martedì 31 gennaio 2017
un mondo di magia e pace
Il cuore batte forte per gli spettacoli della natura, il cuore sobbalza infuocato inseguendo sogni di esperienze naturali. Buenos Aires è molto bella, ma è pur sempre una città e le emozioni bucoliche sono quelle che cerco. In una via forse mi capita di toccare in muro storico o appoggiarmi ad una parete molto bella, ma sono e rimango sempre in me. Quando sono nella natura volo via in un volo libertà e non-spazio. Ero pronta a vedere il magico Perito Moreno, il ghiacciaio più grande al mondo con i suoi 70 km di lunghezza e 5 di larghezza, però non immaginavo neanche lontanamente la portata di questa meraviglia. La sera prima ho prenotato un tour con i ragazzi uruguayani che prevedeva la navigazione fino al ghiacciaio, una camminata nella foresta, una camminata sul ghiaccio e il trasferimento alla passerella principale dove godermi lo spettacolo frontale. Alle 7 siamo gia in auto sull'unica strada che attraversa la cittadina di El Calafate e che corre verso ovest. 80 chilometri ci separano dalla morena. Percorsi 10 chilometri dobbiamo rientrare perche Eugenia ha dimenticato in ostello il documento identificativo. Ci rimettiamo in auto e dopo 1 ora arriviamo all'ufficio di entrata al parco nazionale Perito Moreno.
Paghiamo e ci lanciamo verso il porto. Anna Lina si domanda dov'è il suo zaino e realizza di averlo lasciato all'ufficio. I ragazzi non ci stan più con la testa, sono emozionati esponenzialmente. La neve l'ha gia vista solo chi di loro ha affrontato un viaggio in Europa, mentre un pezzo di ghiaccio un po' cosistente nessuno. Mi fanno una gran tenerezza ed è bello osservarli. Come piace dire a loro: " Eloissa (con 3 esse di pronuncia) estas adoptada" e vi assicuro che continuare il mio viaggio senza passare da Montevideo a trovarli, non è affatto un'opzione per loro. Sono dolcissimi nei miei confronti. Saliamo quindi sulla barca e ci sediamo tutti all'interno, il mezzo si muove e più della metà delle persone non resiste dal salire sul ponte ad ammirare quel cumulo pantagruelico di ghiaccio che si avvicina cambiando colore dal grigio al bianco brillante a dipendenza dei raggi del sole. Sono a bocca aperta e il mio dito non smette mai di scattare fotografie. Ci provo a non distrarmi dalla bellezza di questo momento ma le foto mi richiamano all'ordine. Questo blocco di acqua solidificata man mano che navighiamo verso di lui ci mostra il suo profilo aguzzo. È un sali scendi di punte e crepe. Scendiamo dalla barca e camminiamo su una passerella di legno fino ad una baracca dove mettiamo i ramponi ai piedi. Passo dopo passo percorriamo in lungo ed in largo per ore una minuscola parte del Perito Moreno. Il panorama si tinge di bianco e di blu, ma non pensate io stia parlando del cielo e delle nuvole, bensì del bianco misto all'azzurro della neve ghiacciata. Sembra di essere in un dipinto, sembra una visione surreale. Cammino godendomi il panorama e sententendomi un po' una caricatura del film l'era glaciale. Dove sarà caduta la mia nocciola?? Per ore vaghiamo e poi ritorniamo sulla terra ferma e togliamo i ramponi. Mangiamo al campo base del ghiacciaio e rientriamo navigando sul lago argentino di colore azzurro. Siamo tutti stravolti emotivamente e un po' anche fisicamente perciò ci appisoliamo sui sedili della barca. Ma non è finita qui... manca lo spettacolo degli spettacoli: sedersi al cinema e vedere il documentario dal vivo del national geografic. Il bus ci scarica in cima ad un promontorio e da lì possiamo ammirare il ghiacciaio in tutta la sua impotenza. È incredibile!!! Le passerelle ci fanno compagnia per ore , come per ore ci incantiamo ad osservare il ghiaccio che tuona e crolla in acqua lontano dalla nostra vista. Ovunque guardi c'è qualcosa di nuovo, di forte e di energetico. Potrei ritornare qui per 1000 volte ma non potrei mai memorizzare i dettagli di cotanta bellezza! Il perito moreno si sposta a valle da 1 metro a 3 al giorno. L"unico esserino che ci vive è un insetto che espelle un liquido scongelante dal suo corpo che gli permette di vivere nel ghiaccio. E eccomi qui a gustarmi la tanto sognata Patagonia. Rientriamo esausti ma felici e lungo la strada deserta del ritorno ci alletiamo gli occhi con le pianure, le lagune e il vento che sposta la vegetazione. Ci fiondiamo in pizzeria e a mezzanotte siamo a letto a riposare. Oggi parto con i miei nuovi amici uruguayani per Puerto Natales, che si trova in Cile, a 5 ore a sud da El Calafate.
