Oggi ho finalmente trovato la forza di uscire dall'ostello, prendere la bicicletta e fare il giro dell'isola con la musica nelle orecchie. Sono stati giorni difficili in cui ero abbattuta, svogliata e malinconica. Attivarmi in giornate così spente mi risulta particolarmente difficile. Molti anni fa ricordo che la mia kinesiologa mi aveva dato il grafico della mia energia mese per mese per un anno intero. E ricordo di essermi meravigliata perché ogni mese, per cause sconosciute, la linea andava parecchio in negativo una e più volte. Succede e basta. La causa potrebbe essere attribuita al corpo debole oppure alla mente stanca, preoccupata, stressata oppure a dei nostri limiti e paure. Io affronto questo viaggio da ormai un anno e ho imparato a convivere con me stessa felice, con me stessa triste, con me stessa taciturna, con me stessa apatica, ... Oggi è bastata la bicicletta a regalarmi attimi felici. Bastava che la parcheggiassi contro una palma e mi sedessi ammirando il mare per sentire i profondi respiri inalare la vita. Il colore azzurro del mare infonde pace e amore. Di tanto in tanto passa qualche caddy o scooter ma non ci do troppa importanza. Ci sono io e c'è il mare; ci sono io e c'è l'orrizzonte, ci sono io e ci sono le palme che mi danno ombra e movimento. Le onde sono spumeggianti; i coralli danno vita al mare. Mercoledi sono stata alla spiaggia della città chiamata dei sette colori, giovedi sono stata a Rocky Cay con la sua isolotta raggiungibile a piedi camminando nel mare e ieri sono tornata di nuovo alla spiaggia della città. Ho scambiato qualche parola con l'isolano Giovanni che mi voleva invitare a ballare il regetton ma per il resto sono stati giorni taciturni. In generale gli uomini fischiano e fanno apprezzamenti al passare delle donne, mentre le donne isolane sono schive e silenziose. Ieri nel tardo pomeriggio sono stata a sentire un po'di musica in spiaggia e poi a cenare in un ristorantino. Rientrata in hotel ho fatto un riposino fino alle 22 e poi sono stata in terrazza a ballare salsa con lo staff e gli altri ospiti dell'ostello. Ho conosciuto Marcela e Andrea, rispettivamente cilena e colombiana e insieme siamo uscite a mordere la notte. Mi ha fatto bene cambiare l'ostello; quello dei primi giorni non mi piaceva e la gente era poco convincente. Mancano poche ore e atterra Eugenia. Ne sono molto felice, vedere una faccia amica mi sarà di grande aiuto e renderà meno complicate le ultime settimane di viaggio. Non vedo l'ora di abbracciarla!
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