Non sono entusiasta di dover tornare a Buenos Aires a passare la notte ma purtroppo non ho altra scelta. La città la adoro, ma odio dover fare dentro e fuori dal treno metropolitano con il caldo e i bagagli addosso. Riesco ad arrivare indenne all'ostello nella zona di Palermo e passo la serata in maniera tranquilla. L'ostello ha una "buena onda" e i suoi mille colori delle pareti mettono di buon umore. La mattina di venerdi faccio il bagaglio, che in realtà non ho mai disfato per la pigrizia di dover impacchettare il giorno dopo. Mi informo sul tragitto da compiere per arrivare al porto Madero dove mi devo imbarcare e scopro con gioia che non dovrò fare dentro e fuori dalla metropolitana, bensì camminare 10 minuti e prendere un bus fino al molo. Seguo i consigli dell'applicazione dei trasporti di Buenos Aires e in meno di un'ora supero la porta del terminal della barca Colonia Express. Mi ritrovo in una stanza immensa, luminosa e moderna. Sembra di essere all'aeroporto e come da rito devo fare il check - in. Tutto fila liscio e alle 12 mi imbarco sul traghetto. Siedo accanto alla finestra e mi appresto a salutare l'amata Argentina. Scambio qualche parola con alcune signore e mi godo l'attraversata del rio de la Plata. Il colore dell'acqua è marrone e nulla attrae in particolare la mia vista. Alle 14 sbarco in Uruguay, nella città di Colonia. Salgo sul bus immediatamente e il bus viaggia per 2 ore per portarmi alla capitale Montevideo. Alle 16 arrivo alla stazione della capitale e trovo Analia che mi aspetta. È una sensazione meravigliosa poterla abbracciare. Siamo felici di esserci ritrovate e con tanta gioia nel cuore saltiamo in macchina e viaggiamo per altre 3 ore lungo la costa fino ad arrivare a Cabo Polonio. Parcheggiamo l'auto, prendiamo i bagagli e saliamo su un camion che ci porta al paesino costiero non raggiungibile con l'auto. Il camion ha ruote immense e può muoversi facilmente sulle dune di sabbia che cadono vicino al mare. Il villaggio di Cabo Polonio ha la particolarità di non avere l'elettricità, quindi il viaggio in camion mostra tutta la magia di una via lattea meravigliosa. Milioni di stelle illuminano la notte di uno splendore visto di rado. Il cielo stellato sud americano è diverso dal nostro, è la scia dorata di un lungo serpente. Che viaggio corto ed emozionante! Si vedono le stelle, si sente la forza del mare e si vedono le onde bianche che si infrangono sulla spiaggia. Arrivate alla piazza dunosa del villaggio dobbiamo trovare la maniera di giungere alla pensioncina senza luminosità. Accendiamo la luce frontale e ci incamminiamo chiedendo informazioni ad ogni casa che incontriamo. Arriviamo dopo 10 minuti e Eugenia ci attende a braccia aperte insieme ad un'amica. Il luogo è selvaggio e meraviglioso e non vedo l'ora di vedere il mare domani. L'energia che sento è moto buona e positiva.
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