Ieri mattina Eugenia, Meche ed io abbiamo camminato per l'ultima volta sulla rambla insieme e per salutarci degnamente siamo state a casa si Meche a berci un nutriente e sano succo di frutta. Poi Euge ed io siamo state a pranzo nella città vecchia in un ristorantino chiamato Candy gestito da delle gentilissime ragazze attente alla salute di ogni piatto che sfornano. Il cibo vegetariano ci ha deliziato il palato e con la pancia sazia sono andata a casa di Analia a preparare lo zaino per partire. Analia la sera aveva un appuntamento sportivo e quindi non mi ha accompagnata al terminal dei bus. Alle 19.30 si è presentata Eugenia con la sua auto grigia e mi ha condotta alla fermata Tres Cruces. Eravamo sedute ad attendere il bus quando è arrivato suo padre per conoscermi. Durante la settimana è stato molto preso e non ha potuto incontrarmi. Dopo essersi presentato mi ha fatto una breve introduzione di 15 minuti sulla storia dell'Uruguay; è un grande appassionato di conquiste e politica. Mi hanno abbracciata, praticamente spinta sul bus e hanno aspettato che partissi salutando con la manina dalla finestra. Sono stati tutti geniali con me e mi hanno permesso di trascorrere 9 magnifici giorni in Uruguay. Seduta sul sedile del bus in movimento mi rendo conto di essere felice di essere di nuovo on the road a caccia di nuove ed arricchenti esperienze. Il Brasile è una meta molto eccitante e sono pronta per lanciarmici a capofitto. Alle 21 sono partita da Montevideo e alla 1 di notte abbiamo attraversato la frontiera. Il trattamento di lusso ci ha permesso di restare comodamente addormentati sul sedile mentre gli autisti sbrigavano le formalità al nostro posto. Questo ha però comportato che lasciassimo in mano i nostri documenti a cuore non troppo leggero ai conduttori. Meglio non pensarci troppo. Accanto a me non siede nessuno ed io posso allungare le mie gambe creando uno spazio maggiore di manovra per tentare di prendere sonno. Sono entrata nella modalità " wild" perciò nel corso delle 18 ore non comunico con nessuno. Dopo così tanti giorni trascorsi con le mie amiche ho bisogno di uno spazio mio e di silenzio. Il bus è pieno a metà e la maggiorparte delle persone parla spagnolo. Il conduttore parlando portoghese si fa capire abbastanza facilmente e una volta che mi sarò abituata al suono della lingua del Brasile sarò molto facilitata a capire e a parlare. Comunicare con frasi a senso compiuto è ancora impossibile per me; lo spagnolo e il portoghese si assomigliano ma hanno comunque parole diverse e tonalità differenti. Per il momento mischio un po'le parole ma piano piano farò progressi. Durante il viaggio si vede tanta vegetazione e molti fiumi, l'ultima ora il mare ci accompagna alla nostra destra. I ristoranti dove ci fermiamo a fare colazione e pranzo sono spaziosi, puliti e moderni. Qui spenderò i miei primi reais che ho cambiato a Montevideo. Alle 17.15 entriamo al terminal dei bus di Florianopolis. La grande sfida sarà riuscire ad arrivare all'ostello con i mezzi pubblici. Appoggio lo zaino e mi guardo i giro: gli occhi saltellano da ogni lato. Avvisto un ufficio del turismo e chiedo informazioni su come arrivare all'alloggio. Mi spiegano dove prendere il bus e quale destinazione seguire, il numero però non lo sanno. Arrivata sul posto cerco di fare chiarezza tra le 8 piattaforme e i 200 bus in partenza ed arrivo. Ce la faccio a trovare il mio bus e facilmente arrivo all'hotel. È un posto molto bello e ben curato. Ora necessito di un supermercato, di una doccia e di un po' di sonno. Domani si vedrà...
Che bello gli occhi che saltellano da ogni lato sei fantastica
RispondiElimina