lunedì 31 luglio 2017

Adios Bogotà, hasta pronto!




Con queste canzoni dico arrivederci alla Colombia








La tartarughina...



Una tartarughina in macramé, ricevo in regalo un profondo abbraccio ed una tartarughina colore marrone mattone fatta in macramé. Questo è il mio ultimo giorno a Bogotà, le ultime ore in realtà, prima di andare in aeroporto. Dovrei incontrare Andres per pranzare insieme ma sparisce e non si fa né vedere né sentire. Esco quindi a pranzo da sola e vado al mio luogo preferito chiamato il gato gris. Mangio un insalata di quinoa e ascolto una ragazza cantare e suonare dal vivo con la sua chitarra. Mi piace molto concedermi le ultime carezze latine prima di rientrare a casa. Dopo pranzo entro in un negozio dove sono esposte molte mercanzie artigianali, soprattutto collane con pietre. Mi fermo ad alcune bancarelle finche i lavori di un ragazzo dai capelli lunghi attirano la mia attenzione. Arte, magia, creatività e amore per la natura creano queste collane a forma di ramo, alberi e foglie. Sono di una bellezza infinita e oltre a cio si sente la sua aurea energetica abbracciare ogni atomo. Miguei viene dalla selva e ora vive a Bogotà grazie ai soldi guadagnati vendendo i suoi lavori. Mi spiega con pazienza ogni colore, ogni intreccio macramé, ogni pietra e dopo aver comprato due collane mi fa chiudere gli occhi e mi fa pensare ad un sogno che vorrei si avverasse. Mi chiede di tenere gli occhi chiusi, di pensare fortemente al desiderio e mi infila un braccialetto al polso. Mi dice di aprire gli occhi e vedo la tartaruga marrone di macramé al mio polso. Lo ringrazio profondamente e lui mi abbraccia forte. Un abbraccio tra sconosciuti ma molto più forte di tanti altri. Buon viaggio Elo e l'augurio per un grande inizio!

Di nuovo a Bogotà, ma questa sarà l'ultima volta...

Sabato alle 13.50 ho il volo per Bogotà e alle 15.15 già atterro in capitale. Velocemente raccolgo il mio bagaglio e mi dirigo all'uscita dei taxi. Salto su una macchina gialla e do l'indirizzo del mio ostello all'autista. Partiamo e mi accorgo subito che il giovane uomo è di poche parole. Ma in compenso guarda un film sul suo telefonino mentre guida. Il mio grado di securità è pari al 20%. Per fortuna giungo in centro intera e entro all'ostello. 1 oretta più tardi sono già in strada diretta alla cattedrale della piazza bolivar per andare ad ascoltare un concerto di organo. Mi trovo con John (conosciuto a Providencia) e andiamo insieme all'incontro musicale. La seconda tappa della nostra serata prevede l'acquisto di un'arepa ripiena e la visione di uno show di danza di una amica di John. L'arte ci accompagna fino alle 22.30 e poi facciamo la seconda tappa culinaria mangiando chichiarron e terminiamo a ballare al locale latin power. La musica che mettono è a me sconosciuta in quanto un fision tra eletronica e colombiana( con tamburi). Alle 3 sono stravolta e chiamo un taxi che mi porti a casa. 
Domenica mi alzo presto e mangio la mia prima colazione. L'ostello è accogliente ma poco organizzato. Chiedo informazioni su come arrivare al portale nord dei trasporti con il bus ma non lo sanno. Percio mi dirigo alla fermata dove trovo un giovane prete che mi intrattiene per la seguente mezzora accompagnandomi a prendere le coincidenze che necessito. Alle 9.30 sono in strada ad aspettare Marta y Carlos per la giornata che trascorrero con loro. Andiamo a visitare il refugio di animali recuperati in differenti modi e vediamo uccelli, aquile, gufi, serpenti, ragni, e coati. Questo giro nella fauna mi piace molto. Verso le 13 proseguiamo il nostro giro andando a pranzare nel famosissimo luogo per turisti chiamato Andres Carne de Res. Il luogo è costruito in legno e riempito da migliaia di oggetti e decorazioni. Mangiamo un piatto squisito di carne e verso la fine del pranzo una banda si avvicina al nostro tavolo e porgendomi la corona mi canta una canzone per augurarmi buon viaggio. Sono commossa dalla gentilezza dei miei amici che si prendono cura di me e della mia felicità. Mi pagano il pranzo con molta generosità. Arriva il momento dei saluti e li ringrazio di cuore. Li terrò sempre nel mio cuore, al caldo, sperando di riabbracciarli presto! 
Sto camminando verso l'ostello e mi fermo a guardare dei braccialetti ad una bancarella. Una giovane donna si avvicina e con voce gentile mi chiede se puo aiutarmi. Il suo sorriso è dolce e genuino e accanto a lei gironzola un bimbetto bellissimo, suo figlio. Compro dei braccialetti e durante l'operazione un signore anziano mi fa il terzo grado e mi chiede l'autografo. Mi chiede se puo venire in svizzera con me e io gli chiedo se ha intenzione di sposarmi. Che vecchietto simpatico. Saluto queste belle persone e rientro alla base. Dovrei uscire a cena con altri amici conosciuti a Leticia, ma per fortuna sono occupati con altro e io ne approfitto per riposarmi e leggere un po'.



