lunedì 3 luglio 2017

Villa de Leyva e Bogotà

Verso le 8 di sabato mattina mi alzo, saluto la mamma di Pedro e prendiamo la colazione insieme. La signora Maria è una donna sorridente e divina, porta i suoi 70 anni incredibilmente bene e mai si direbbe che ha avuto 8 figli. È molto bello parlare con lei ma alle 8.30 la saluto e vado a prendere il primo dei 3 bus che mi porteranno a Villa de Leyva. La prima località dove mi fermo è Biceño, la seconda Tunja e la terza finalmente è la cittadina bianca di destinazione. Villa de Leyva mi accoglie con una grande giornata di sole ma molto ventosa. Ho con me solo il mio zainetto quindi gironzolo senza meta tra le vie acciotolate del centro. Giungo alla piazza e rimango incantata dalla sua dimensione. È grandissima, circondata ai 4 lati da casette bianche coi portici e dominata da una chiesa da cartolina con nel fondo le montagne. È molto bella e suggestiva. Un cartello che dice "ostello" cattura la mia attenzione e mi dirigo nella sua direzione per chiedere informazioni. La signora mi offre una stanzetta nel sottotetto ed io accetto molto volentieri. Il pomeriggio lo trascorro in un ristorante a pranzare (finalmente un bel piatto di verdura) e tra le vie più remote della cittadina, le più verdi diciamo. Scatto fotografie ad ogni casetta o balcone che mi piacciono e termino la giornata sul balcone dell'hotel a guardare le persone che passano. Questo fine settimana i colombiani attaccano il lunedi festivo al loro riposo personale e ne approfittano quindi per fare delle gite fuori porta con o senza pernottamento. La sera mangio qualcosina veloce e mi dedico a scrivere qualche pensiero passeggero. 
Domenica mattina faccio colazione in terrazza e dopo un breve giretto in centro mi dirigo alla staziome dei bus e rientro a Bogotà. La gente di Bogotà e dintorni è più tranquilla e riservata di coloro che vivono in altre regioni della colombia. La sera incontro Alexandra ed insieme andiamo a mangiare un ottima quinoa al ristorante della Candelaria chiamato Il gatto grigio. 
Domenica mattina ho appuntamento con Carlos e Marta sulla Carrera settima alle ore 10.30 per andare a visitare il mercatino delle pulci. Per andare al'incontro percorro la via pedonale con allegria e pace insieme a centinaia di ciclisti, corridori e pedoni. Quando vedo i miei amici da lontano mi accorgo di essere molto contenta di passare la giornata con loro, sono due belle anime gentili e in gamba. Visitiamo il mercatino curiosando qua e là e compriamo dei ciondolini molto belli. Poi andiamo a pranzo ad un buffet asiatico e terminiamo il pomeriggio nella zona di Usquien dove c'è un grande centro commerciale, un mercato colorato e musicale, ed una piazza molto bella. Passiamo il pomeriggio a parlare e a ridere in compagnia. Alle 17 mi riportano in centro dove rientro all'ostello a piedi tra la fiumana di gente e gli spettacoli di strada. In piazza Bolivar scentolano bandiere arcobaleno e striscioni contro l'omofobia per festeggiarne la giornata internazionale. L'ambiente mi pare molto scuro e strano. Non mi piace e proseguo verso "casa". La sera esco di nuovo a cena con Alexandra e alle 23 sono a letto.

Oggi è lunedi e alle 15 ho appuntamento con Andres per andare ad un concerto di musica rock. Mi ospiterà a casa sua e di sua madre e domani verso sera saluterò Bogotà per andare all'aeroporto

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