Sono le 8 del mattino e sono seduta al bar
che si trova sul tetto di un ristorantino ladakho. Le strade si stanno
svegliando con il rumore delle saracinesche, l'acqua dei catini che vola nei
canali di scolo, i clacson dei primi abitanti
frettolosi di arrivare non si sa bene dove. E l'odore di incenso... Che inonda
le narici in ogni angolo della città. Sono molto tranquilla e a mio agio, mi
sento parte di tutto questo. Mi sento parte delle strade, mi sento parte delle
abitudini, mi sento parte di quei sorrisi tanto ospitali, mi sento parte della
loro loquacità. Nei mesi passati in India ed in Nepal ho dovuto imparare a
gestire la differenza culturale, la prorompenza dell'uomo rispetto alla donna.
Ritornando in questi posti mi accorgo di come ora sia piu facile per me vivere
certe dinamiche serenamente. La gente ti fissa continuamente, ti vuole parlare
a tutti incosti, e dopo 20 secondi che parla con te ti reputa amico per la
vita. Lo digerivo a fatica, ma ora mi dico... Ma a te poi cosa importa se loro
sentono cosi visceralmente le persone? Ad una conferenza mi è stato detto che
l'ascoltatore inquadra l'interlocutore in solo 8 secondi, impressionante, vero?
Quindi forse queste persone dicono semplicemente spontaneamente ciò che sentono senza girarci
troppo intorno e senza sottostare alle regole della buona educazione.
Stamattina dovrei partire per fare un tour
di 3 giorni che comprende la visita delle Nubra Valley (a nord di Leh) e il
Pangonglake. Tutt'ora non so se parto oppure no,e nel caso dovessi partire,
dovrei essere pronta per le 9.00. Ora vi racconto la giornata di ieri per
meglio inquadrare la situazione. Al mattino di ieri ho fatto colazione con le
ragazze indiane e il loro padre. Ci siamo accordate di sentirci per telefono
per organizzare il tour nel caso io fossi riuscita ad entrare in possesso di
una sim card indiana, o se no di vederci alle 20.30 alla guesthouse dove stanno
loro (io nel mentre l'ho cambiata perché costava troppo) per poi andare a cena.
Durante la giornata mi faccio preparare il permesso necessario per entrare
nella Nubra Valley, recupero una sim card, la carico con dei soldi e alle 18
circa chiamo Nithya per vedere se è tutto a posto per il tour del giorno
seguente. Lei mi parla ma io non sento ciò che dice, non riusciamo a trovarci,
non capisco dove vanno a cena e quindi non so bene come muovermi. Al telefono
le dico di mandarmi un messaggio con il nome del ristorante, ma il messaggio
non è arrivato. A quel punto mi sono detta :"vai a mangiare e amen".
Ci credete che sono riuscita ad azzeccare il ristorante?? Le vedo, mi siedo al
loro tavolo, mangiamo e nel mentre mi comunicano che visto che non sapevano se
io avevo fatto fare il permesso per la Nubra, e dato che non potevano
contattarmi hanno deciso di dividere la jeep con altre due persone. Si sono
dimostrate dispiaciute e mi hano detto
che al mattino dopo avrebbero chiamato l'agenzia per vedere se si poteva
aggregare una settima persona. E cosi
stamattina alle 8.20, mentre sto mangiando il pancake in cima ad una
terrazza arriva la chiamata. Riusciamo
ad accordarci a fatica per le ore 9.00 davanti alla mia guesthouse, ma tra
quella chiamata e l'incontrarsi veramente ci sono stati ancora molti
fraintendimenti e contrattempi. Alle 10 sono sulla jeep e non ci posso credere!
Che impresa!
Stamattina il tempo non è bello ed è pure
frescolino. Il gruppo è formato dalle 3 sorelle, dal padre e da una coppietta
indiana in luna di miele(abbiamo subito capito che erano neo sposini perchè la
donna ha tutte le braccia e le mani ricoperte di henné e sulla fronte un tika
con un brillantino). Viaggiamo per 2 ore su una strada penosa piena di buchi e
sassi con un autista matto come un cavallo. Una delle ragazze sta male al
ciglio della strada, un'altra hala nausea, il padre mal di testa e la nostra
jeep è un lazzaretto. Ma bisogna dire che le ragazze sono una forza,
divertentissime e ridiamo un sacco. Vedere come le ragazze si preoccupano
per
il papà e lui per la salute delle sue cucciole è una scena commuovente.
Dovevate vederli quando siamo arrivati su al passo di 5400 metri e la pioggia si è trasformata in neve:era la
prima volta che vedevano la neve e hanno voluto giocarci e fare un mucchio di
foto (loro sono originari del sud dell'India, Bangalore). Scendiamo poi dal passo, facciamo una pausa
tè, pranziamo in un altro posticino affollato e dopo esserci rimessi in
marcia costeggiamo un immenso fiume che
ci conduce a Diskit e poi ad Hundar. A Diskit osserviamo da vicino un Buddha
seduto dalle dimensioni mastodontiche e il suo bel monastero. La vista dall'alto sull'ampia vallata è
spettacolare. Peccato che piove e che quindi i colori appaiono sbiaditi. La
seconda tappa è Hundar con le sue dune di sabbia e i cammelli. Andiamo direttamente
a cercare un hotel e capitiamo in un campo con le tende tipo safari africano.
Ci accomodiamo e ci rilassiamo sotto le coperte perchè fa freddino. La pioggia
non mi invoglia ad uscire, mentre il resto del gruppo va sulle dune a cercare i
cammelli. La sera viene organizzato un buffet di cibo locale e un grande fuoco
nel giardino.
Durante la giornata le ragazze sono cosi
carine verso di me. Mi traducono cio che l'autista dice, mi chiedono come sto e
se ho bisogno di qualcosa, non si fanno problemi a dividere la stanza con me.
Sono persone molto dolci e accomodanti, pensare a come si comportano in maniera
arrogante alcuni indiani in vacanza in giro per il Ladakh. Sono stata molto
fortunata ad incontrarli e a condividere questo tour.
Ciao Elo!
RispondiEliminaCome stai? Foto e paesaggi fantastici! Come sempre...
Buona fortuna per la tua nuova esperienza. A presto
Marco
ciao nini mi manchi tanto...che bello avere tue notizie.un abbraccio
RispondiEliminaGrazie Marco!
RispondiEliminaQui benone. Visito posti stupendi, natura selvaggia e faccio incontri straordinari. Buona estate e grazie per seguirmi. Un abbraccio Elo
Nini anche tu mi manchi! Le tue bimbe stanno diventando sempre piu belle! Vi auguro ogni bene. vi porto nel cuore. Elo
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