Un sogno svanito

Questo ragazzo ha il fuoco dentro e a quanto pare è un miracolato. La terra ha deciso di tenerlo tra le sue braccia calde ancora per un po'. Il fuoco ce l'ha dentro perché balla come un pazzo, perché canta come un pazzo e cerca il modo di divertirsi e sorridere ogni istante della vita. Sto parlando di un ragazzo con un grande talento e un immenso sogno, spezzato in pochi attimi. Lui giocava a calcio come una giovane stella colombiana, e nessuno poteva togliergli gli occhi di dosso. Con il pallone faceva magie e con la grinta era imbattibile. La selezione nazionale under 20 lo stava per ingaggiare quando il buio sopraggiunse. Si ritrovò in un letto di ospedale incosciente per giorni prima di potersi svegliare e realizzare che il suo sogno era andato in pezzi, frantumato come un vaso di vetro sul pavimento. La sua mente e il suo coraggio avrebbero voluto seguire il baratro, ma la sua volontà da combattente non lo ha permesso. Che fai quando cio in cui credevi svanisce? Che fai quando la stupidità di un autista ti catapulta contro il muro senza alcuna possibilità di sfuggire a questo triste destino?È andato avanti con la vicinanza della famiglia e degli amici. Ha deciso di continuare a vivere e fare del suo meglio per essere felice. Quando lui entra in una stanza la illumina con il suo sorriso, quando balla dona gioia all'ambiente. Ha scelto la via della carriera universitaria per diventare docente di educazione fisica ma un'altra porta si è chiusa, per mancanza di iscritti. Quante altre porte gli verranno chiuse in faccia? Prova quindi ad iscriversi ad un corso di inglese e ora è docente di inglese in una scuola. Il lavoro lo riempie di soddisfazioni e apparentemente è molto felice. Nel tempo libero ascolta musica, balla, canta, fa sport. Io lo definisco una piccola felice tornata a volare nonostante il crollo e il destino avverso. Lui a piccoli bocconi mi ha raccontato alcune parti della sua storia, la restante parte me l'ha raccontata suo padre lungo la strada per l'aeroporto. Parlava colmo di affetto e di commozione. Pensava di averlo perso, di non poter più vedere il suo sorriso, quando ha aperto un occhio sul letto di ospedale. Ogni minuto è un regalo, ogni attimo è un carpe diem. Il padre mi ha parlato di lui come di un figlio con il cuore grande e tanta voglia di vivere. Questo ragazzo non avrà fatto carriera calcistica, ma ha dimostrato una grande capacità di lottare e di sperare in un futuro migliore. Auguri amico mio, che tu possa sconfiggere il male e godere di tutte le fortune del mondo, te lo meriti! Vola, vola alto, vola più che puoi. 