lunedì 30 gennaio 2017
Il volo di ieri e l'ambientamento in Patagonia
In volo un turbinio di idee mi invadono e una grande tranquillità percorre le mie viscere. Voliamo alto ma non così tanto. Seguo l"ombra del nostro aereo riflessa per terra. L'ombra va e viene con le nuvole del cielo. La più simpatica è a forma di medusa, la più aggressiva a forma di rapace. Vedo il deserto, le strade sfumate e un bellissimo fiume azzurro al momento dell'atterraggio. Si respira un'aria nuova mista di vento, acqua e natura. Un lago turchese fa da corollario ad un sogno che si sta realizzando. L'aeroporto è piccolino e arrivo subito a raccogliere il mio zaino. Mi dirigo all'uscita e trovo facilmente un bus che mi condurrà al mio ostello. Il trasferimento dura oltre 1 ora e mi permette di osservare il paesaggio piuttosto arido e la cittadina di El Calafate. Arrivata in ostello appoggio i miei affari personali sul letto e vado a chiedere informazioni per le escursioni al ghiacciaio perito moreno. Ci sono diverse opzioni ma non è ancora tempo di scegliere. Più tardi quando entrerò in camera conoscerò i miei coinquilini che cambieranno per sempre la mia serata: cultura uruguayana, parilla de carne con cerveza e molte sane risate. Vorrei coricarmi un po prestino per essere in forma domani ma non riuscirò.
domenica 29 gennaio 2017
L'imbarco
Il nostro cammino si è incontrato di nuovo ed è stato bello rivedere e riabbracciare la mia amica Renata. Ieri sera lei e il suo compagno mi hanno invitata a cena da loro. L' attesa per la pizza è stata un'agonia (ci siamo intavolati a mezzanotte ed io non ci vedevo più dalla fame) ma la serata si è rivelata simpatica e interessante. Stamattina la mia amica voleva accompagnarmi all'aeroparque ma io ho insistito perchè rimanesse a casa a riposarsi.Ho preso un taxi che mi portasse agli imbarchi nazionali. È una cosa che dovevo fare da sola, lo sapevo e ci tenevo. Quando sono entrata nell'atrio ho inspirato l'aria di una nuova avventura e la mia emozione era palpabile. Il check in, il controllo doganale sono filati lisci e mi sono ritrovata nella sala d'aspetto della porta numero 1 con tanta gioia nel cuore. Sto volando in Patagonia non ci credo ancora! L'aeroplano è di colore bianco e azzurro ovviamente come la bandiera nazionale. È ora di imbarcarsi, supero il cancelletto e scendo le scale. Salgo su un bus dello stesso colore dell'aereo e sono una delle prime a sedermi in poltrona. Il mio amato finestrino mi attende con impazienza. Appoggio la mia fronte alla sua superficie fredda e un brivido mi percorre il corpo. Sono pronta per farmi cambiare la vita da questa esperienza, è arrivato il momento giusto per agguantare ciò che mi spetta e che mi aspetta. Il momento giusto come per il libro. Il momento giusto per chissà quante altre belle sorprese.
sabato 28 gennaio 2017
L'esplosione di colori
Oggi mi viene voglia di andare a spasso nella parte artistica di Buenos Aires e lo propongo a Lena. Il subte (metro) ci lascia a 5 cuadras dalla piazza principale del tango. Oggi c'è un grande mercato di manufatti artigianali ma nessuno spettacolo di tango. San Telmo é molto conosciuto per il ballo porteño ma oggi pare siano tutti a riposo, la siesta di prolunga oltre misura. Sono un po' delusa e approfitto di un simpatico signore per carpire informazioni riguardanti il ballo. Lui mi consiglia di saltare sul bus numero 29 e di scendere al Caminito. Io ci sono già stata 2 anni fa ma una pioggia torrenziale non mi aveva permesso di godermi l'arte e l'architettura. Oggi ogni raggio di sole rende speciale questo quartiere. Le case sono colorate come un prato fiorito primaverile. Il verde, il rosso e il giallo sono le tinte dominanti. I tavolini dei ristoranti spuntano ovunque come funghi in un un bosco autunnale. La musica non manca, come pure i negozi di souvenirs Purtroppo ció che è bello attira il turista, perciò le strade sono stracolme di gente e gli spettacoli di tango un po' irreali. Si parla sempre di Buenos Aires come della città viva di tango sulle strade ma forse bisogna sapere dove andare per trovare la vera magia. Terminiamo la visita alle 15 e ci separiamo: Lena va a lezione di tango e io vado a cambiare i soldi. Domani alle 13 ho il volo per la Patagonia e più precisamente per El Calafate. Sono emozionatissima, il mio sogno si sta per avverare. Non vedo l'ora di ammirare le montagne e i ghiacciai. Ora esco con la mia amica Renata. Mi viene a prendere e mi porta a casa sua a mangiare la pizza casera.
