Ho deciso che Minca sarebbe stata la destinazione finale perfetta per terminare il mio viaggio del corazon y de la vida. Dopo essere arrivata quassù in mezzo alle montagne della Sierra Nevada ho subito percepito la correttezza della mia scelta. Dopo la fase spiaggiera è ideale la fase montagnara, per lo meno per un'amante della vegetazione e del verde come me. Arrivare a Minca non è stato semplice, ma appena uno sguardo sulla vallata e il cinguettio degli uccelli ha ripagato subito ogni sforzo. Il tempo totale del viaggio non è molto, perché partiamo alle 12 e arriviamo alle 17, ma per poter giungere all'ostello casa vieja dobbiamo cambiare 3 mezzi di trasporto. Il primo è un bus fino a santa Marta, il secondo un bus fino a Minca ed il terzo è una moto fino alla casa situata in mezzo alla vegetazione. Dobbiamo fare i conti con un caldo straziante e con gente aggressiva e maleducata che ci vuole vendere il passaggio del bus e della moto trattandoci male. La parte migliore del viaggio è la traversata del bosco scivoloso su una moto da cross con 2 zaini ed il conduttore. 40 minuti di avventura. Ed eccoci in paradiso, fuori dal mondo, con dei divanetti e delle sedie rivolte verso la vallata. Il canto degli uccelli accompagna il nostro arrivo, la cena e la notte. Dividiamo la stanza con altri 6 viaggiatori e per la maggiorparte sono europei o nord americani. Noi non tardiamo a scorgere tra la folla 2 ragazze che parlano spagnolo e stiamo con loro. Di parlare inglese non ne abbiamo voglia. Il nostro gruppetto è formato da: Shefali (indiana), Milena ( colombiana), Veronica ( messicana). Sono delle donne simpatiche con le quali avremo modo di passare il tempo e svolgere delle belle attività. La cena si svolge nella sala all'aperto e mangiamo tutti insieme. Il tempo in montagna passa rapido e ti lascia il corpo stanco quindi alle 21 siamo gia a letto sotto la nostra zanzariera. Fa freschino e l'aria entra nella nostra stanza senza finestre. Crollo beata nel mondo dei sogni.
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