Sempre meno giorni al ritorno

In un viaggio come il mio devi abituarti agli incontri continuii e ai saluti. A volte trovi una persona con la quale ti connetti perfettamente e dopo poche ore la devi salutare. Sembra triste e brutale ma infondo è un grande arricchimento. Avere la chance di conoscere nuove persone e nuovo mondi è una grande opportunità e ti riempie il cuore. Ho visto, conosciuto, vissuto e condiviso moltissimo, e molte persone rimarranno scolpite indelebilmente nella mia mente e nel mio cuore. E sono di nuovo sola. Non mi fa nessun effetto brutto. Amo la mia solitudine. Ho salutato Euge e mi rimane tutta la giornata di oggi a Santa Marta e la serata. Cosa mai farò? Voglio vedere il mare per l'ultima volta, dirgli arrivederci e sdraiarmi sulla finissima spiaggia. Salto sul bus e in una giornata afosissima mi dirigo a Rodadero. La spiaggia non è nulla di speciale e i grattacieli moderni svettano come giganti arrabbiati. Provo a godermi alcuni attimi di pace ma i venditori ambulanti non mi danno tregua un secondo. L'unico modo per stare in pace è sdraiarmi e dormire. Improvvisamente mi sorprende un temporale tentando di mamdarmi via ma io non mi lascio intimidire e rimango in spiaggia a cogliere la freschezza di queste poche gocce d'acqua. Saluto il mare, mi vesto e mi incammino verso la fermata del bus. Un ristorante cattura la mia attenzione, perciò entro e mi siedo. Mangio risotto di pesce e converso con la proprietaria. Una ragazza mal vestita e mal nutrita si avvicina ai tavoli e chiede di portare via gli avanzi del pranzo di un signore. Il bimbetto gironzola tra le gambe della madre. La cameriera le dice che puo sedersi e consumare il pasto ma che non puo portarlo via. La donna con gli occhi infossati rifiuta e se ne va. Come può rinunciare al cibo nelle condizioni in cui è? Probabilmente vorrebbe vendere il cibo per guadagnare qualche spicciolo per comprare la droga. Dura la realtà. Sopraffatta dalle emozioni rientro a casa e trovo Deimer ad attendermi. È uno dei ragazzi della reception e l'ho conosciuto ieri sera. L'hotel è quasi deserto e dopo aver ascoltato qualche brano di musica ci mettiamo a cantare come dei pazzi al karaoke fino a notte tarda. Che sollievo cantare e liberare ogni energia ed emozione. Ecco passata pure l'ultima notte di Santa Marta. Manca sempre meno e il volo del sabato su Bogotà la dice lunga...




Santa Marta

Giovedi mattina alle 10 Eugenia, Shefali ed io saltiamo su un fuoristrada insieme a due ragazze svizzere e ad un americano. Il tragitto percorso qualche giorno fa in moto oggi viene rimpiazzato da un giretto in 4×4. I buchi e la strada disconnessa rendono la discesa difficoltosa. Arrivati a Minca ci trasbordano su un altro mezzo di trasporto con il quale raggiungiamo Santa Marta. Salutiamo tutti i compagni di bus e il duo svizzero-uruguayo parte alla volta dell'ostello. L'indirizzo è chiaro ed arriviamo al posto indicato in pochi minuti. Una donna gentilissima ci apre la porta e ci fa accomodare. In realtà non è un ostello bensì un hotel e avremo la camera tutta nostra. Che pacchia. La casa è arredata in stile antico francese e mi sembra quindi di essere già atterrata in Europa. Mi sto piano piano abituando all'idea di tornare a casa, mancano solo 3 giorni. Ci rilassiamo un momento ed usciamo a pranzo. In un sorso unico beviamo il succo squisito di Lulo e poco dopo arriva la tanto attesa arepa (fatta con farina di mais) ripiena di polipo. Sfruttiamo a pieno la pausa pranzo e di seguito facciamo un giro in centro, tra le varie bancarelle turistiche. La serata continua nella zona antica della città con un mojito, una cena italiana e una terrazza colma di giovani danzanti che si divertono da matti. Non ci pensiamo più di un minuto a saltare in pista e muoverci al ritmo della musica. Alle 3 siamo stanche e accaldate e ci dirigiamo all'hotel. In un strada buia e sospetta decidiamo di prendere un taxi e conosciamo due ragazze inglesi e un taxista simpatico. Ci credete che non ci ricordiamo più dove si trova il nostro hotel? 

Venerdi mattina ci alziamo in tempo per fare colazione e poi arriva il momento di dire arrivederci ad Eugenia. Lei proseguirà il viaggio verso Cartagena con alcune amiche Uruguaye mentre io spenderò un'ultima notte a Santa Marta. Gli occhi si fanno lucidi e ci abbracciamo 20 volte.  In questo viaggio sud americano ci siamo salutate 4 volte: Argentina, Uruguay, Brasile e Colombia. Ho passato oltre 2 mesi del mio vagabondare in sua compagnia ed è stato meraviglioso. Il prossimo nostro appuntamento è in Europa o su qualche isola sperduta a fare immersioni
 Buon viaggio Euge, in bocca al lupo!

