martedì 26 luglio 2016

23 luglio - Yangtang - Hemis Sukchapan

Il sole è tornato a splendere nel vasto cielo Ladakho, conferendo alla giornata di oggi le più belle tonalità di colori. Dopo la colazione consumata con gli altri ospiti in sala da pranzo seduta sul tappetino, mi incammino verso il fiume. Chiedo informazioni sulla direzione da prendere ad un uomo del villaggio. Mi indica una fattoria e mi dice che dietro di essa c'è un sentiero che scende al fiume, poi aggiunge di attraversare il ponticello di legno e proseguire verso la montagna. Io lo ringrazio e mi incammino. Dopo aver attraversato il ponticello pascolo un po in cerca del sentiero che conduce al passo. Vedo in lontananza dei turisti e li seguo ma poi la strada che prendono non mi convince e ritorno sui miei passi. Percorro una strada sterrata molto polverosa per alcuni tornanti e poi scorgo altri turisti che imboccano un sentierino. Li seguo e dopo una buona ora giungo al passo dalle mille bandierine. Lungo il cammino incontro turisti francesi, indiani, e di nuovo i ragazzi israeliani di ieri. Il panorama è molto suggestivo e lo adoro. Lo Sham trek è meno impegnativo rispetto ad altri trekking selvaggi ma ha un panorama comunque molto bello. Dopo aver fatto una pausetta in cima al passo proseguo il mio viaggio verso il villaggio di Hemis S. Arrivo a destinazione verso le 12. Mi appresto a cercare una homestay ma non è molto semplice perché il paese e le case sembrano essere disabitate. Ma dove sono TUTTI?? Attraverso torrenti, percorro sentierini che costeggiano bellissimi muri di sasso, finisco con i piedi nell'acqua, mi sporco i pantaloni, ma questa avventura mi regala felicità. La prima guesthouse è deserta, la seconda pure, la terza idem. Attaverso il villaggio in direzione dell'immensa piattaforma con il buddha seduto comodamente sul fiore di Loto. Ad un certo punto incrocio un uomo con la sua guida turistica e gli chiedo se sa dove posso trovare una camera. Mi dice di seguire loro e dopo aver vagato in un labirinto di case e giardini per me senza senso, arriviamo in una home stay molto bella. Sorseggiamo il tè in compagnia dell'adorabile padrona di casa e ci rilassiamo mangiando chapati. Dopo pranzo munita di macchina fotografica mi dirigo in paese e piu precisamente dal Buddha. Mi fermo sulla piattaforma con vista mozzafiato sulla vallata e le montagne. Poco dopo mi raggiunge Lobsan, la guida. Chiacchieriamo per ore e poi proseguo il mio giretto a sud del villaggio. Le stradine del paese sono molto curate, i rigagnoli vitali per la vegetazione, le case tutte identiche ma ognuna con una sua identità. Mi attira la scala in legno che ogni casa ha appoggiata ad una parete della casa. Mi invoglia a salire, a curiosare in giro, ma nonostante la gente sia molto calorosa e accomodante qui, non mi sembra una buona idea ficcanasare. E poi girandomi per riprendere la via vedo lui...cosi vigoroso, piegato ma non spezzato, forte dell'esperienza dell'età, e li ad aspettarmi. Mi ci siedo sopra e sento il suo legno generoso ed energetico insinuarmisi dentro. Chiudo gli occhi e mi lascio cullare dalla sua potenza e dal vento. Il ruscello gorgoglia ed io mi perdo nella natura piu sincera. Le mucche mi passano accanto e mi guardano incuriosite, ma per il resto nessuna anima mi disturba.
Rientrata alla guesthouse mi faccio una doccetta veloce, scrivo due pensieri e poi torno in sala da pranzo a bere il té delle 4. Nel mentre arrivano 2 ragazze che scopro essere italiane. Sono a zonzo per il Ladakh e poi si sposteranno a Puno a fare volontariato in un ospedale. Più tardi ci raggiungono 2 ragazzi frsncesi che anch'essi si dedicano al volontariato, ma questa volta in un monastero. Tutti insieme prepariamo momo per cena (involtini tibetani fatti con farina e acqua) e come ripieno infiliamo le verdure dell'orto della signora. Ceniamo poi in compagnia chiacchierando soprattutto di viaggi. È stata una giornata davvero deliziosa, sono felice.

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