venerdì 27 gennaio 2017
Il cuore di Puerto Madero
Ma tutta questa gente che incontro chi è? Ma tutta questa gente che mi cammina accanto chi è?Ma che storia hanno queste persone?C'è chi porta i bermuda, chi la gonna, chi i jeans. C'è chi idossa le zeppe, chi i sandali e chi le sneackers. C'é chi veste di bianco, chi di nero e chi variopinto. C'é chi cammina impettito, chi gobbo, chi storto, chi veloce. C'é chi fa di tutto per farsi notare e chi pagherebbe per diventare invisibile. Eppure ognuno ha la sua storia... chissà che storia interessante. Provo ad indovinarla in base alle caratteristiche che osservo ma nessuno mai confermerà la mia teoria. Siamo miliardi su questo pianeta, uno diverso all'altro e quindi ognuno unico. E tutti con lo stesso obiettivo: la ricerca della felicità!
La coppia innamorata percorre il ponte delle donne mano nella mano e si sofferma a fotografare il fiume. Lui bacia dolcemente lei sulla guancia e la abbraccia con tanto calore. Una signora cammina strigendosi la borsa al petto e guardando l'orizzonte in cerca di conforto e di un segno del destino che le dica che andrà tutto bene. Un signore con i pantaloncini da calcio, le scarpe da corsa e il cappellino per il sole si muove lentamente e si gode ogni vibrazione di vento. Una ragazza in bicicletta pedala energicamente sperando di arrivare a casa il più in fretta possibile per aprire il suo pacco sorpresa e per riabbracciare la madre. Una ragazzina con le trecce percorre avanti e indietro il marciapiede nervosamente posticipando il momento di tornare a casa e mostrare il brutto voto ricevuto a scuola. Il ragazzo con i dreadlock scivola divertendosi sul suo skate e odora il profumo della libertà e della autorealizzazzione. Un signore al cellulare fa di tutto per ignorare la sua irritazione e suda nel suo bell'abito profumato di tintoria. Una ragazza bionda con gli shorts di jeans e la maglietta nera porta al polso un sacchetto con il suo ultimo acquisto e attende sul ponte la sua amica d'infanzia. La mamma con il cagnolino porta a spasso la sua bimba in trotinet rosa: i fiocchetti sui capelli le regalano un'aria tenera e naif. Un uomo barbuto e senza maglietta corre pesantemente sull'asfalto per ritrovare la forma fisica o un'energia diversa. Ed infine la nonna con 3 nipoti a manina, pronta a difenderli dalle difficoltà dell'età adolescenziale.
E molti altri ancora.... molti visi, molte posture, molte storie e molti sogni!
La coppia innamorata percorre il ponte delle donne mano nella mano e si sofferma a fotografare il fiume. Lui bacia dolcemente lei sulla guancia e la abbraccia con tanto calore. Una signora cammina strigendosi la borsa al petto e guardando l'orizzonte in cerca di conforto e di un segno del destino che le dica che andrà tutto bene. Un signore con i pantaloncini da calcio, le scarpe da corsa e il cappellino per il sole si muove lentamente e si gode ogni vibrazione di vento. Una ragazza in bicicletta pedala energicamente sperando di arrivare a casa il più in fretta possibile per aprire il suo pacco sorpresa e per riabbracciare la madre. Una ragazzina con le trecce percorre avanti e indietro il marciapiede nervosamente posticipando il momento di tornare a casa e mostrare il brutto voto ricevuto a scuola. Il ragazzo con i dreadlock scivola divertendosi sul suo skate e odora il profumo della libertà e della autorealizzazzione. Un signore al cellulare fa di tutto per ignorare la sua irritazione e suda nel suo bell'abito profumato di tintoria. Una ragazza bionda con gli shorts di jeans e la maglietta nera porta al polso un sacchetto con il suo ultimo acquisto e attende sul ponte la sua amica d'infanzia. La mamma con il cagnolino porta a spasso la sua bimba in trotinet rosa: i fiocchetti sui capelli le regalano un'aria tenera e naif. Un uomo barbuto e senza maglietta corre pesantemente sull'asfalto per ritrovare la forma fisica o un'energia diversa. Ed infine la nonna con 3 nipoti a manina, pronta a difenderli dalle difficoltà dell'età adolescenziale.