sabato 29 luglio 2017

La natura ci ha rapite

Stavo raccontando del trekking che Eugenia, Shefali ed io abbiamo intrapreso sull'arco di due giorni ma mi sono arenata al termine della prima giornata. La mattina del martedi ci alziamo all'alba e camminiamo per 1 ora circa per giungere al punto panoramico dove l'occhio corre sui picchi innevati della sierra Nevada e sulla baia di Santa Marta. In realtà il cerro Kennedy è occupato da una base militare e l'accesso non è permesso. Ciò significa che ci dobbiamo accontentare delle fermate panoramiche incontrate lungo l'ascesa. La natura canta, parla e infonde pace in noi. I pini rilasciano il loro profumo e la pioggerellina regala all'ambiente un tocco di Jurassic World. Dopo essere rientrate sui nostri passi scattando mille fotografie, ci sediamo a tavola e consumiamo la colazione preparata da Moncho. Insieme a noi siede una simpatica coppia di colombiani con i quali scambiamo qualche parola. Dopo poco meno di un'ora ci tocca incamminarci e rientrare passo dopo passo al nostro ostello. La strada è interminabile e le gambe fanno male. Il ginocchio cede e il mio piede malato reagisce poco. Questo lungo ed estenuante esercizio non gli fa per nulla bene. Mi faccio forza e continuo. Verso le 14 ci fermiamo lungo la strada in un ristorantino gestito da una coppia di anziani e mangiamo tamales a tradimento. Dovrebbero darci la energia per continuare il cammino, anche se in realtà credo mi appesantiscano inutilmente. Dopo 7 interminabili ore a piedi giungiamo alla casa vieja dove alloggiamo e tiriamo un sospiro di sollievo. Ci docciamo, ci rilassiamo e mangiamo un ottimo piatto di pesce accompagnato da una bottiglia di vino cileno. Chiacchieriamo con un ragazzo volontario di nazionalità francese e poi ci perdiamo nelle emozioni delle foto scattate in montagna. Mercoledi mattina le mie gambe sono un po' appesantite ma funzionano comunque e decido perciò di seguire il sentiero in picchiata che scende alla finca del caffè Victoria. Ne approfitto per pranzare e per mangiare una deliziosa fetta di torta al cioccolato e caffe. Eugenia ha i crampi e decide perciò di rimanere tranquilla all'ostello. Cammino poi tra le canne di bambù e riempio i polmoni di aria fresca e pura. Penso al mio rientro imminente, alle mie ultime giornate, penso al bellissimo viaggio intrapreso e a quanto mi abbia cambiata. Ringrazio l'universo per questa opportunità e rientro all'ostello felice. Cammino in salita tra le piantagioni di caffè sforzando i muscoli e la respirazione. Sento che voglio impegnarmi, voglio portare il mio fisico allo sforzo limite. Amo questa camminata riflessiva. La serata scorre tra un libro, un pensiero su un foglio di carta, una chiacchierata e tanta magia. Non rimane che salutare questo meraviglioso posto e scendere a valle, Santa Marta ci attende. 




Minca







giovedì 27 luglio 2017









passeggiata cerro Kennedy









V

Camminata in cielo

Lo zainetto è pronto, la colazione è fatta e le 3 Marie (Euge, Shefali ed io) sono pronte per affrontare il trekking di 2 giorni della Sierra Nevada e precisamente per andare al picco Kennedy. Pare che non sia necessario avere una guida con sé quindi decidiamo di andare da sole. Solo che il gruppo più o meno dovrebbe conoscere i dettagli del percorso. Io mi informo sul tracciato e le altre? Nel momento in cui muoviamo il primo passo verso il trekking ad alta voce dicono:"qualcuno sa dove dobbiamo andare??". Io lo so ma le mie compagne non fanno i conti col fatto che io e l'orientamento non siamo migliori amici. Dopo aver camminato per 30 minuti ci troviamo al primo bivio e non sappiamo quale deviazione prendere. Devo proprio decidere io?? Per fortuna la tecnologia del GPS ci aiuta a scegliere la direzione. La strada è carozzabile ma disconnessa e la pioggia della notte precedente l'ha resa molle e sprofondante. Non avremo la fortuna di percorrere un sentiero nella vegetazione bensì una strada larga e noiosa per tutto il viaggio. La vegetazione non manca di stupire ogni 100 metri di dislivello che camminiamo. Vediamo uccelli di ogni tipo, tucani, tarantole, serpenti, e molto altro ancora. Lunedi camminiamo per quasi 7 ore perche le mie compagne non sono molto sportive. Nell'arco della giornata passiamo parecchi microclimi e dal cielo azzurro osserviamo sopraggiungere la nebbia, poi la pioggia ed infine un tramonto magnifico. La vegetazione del caffe mano a mano che saliamo si trasforma in ambiente pluviale e ricco in felci e alberi tropicali, per poi terminare in un profumo svizzero di pini. Lungo la strada non incontriamo nessuno se non qualche abitante dei due paesi che attraversiamo. Alle 18 arriviamo abbastanza stremate al rifugio e ci accoglie un gruppo di uomini della regione. Chiediamo asilo politico per la notte e dopo averci mostrato dove avremmo dovuto dormire ci viene voglia di scappare. Lenzuola usate, stanza umida e puzzolente, ... Non abbiamo altra scelta all'infuori del rimanere li e sopportare quella catapecchia infernale. Ma non ci scoraggiamo e ci mettiamo a conversare con il proprietario, beviamo la bibita calda che ci offre per riprenderci dalla pioggia incamerata e ceniamo con un piatto di riso e lenticchie. La nebbia compre la vallata e gli alberi sono avvolti dalla nebbia. Passano i minuti e la nebbia si dirada mostrandoci tutta la magia della Sierra Nevada e della baia di Santa Marta. Il cielo si tinge di arancio e il sole fa capolino dalle nuvole. Il tramonto del sole dura 30 minuti e i colori cambiano in continuazione. È magia pura. Con questa immagine nelas retina andiamo a dormire. 

