lunedì 31 luglio 2017

Sempre meno giorni al ritorno

In un viaggio come il mio devi abituarti agli incontri continuii e ai saluti. A volte trovi una persona con la quale ti connetti perfettamente e dopo poche ore la devi salutare. Sembra triste e brutale ma infondo è un grande arricchimento. Avere la chance di conoscere nuove persone e nuovo mondi è una grande opportunità e ti riempie il cuore. Ho visto, conosciuto, vissuto e condiviso moltissimo, e molte persone rimarranno scolpite indelebilmente nella mia mente e nel mio cuore. E sono di nuovo sola. Non mi fa nessun effetto brutto. Amo la mia solitudine. Ho salutato Euge e mi rimane tutta la giornata di oggi a Santa Marta e la serata. Cosa mai farò? Voglio vedere il mare per l'ultima volta, dirgli arrivederci e sdraiarmi sulla finissima spiaggia. Salto sul bus e in una giornata afosissima mi dirigo a Rodadero. La spiaggia non è nulla di speciale e i grattacieli moderni svettano come giganti arrabbiati. Provo a godermi alcuni attimi di pace ma i venditori ambulanti non mi danno tregua un secondo. L'unico modo per stare in pace è sdraiarmi e dormire. Improvvisamente mi sorprende un temporale tentando di mamdarmi via ma io non mi lascio intimidire e rimango in spiaggia a cogliere la freschezza di queste poche gocce d'acqua. Saluto il mare, mi vesto e mi incammino verso la fermata del bus. Un ristorante cattura la mia attenzione, perciò entro e mi siedo. Mangio risotto di pesce e converso con la proprietaria. Una ragazza mal vestita e mal nutrita si avvicina ai tavoli e chiede di portare via gli avanzi del pranzo di un signore. Il bimbetto gironzola tra le gambe della madre. La cameriera le dice che puo sedersi e consumare il pasto ma che non puo portarlo via. La donna con gli occhi infossati rifiuta e se ne va. Come può rinunciare al cibo nelle condizioni in cui è? Probabilmente vorrebbe vendere il cibo per guadagnare qualche spicciolo per comprare la droga. Dura la realtà. Sopraffatta dalle emozioni rientro a casa e trovo Deimer ad attendermi. È uno dei ragazzi della reception e l'ho conosciuto ieri sera. L'hotel è quasi deserto e dopo aver ascoltato qualche brano di musica ci mettiamo a cantare come dei pazzi al karaoke fino a notte tarda. Che sollievo cantare e liberare ogni energia ed emozione. Ecco passata pure l'ultima notte di Santa Marta. Manca sempre meno e il volo del sabato su Bogotà la dice lunga...




Santa Marta

Giovedi mattina alle 10 Eugenia, Shefali ed io saltiamo su un fuoristrada insieme a due ragazze svizzere e ad un americano. Il tragitto percorso qualche giorno fa in moto oggi viene rimpiazzato da un giretto in 4×4. I buchi e la strada disconnessa rendono la discesa difficoltosa. Arrivati a Minca ci trasbordano su un altro mezzo di trasporto con il quale raggiungiamo Santa Marta. Salutiamo tutti i compagni di bus e il duo svizzero-uruguayo parte alla volta dell'ostello. L'indirizzo è chiaro ed arriviamo al posto indicato in pochi minuti. Una donna gentilissima ci apre la porta e ci fa accomodare. In realtà non è un ostello bensì un hotel e avremo la camera tutta nostra. Che pacchia. La casa è arredata in stile antico francese e mi sembra quindi di essere già atterrata in Europa. Mi sto piano piano abituando all'idea di tornare a casa, mancano solo 3 giorni. Ci rilassiamo un momento ed usciamo a pranzo. In un sorso unico beviamo il succo squisito di Lulo e poco dopo arriva la tanto attesa arepa (fatta con farina di mais) ripiena di polipo. Sfruttiamo a pieno la pausa pranzo e di seguito facciamo un giro in centro, tra le varie bancarelle turistiche. La serata continua nella zona antica della città con un mojito, una cena italiana e una terrazza colma di giovani danzanti che si divertono da matti. Non ci pensiamo più di un minuto a saltare in pista e muoverci al ritmo della musica. Alle 3 siamo stanche e accaldate e ci dirigiamo all'hotel. In un strada buia e sospetta decidiamo di prendere un taxi e conosciamo due ragazze inglesi e un taxista simpatico. Ci credete che non ci ricordiamo più dove si trova il nostro hotel? 

Venerdi mattina ci alziamo in tempo per fare colazione e poi arriva il momento di dire arrivederci ad Eugenia. Lei proseguirà il viaggio verso Cartagena con alcune amiche Uruguaye mentre io spenderò un'ultima notte a Santa Marta. Gli occhi si fanno lucidi e ci abbracciamo 20 volte.  In questo viaggio sud americano ci siamo salutate 4 volte: Argentina, Uruguay, Brasile e Colombia. Ho passato oltre 2 mesi del mio vagabondare in sua compagnia ed è stato meraviglioso. Il prossimo nostro appuntamento è in Europa o su qualche isola sperduta a fare immersioni
 Buon viaggio Euge, in bocca al lupo!

