martedì 4 luglio 2017

Atterrata sull'isola

Sabato avrei dovuto vedere Magnolia ma io non mi sono fatta viva come neppure lei. Per incontrarla avrei dovuto viaggiare di nuovo fino a Zapaquirà e sarebbe stata la terza volta, non ne avevo per nulla voglia. Inoltre sapevo che avrei visto Andres senza sapere ancora l'orario. Ho approfittato della latitanza della donna bogotana per farmi un giro in centro, cambiare i soldi e comprarmi un libro interessante. Il primo pomeriggio è passato rapido tra una chiamata ed una navigata in internet. Era quasi giunta l'ora di prendere il taxi per raggiungere Andres quando è suonato il mio telefono e mio fratello emozionato mi ha annunciato la nascita della secondogenita! Sono diventata di nuovo zia e questa volta di Delia. Stanno tutti bene e Cecilia è al settimo cielo per l'arrivo della sorellina. Dopo questa splendida notizia sono saltata sul taxi molto felice. Andres mi attendeva per andare al concerto "rock al parque" con la sua ragazza ed i suo amici. Siamo stati a comprare le birre al supermercato e ci siamo incamminati verso il parco Simon Bolivar. Io non ho bevuto nemmeno una birra, non desideravo morire di sonno. Il concerto ha avuto luogo nell'arco di 3 giorni e ieri sera era il momento della chiusura. Abbiamo ascoltato diversi cantanti, alcuni dei quali internazionali (vi allego dei video youtube) e ci siamo divertiti all'aperto. Faceva un freddo assurdo (13 gradi) che dopo il caldo di Leticia ha mandato in tilt il mio corpo. Mi è piaciuto molto far parte di questo evento e aver l'opportunità di mischiarmi alla folla colombiana. Per rientrare a casa abbiamo dovuto camminare oltre un'ora e mi sono sentita decisamente infreddolita e stanca. Stamattina io ho dormito fino alle 7.30, il mio orologio biologico oltre non va, mentre Mari e Andres fino alle 9.30. Ho approfittato della quiete per leggere e per scrivere dei pensieri. Alle 13 siamo andati a mangiare cibo tipico colombiano in un luogo semplice ma buono e abbiamo terminato il giro di visita in una casa del tè. Si sono fatte le 16 e siamo rientrati a casa del mio amico a prendere i miei bagagli e mi hanno poi accompagnata all'aeroporto. Da veri colombiani hanno ritardato a tal punto da farmi venire le palpitazioni per la paura di perdere l'aereo. Il traffico non ha aiutato le mie coronarie a rilassarsi e quando ho messo piede in aeroporto sono riuscita finalmente a respirare di nuovo. Oggi volerò in business, ma ci credete?? Dopo aver volato tanto mi hanno promossa in business con la tariffa basica. Ero felice di poter salire sull'aereo per prima e quando orgogliosa mi sono diretta al gate per proseguire oltre la porta , il signore dei biglietti mi chiede:"e il permesso turistico?". Che??? Mi ha fatto segno di parlare con la signorina accanto che mi avrebbe poi venduto il permesso di accesso alle isole. Morale della favola?? Sono salita sull'aereo per ultima!! Il viaggio è durato 2 ore ed è andato bene. Non ho avuto modo di avere nessuna anima affabile accanto a me quindi ho posto le cuffie sulle orecchie e sono stata con me stessa per qualche ora. 

Le valigie hanno faticato ad arrivare e le formalità per uscire dall'aeroporto sono state ferree. Mi hanno aperto lo zaino e tolto praticamente tutto ciò che avevo dentro. Non sono mai stata perquisita così a tappeto in un aeroporto. Nei prossimi giorni cercherò di capire di cosa hanno paura. Il taxista mi ha portato all' ostello, sono poi uscita a prendere qualcosa per cena e ora vado a dormire. Domani mi alzerò con la consapecolezza di essere al mare. 

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