Camminata alle cascate



Ci alziamo  e con la splendida vista sulla vallata prendiamo la nostra prima colazione. Il porridge che mi capita ha una porzione atomica e per smaltirlo ci vorranno come minimo 5 ore. Alle 9 siamo pronte per andare con Shefali, Milena e Valerie (olandese) a visitare le vicine cascate. Il sentiero che ci conduce al fiume passa accanto a molte piantagioni di caffé e la nostra guida Rebecca ci racconta delle storie della regione inerenti la raccolta di caffé. Vediamo degli uccellini dalla coda gialla, i manghi, gli avocados, tanti fiori e una vegetazione pluviale fitta. La camminata dura una ora e mezza e ci offre una larga visione della regione di Minca. Ci bagniamo alla cascata e più avanti pure al fiume che scorre verso valle. Terminiamo la gita alle 13 e ci tuffiamo su un veggie sandwich nel ristorante della finca del caffè victoria. Per rientrare all'ostello dobbiamo inerpicarci come delle bimbe selvagge su un sentiero stretto ma meraviglioso e,nonostante sia dura dopo aver pranzato, ci piace moltissimo. Arrivate all'ostello ci rilassiamo ed ascoltiamo una banda locale che suona in vivo stasera per noi. 

Minca








L'arrivo in paradiso



Ho deciso che Minca sarebbe stata la destinazione finale perfetta per terminare il mio viaggio del corazon y de la vida. Dopo essere arrivata quassù in mezzo alle montagne della Sierra Nevada ho subito percepito la correttezza della mia scelta. Dopo la fase spiaggiera è ideale la fase montagnara, per lo meno per un'amante della vegetazione e del verde come me. Arrivare a Minca non è stato semplice, ma appena uno sguardo sulla vallata e il cinguettio degli uccelli ha ripagato subito ogni sforzo. Il tempo totale del viaggio non è molto, perché partiamo alle 12 e arriviamo alle 17, ma per poter giungere all'ostello casa vieja dobbiamo cambiare 3 mezzi di trasporto. Il primo è un bus fino a santa Marta, il secondo un bus fino a Minca ed il terzo è una moto fino alla casa situata in mezzo alla vegetazione. Dobbiamo fare i conti con un caldo straziante e con gente aggressiva e maleducata che ci vuole vendere il passaggio del bus e della moto trattandoci male. La parte migliore del viaggio è la traversata del bosco scivoloso su una moto da cross con 2 zaini ed il conduttore. 40 minuti di avventura. Ed eccoci in paradiso, fuori dal mondo, con dei divanetti e delle sedie rivolte verso la vallata. Il canto degli uccelli accompagna il nostro arrivo, la cena e la notte. Dividiamo la stanza con altri 6 viaggiatori e per la maggiorparte sono europei o nord americani. Noi non tardiamo a scorgere tra la folla 2 ragazze che parlano spagnolo e stiamo con loro. Di parlare inglese non ne abbiamo voglia. Il nostro gruppetto è formato da: Shefali (indiana), Milena ( colombiana), Veronica ( messicana). Sono delle donne simpatiche con le quali avremo modo di passare il tempo e svolgere delle belle attività. La cena si svolge nella sala all'aperto e mangiamo tutti insieme. Il tempo in montagna passa rapido e ti lascia il corpo stanco quindi alle 21 siamo gia a letto sotto la nostra zanzariera. Fa freschino e l'aria entra nella nostra stanza senza finestre. Crollo beata nel mondo dei sogni. 

