramo sciita, con una piccola minoranza di induisti.

L'economia si basa sull' agricoltura di sussistenza, con estese coltivazioni di orzo e di albicocche lungo il corso dei fiumi Indo e Zanskar.

Leh conta circa diecimila abitanti, ed è famosa per il Palazzo reale, simile a una versione in miniatura del Potala di Lhasa, oltre che per la splendida moschea lignea e per le frequenti visite del XIV Dalai Lama.


La regione del Ladakh è quella viola  nord con scritto Kashmir e Jammu

Pronti, partenza e via!


Ciao a tutti!
Mancano poche ore e l'auto volerà a Malpensa. Orario del volo ore 9.55, direzione Zurigo. Alle 12.45 mi imbarcherò per Nuova Delhi con arrivo alle 23.55 locali. E da li poi volerò a Leh (Ladakh con volo interno di un ora). Prendere l'aereo è sempre una grande emozione e se poi ti permette di inseguire i tuoi sogni lo è ancor di piu.
Vi manderò mie notizie dal Ladakh appena potrò.
Calcolate che atterrerò alle 7 del mattino dopo poche ore di sonno e tante di volo e ad un'altitudine di 3500 metri. Se i miei polmoni reggeranno il poco ossigeno e il mio cervello riuscirà a stare sveglio avrete piu probabilità di sentire la mia voce venire dalla lontana India a dirvi come sto.
Vi abbraccio tutti e vi ringrazio di cuore per le vostre dimostrazioni di affetto tramite biglietti e messaggi. Vi adoro!
La vostra globetrotter vi saluta e vi dà appuntamento a fra poco. Baciii e Namaste

domenica 19 giugno 2016

Lettere a mio figlio sulla felicità - Sergio Bambarén

Caro Daniel,
da giovane pensavo che essere in pace significava fare tutto ciò che volevo, starmene tranquillo ed evitare di affrontare le mie contraddizioni o le situazioni spiacevoli.
Adesso, se mi guardo indietro, posso dire che la pace che porto nel cuore è il risultato delle lezioni che mi ha impartito la vita. Per me pace significa essere in armonia con l'Universo che mi circonda, accettare le cose belle e brutte che l'esistenza mi pone davanti. pace vuol dire affrontare le sfide, nella buona e nella cattiva sorte, avendo sempre fiducia che prima o poi la tempesta passerà e tornerà a splendere il sole. Pace significa essere in armonia con il tuo Io interiore, caro Daniel, accettare chi sei e capire che come essere umano sei destinato a sbagliare. Pace è sinonimo di umiltà, vuol dire assumersi delle responsabilità e fare la propria parte, conservando la serenità anche nei momenti più difficili.
Vivere in pace figlio mio, è rispettare le opinioni altrui e dare molto, molto più di quanto si prende. È la volontà di condividere ciò che si possiede, la capacità di accettare le cose che non si possono cambiare, il coraggio di cambiare quelle che si possono cambiare e la saggezza di riconoscere la differenza, ammettendo che a volte si ha torno. È capire che un giorno raccoglieremo ciò che abbiamo seminato nel corso del viaggio.
Dunque, piccolo mio, libera il tuo cuore dall'invidia e dall'odio e non preoccuparti mai di che cosa potrà portare il futuro: fai della semplicità e della fiducia nel destino le tue regole di vita, dona a piene mani aspettandoti poco o niente in cambio. Viaggia, osserva il mondo con i tuoi occhi, stupisciti di ciò che vedi.
Questo è il mio consiglio: non abituarti mai a sentirti vivo.

Ti voglio bene.
                                             Tuo padre


sabato 18 giugno 2016

La mia avventura!


Ragazze GRAZIE DI CUORE per questo bellissimo regalo che mi accompagnerà nel corso del mio viaggio e dove scriverò i miei pensieri e le mie emozioni.
Siete state bravissime a creare questo capolavoro e ve ne sarò sempre grata. Vi voglio bene e vi penserò sempre! Un abbraccione

sabato 11 giugno 2016

Il rinnovo dell'aquila - La saggezza della natura


Tra tutti gli uccelli l’aquila è la più longeva, può arrivare a 70 anni. Però per arrivare a questa età a metà della sua vita deve prendere una seria e difficile decisione. Perché a questa età le sue unghie diventano fragili, deboli e flessibili, si piegano e non le permettono di afferrare le prede. Il becco si indebolisce, le ali invecchiano e diventa difficile volare a causa del tempo metereologico.
A questo punto l’aquila ha 2 alternative: accettare di morire o affrontare un difficile processo di rinnovo che durerà 150 lunghi giorni.  Nel caso in cui sceglie la seconda alternativa dovrà disporre di tutta la forza del mondo per volare alla montagna più alta e nascondersi in un nido vicino ad una parete rocciosa dove non c’è la necessità di volare. Comincia a colpire il becco contro i sassi  e dopo il sacrificio, aspetta che ricresca il becco per poi poter togliere tutte le unghie.
Quando le unghie cominceranno a ricrescere l’aquila continuerà il processo di rinnovo togliendo tutte le vecchie e pesanti piume. Dopo 5 mesi l’aquila riprende a volare e vive la seconda parte della sua vita.
E nella nostra vita quante volte succede che dobbiamo osservarci per poter iniziare un difficile percorso di rinnovo che ci permetterà di volare attraverso nuove sfide, lasciare i nostri ricordi, abitudini, vizi e tradizioni, coscienti del sacrificio da fare.
Solo liberi dell’immenso peso della gloria e delle sconfitte del passato, potremo sfruttare il senso del cambiamento e rinnovo.
La storia dell’aquila e quella dell’uomo è molto simile, entrambe devono superare ostacoli, e prendere decisioni che determinano l’ altezza  e la grandezza degli esseri viventi.


La libertà è una conquista, il presente un premio e il rinnovo l’unico cammino per arrivare ai nostri obiettivi.