"Auntie Elo", "Auntie Eloisa" urlano le ragazze correndo ad abbracciarmi. "Namaste Auntie" mi canticchiano i maschietti avvicinandosi a me appena ne hanno occasione. Il loro sorriso illumina le mie giornate e il mio cuore. I loro occhi brillano di bontà e determinazione. I loro visi hanno le sfumature del sudore e del dolore. La loro timidezza e il loro entusiasmo sono i poli opposti di una giovinezza non facile. La sera durante la riunione alcuni di loro si alzano in piedi e parlano del loro passato, della vita prima di arrivare all'orfanotrofio. Raj li interroga e li fa esprimere per permettergli di superare la solitudine e il cuore che a volte zampilla lontano dai suoi cari. Parlano per qualche minuto, la prima lacrima scende e poi i singhiozzi. È terribile vedere e sentire quanta sofferenza portano nel loro piccolo corpicino. Li ammiro per la forza che dimostrano ogni giorno nell'affrontare la quotidianità. Ad ogni ora del giorno, quando non sono a scuola, i più grandi si occupano di riordinare, pulire le varie case e aree comuni, fare il bucato, cucinare, pregare e meditare. Non li ho mai sentiti lamentarsi, li ho però visti molto stanchi. A testa bassa lavorano incessantemente e si accudiscono gli uni con gli altri come una grande famiglia. Con educazione e rispetto, con il sorriso sulle labbra, affrontano ogni nuovo giorno e ogni nuova persona che li visita con eterna gratitudine. Il mio cuore mi ha richiamato da loro, come il magnete è attratto dal ferro. Sono qui da qualche giorno e la gioia è indescrivibile. I ragazzi sono molto felici di averci con loro e tutti insieme ridiamo molto. Quando ridiamo vedo la spensieratezza della gioventù guizzargli negli occhi con fare birichino. Le persone che si occupano di queste dolci creature sono molto presenti e premurose ma nel contempo anche molto serie. E noi quindi portiamo allegria e un guizzo di originalità e passione teatrale. Ci comportiamo da "zie" e ce li godiamo più che possiamo. Io amo questi ragazzini dal primo all'ultimo, dal più bello al meno bello, dal più dolce al più schivo, dal più sorridente al più triste. Loro sono delle piccole fenici, dei piccoli lottatori ed io sono orgogliosa di loro. Il mio appello per questo santo natale è un pensiero verso questi bambini. Una partecipazione può significare una preghierina per loro, una piccola donazione per regalare ai loro cuori un po' di affetto e partecipazione, oppure un regalo immenso che possa permettergli di vivere degnamente il prossimo anno 2017. Sophie ed io ci siamo molto impegnate in questi 3 giorni facendo delle foto ad ognuno dei 90 bambini, un video di presentazione, un profilo personale. Questa documentazione mi servirà per trovare dei padrini o delle madrine disposti a versare una quota annuale di 300 o 600 franchi per un bambino. 300 franchi servono per sfamare un cucciolo per l'intero anno, altri 300 per permettergli di andare a scuola e avere un'istruzione decente. 300, 600 franchi sono indubbiamente tanti soldi e possono significare un grande sacrificio ma andrebbero ad aiutare un bambino in difficoltà che lotta ogni giorno per la sua dignità. La generosità di un tale atto verrà indubbiamente ricompensata con la gratificazione che il cuore e l'anima sentiranno dinnanzi ad un tale gesto d'amore. Faccio appello alla vostra bontà per raccogliere un'offerta di natale in favore di questi splendidi bambini e per trovare dei padrini o delle madrine tra di voi. Pensateci amici miei, solo questo vi chiedo. Le eventuali donazioni le raccoglierò al mio imminente rientro oppure le potrete versare sul conto EcoHimal destinato a Maitreya foundation (vi darò presto i dettagli bancari). Chi di voi decidesse di supportare un bambino chieda a me che gli sottoporrò la mia documentazione. Sin da ora ringrazio tutti voi per la grande generosità che avete dimostrato alla mia presentazione e per la vostra sensibilità.
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