sabato 22 luglio 2017



Andrea, Rosana, Sandra, laura, Euge y yo

Il ballo famoso di Barranquilla: la champeta


Bimbi ballando


Ieri sera siamo uscite con Andrea e le sue amiche e siamo state a mangiare crepes e poi a ballare in un bar di musica tradizionale (champeta). È stato molto simpatico e divertente. Ora siamo pronte per lasciare l'hotel e dirigerci a Minca (città di montagna nella Sierra Nevada di Santa Marta). Per 5 giorni non avrò connessione internet. Ci risentiamo giovedi o venerdi da Santa Marta. 

venerdì 21 luglio 2017

Barranquilla





Providencia y santa catalina


La magica isola del cuore

Tutti coloro che sono stati all'isola Providencia l'hanno lodata ampliamente e sapevamo ci sarebbe piaciuta ma non abbiamo fatto i conti con i pochi giorni che avevamo a disposizione per visitarla e viverla. Mercoledi non ce ne volevamo andare, ci saremmo incatenate volentieri alla sabbia se mai fosse stato possibile. L'isola è decisamente più piccola e più selvaggia, ma ha un'anima, una bella anima. Ci siamo innamorate di tutto ciò che ci è capitato a tiro e che ha reso speciale la nostra permanenza. Laurel e Sandro hanno messo a disposizione la loro casa per accomodarci con semplicità e amore. La mattina la sorella di Laurel ci prepara pancakes con frutta, uova, panini, succo, ... e ci augura così un'ottima giornata. Richard, il nostro vicino di stanza, si trova sull'isola per scrivere un romanzo e quando non è occupato a comporre strofe ci racconta i suoi aneddoti di vita. Le mattine di lunedi e martedi io alle 8 del mattino salto in sella al nostro scooter 46 e corro alla spiaggia per la sessione giornaliera di immersione. Purtroppo Eugenia ha un problema all'orecchio e quindi non mi può accompagnare. Duante le uscite in barca conosco tanta gente simpatica e divertente: la coppia spagnola di Barcelona, i cileni di Santiago, gli argentini, la ragazza di Bogotà, gli istruttori Charly, Alejandro e Ralf e tutto il team della barca. Siamo andati a caccia di statue sott'acqua, di relitti e siamo stati circondati da molti squali. Si prova un po' di soggezione e paura di fronte a questi spettacolari animali nonostante siano poco interessati all'essere umano. Sono state immersioni magiche e spettacolari, e avere al mattino questo appuntamento con il mare mi rende molto felice. Alle 14, terminato lo sport acquatico, vado a prendere la mia amica e andiamo a pranzo al café studio con i cileni oppure da sole al divino niño. Nel pomeriggio percorriamo la isola in scooter,  ci fermiamo in alcune spiagge a fare il bagno e terminiamo la serata con il cocktail in spiaggia dinnanzi al tramonto. I ragazzi del bar accendono il fuoco, mettono musica e in cerchio balliamo e cantiamo. Le serate scorrono con gioia e divertimento e terminano al bar Roland situato alla spiaggia manzanillo. Si balla fino a tardi ascoltando musica reggie, regetton, salsa, bachata. L'ambiente isolano è spettacolare e la gente gentile e disponibile. Sembra che ci siano 6500 abitanti e che 4000 siano uomini. Tutti si conoscono e il rispetto non manca quasi mai. La persone per strada ci salutano e ci fermiamo a parlare con loro, la gente ci aiuta e ci regala momenti di condivisione. L'orologio non esiste, si segue il movimento del sole e i rumori della pancia affamata. Le ultime 2 settimane sono state bellissime e spontanee, tanta gioia e divertimento. Il traghetto mercoledi è giunto all'appuntamento in orario e abbiamo quindi dovuto dire addio a tanta magia. La sera di giovedi abbiamo incontrato Alvaro in centro e dopo essere andati a mangiare al corral abbiamo camminato sulla via pedonale. Il cuore latino ci ha poi condotte alla discoteca coco loco. Ieri abbiamo volato a Bogotà e poi a Barranquilla e ora siamo in relax in piscina attendendo l'ora di uscire con la nostra amica Andrea (conosciuta a San Andres) a  mordere la notte. 

SAN Andres isla