sabato 29 luglio 2017

La natura ci ha rapite

Stavo raccontando del trekking che Eugenia, Shefali ed io abbiamo intrapreso sull'arco di due giorni ma mi sono arenata al termine della prima giornata. La mattina del martedi ci alziamo all'alba e camminiamo per 1 ora circa per giungere al punto panoramico dove l'occhio corre sui picchi innevati della sierra Nevada e sulla baia di Santa Marta. In realtà il cerro Kennedy è occupato da una base militare e l'accesso non è permesso. Ciò significa che ci dobbiamo accontentare delle fermate panoramiche incontrate lungo l'ascesa. La natura canta, parla e infonde pace in noi. I pini rilasciano il loro profumo e la pioggerellina regala all'ambiente un tocco di Jurassic World. Dopo essere rientrate sui nostri passi scattando mille fotografie, ci sediamo a tavola e consumiamo la colazione preparata da Moncho. Insieme a noi siede una simpatica coppia di colombiani con i quali scambiamo qualche parola. Dopo poco meno di un'ora ci tocca incamminarci e rientrare passo dopo passo al nostro ostello. La strada è interminabile e le gambe fanno male. Il ginocchio cede e il mio piede malato reagisce poco. Questo lungo ed estenuante esercizio non gli fa per nulla bene. Mi faccio forza e continuo. Verso le 14 ci fermiamo lungo la strada in un ristorantino gestito da una coppia di anziani e mangiamo tamales a tradimento. Dovrebbero darci la energia per continuare il cammino, anche se in realtà credo mi appesantiscano inutilmente. Dopo 7 interminabili ore a piedi giungiamo alla casa vieja dove alloggiamo e tiriamo un sospiro di sollievo. Ci docciamo, ci rilassiamo e mangiamo un ottimo piatto di pesce accompagnato da una bottiglia di vino cileno. Chiacchieriamo con un ragazzo volontario di nazionalità francese e poi ci perdiamo nelle emozioni delle foto scattate in montagna. Mercoledi mattina le mie gambe sono un po' appesantite ma funzionano comunque e decido perciò di seguire il sentiero in picchiata che scende alla finca del caffè Victoria. Ne approfitto per pranzare e per mangiare una deliziosa fetta di torta al cioccolato e caffe. Eugenia ha i crampi e decide perciò di rimanere tranquilla all'ostello. Cammino poi tra le canne di bambù e riempio i polmoni di aria fresca e pura. Penso al mio rientro imminente, alle mie ultime giornate, penso al bellissimo viaggio intrapreso e a quanto mi abbia cambiata. Ringrazio l'universo per questa opportunità e rientro all'ostello felice. Cammino in salita tra le piantagioni di caffè sforzando i muscoli e la respirazione. Sento che voglio impegnarmi, voglio portare il mio fisico allo sforzo limite. Amo questa camminata riflessiva. La serata scorre tra un libro, un pensiero su un foglio di carta, una chiacchierata e tanta magia. Non rimane che salutare questo meraviglioso posto e scendere a valle, Santa Marta ci attende. 




Minca







giovedì 27 luglio 2017









passeggiata cerro Kennedy









V

Camminata in cielo

Lo zainetto è pronto, la colazione è fatta e le 3 Marie (Euge, Shefali ed io) sono pronte per affrontare il trekking di 2 giorni della Sierra Nevada e precisamente per andare al picco Kennedy. Pare che non sia necessario avere una guida con sé quindi decidiamo di andare da sole. Solo che il gruppo più o meno dovrebbe conoscere i dettagli del percorso. Io mi informo sul tracciato e le altre? Nel momento in cui muoviamo il primo passo verso il trekking ad alta voce dicono:"qualcuno sa dove dobbiamo andare??". Io lo so ma le mie compagne non fanno i conti col fatto che io e l'orientamento non siamo migliori amici. Dopo aver camminato per 30 minuti ci troviamo al primo bivio e non sappiamo quale deviazione prendere. Devo proprio decidere io?? Per fortuna la tecnologia del GPS ci aiuta a scegliere la direzione. La strada è carozzabile ma disconnessa e la pioggia della notte precedente l'ha resa molle e sprofondante. Non avremo la fortuna di percorrere un sentiero nella vegetazione bensì una strada larga e noiosa per tutto il viaggio. La vegetazione non manca di stupire ogni 100 metri di dislivello che camminiamo. Vediamo uccelli di ogni tipo, tucani, tarantole, serpenti, e molto altro ancora. Lunedi camminiamo per quasi 7 ore perche le mie compagne non sono molto sportive. Nell'arco della giornata passiamo parecchi microclimi e dal cielo azzurro osserviamo sopraggiungere la nebbia, poi la pioggia ed infine un tramonto magnifico. La vegetazione del caffe mano a mano che saliamo si trasforma in ambiente pluviale e ricco in felci e alberi tropicali, per poi terminare in un profumo svizzero di pini. Lungo la strada non incontriamo nessuno se non qualche abitante dei due paesi che attraversiamo. Alle 18 arriviamo abbastanza stremate al rifugio e ci accoglie un gruppo di uomini della regione. Chiediamo asilo politico per la notte e dopo averci mostrato dove avremmo dovuto dormire ci viene voglia di scappare. Lenzuola usate, stanza umida e puzzolente, ... Non abbiamo altra scelta all'infuori del rimanere li e sopportare quella catapecchia infernale. Ma non ci scoraggiamo e ci mettiamo a conversare con il proprietario, beviamo la bibita calda che ci offre per riprenderci dalla pioggia incamerata e ceniamo con un piatto di riso e lenticchie. La nebbia compre la vallata e gli alberi sono avvolti dalla nebbia. Passano i minuti e la nebbia si dirada mostrandoci tutta la magia della Sierra Nevada e della baia di Santa Marta. Il cielo si tinge di arancio e il sole fa capolino dalle nuvole. Il tramonto del sole dura 30 minuti e i colori cambiano in continuazione. È magia pura. Con questa immagine nelas retina andiamo a dormire.