E molti altri ancora.... molti visi, molte posture, molte storie e molti sogni!
Il fiore
Il rumore del tosaerba... e il profumo dell'erba tagliata. Sembra che io sia stata catapultata nella capsula del tempo e mi ritrovi con la maglietta senza maniche e il sole cocente sulla pelle. 3 giorni fa ero vestita in lana e ora sono mezza nuda per le vie di Buenos Aires. Ma forse non é neppure questo che mi crea incredulità quanto il vedere questa metropoli in estate. Due anni fa ho visitato la capitale federale in inverno e il bellissimo fiore in metallo nel quartiere della Recoleta me lo sono goduta con la giacca in piume e la mantellina. Oggi i giardini sono molto curati e rigogliosi; l'arte invade ogni angolo di Buenos Aires. Le coppie tanghere ballano nelle piazze, i ragazzi suonano la chitarra e cantano nelle strade, le metropolitane pullulano di graffiti, di dipinti e di mosaici moderni.
Non riesco a distogliere il pensiero dal fiore che tanto amo, che tanto ho amato nella passata visita. Si apre il mattino grazie all'energia dell'acqua e si chiude la sera con il calare delle tenebre. Si trova lì nei suoi 20 metri di altezza per ricordarci il potere della natura e dei suoi ritmi. É li per dare un tocco di bellezza ad un vita a volte priva di linfa e magia.
Non riesco a distogliere il pensiero dal fiore che tanto amo, che tanto ho amato nella passata visita. Si apre il mattino grazie all'energia dell'acqua e si chiude la sera con il calare delle tenebre. Si trova lì nei suoi 20 metri di altezza per ricordarci il potere della natura e dei suoi ritmi. É li per dare un tocco di bellezza ad un vita a volte priva di linfa e magia.
giovedì 26 gennaio 2017
Buenos Aires con un'amica
Ieri sera la mia amica Renata è venuta a prendermi all'ostello alle 20.30 con il suo compagno e mi hanno portata a cena in un ristorante carnivoro. É stato spledido rivederla dopo quasi 2 anni e sapendo il bel rapporto che ci lega. L'ho conosciuta nel mese di luglio dell'anno 2015 nella regione dei vini di Mendoza e l'ho rivista a Buenos Aires poco prima di rientrare in Svizzera. É sempre stata molto gentile e generosa e anche ieri sera si è dimostrata una cara persona solare ed entusiasta.
Abbiamo parlato degli ultimi 2 anni di aggiornamenti e ci siamo confrontate su temi di attualità argentina. Sono andata a dormire con il cuore colmo di affetto. Stamattina mi sono alzata verso le 8 e ho fatto colazione all'ostello. Alle 10.30 avevo appuntamento ad un incrocio nel quartiere di palermo. Ci siamo spostate in metro alla plaza de mayo e abbiamo girato nei dintorni. Una priorità per me era di cambiare i soldi e di comprare una tesserina del telefono argentina. Il cielo era azzurro, con qualche nuvola monella di passaggio qua e là, le temperature estive e un vento che rendeva il clima piacevole. Nel pomeriggio Lena è andata a ballare il tango e io ho macinato ancora qualche chilometro sull"avenida principale. Al rientro in hotel mi sono rilassata ed informata sulla prossima tappa in patagonia. Le notizie non sono confortanti: sui sentieri dei ghiacciai c'è un calca incredibile e a quanto pare non c'è piu posto per alloggiare lungo il trekking. Ora sto valutanto delle alternative.
Abbiamo parlato degli ultimi 2 anni di aggiornamenti e ci siamo confrontate su temi di attualità argentina. Sono andata a dormire con il cuore colmo di affetto. Stamattina mi sono alzata verso le 8 e ho fatto colazione all'ostello. Alle 10.30 avevo appuntamento ad un incrocio nel quartiere di palermo. Ci siamo spostate in metro alla plaza de mayo e abbiamo girato nei dintorni. Una priorità per me era di cambiare i soldi e di comprare una tesserina del telefono argentina. Il cielo era azzurro, con qualche nuvola monella di passaggio qua e là, le temperature estive e un vento che rendeva il clima piacevole. Nel pomeriggio Lena è andata a ballare il tango e io ho macinato ancora qualche chilometro sull"avenida principale. Al rientro in hotel mi sono rilassata ed informata sulla prossima tappa in patagonia. Le notizie non sono confortanti: sui sentieri dei ghiacciai c'è un calca incredibile e a quanto pare non c'è piu posto per alloggiare lungo il trekking. Ora sto valutanto delle alternative.
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