sabato 5 novembre 2016

A spasso per le colline nepalesi

Dopo aver trascorso 2 giorni nel centro di kathmandu ho pensato fosse interessante spostarci di qualche chilometro e visitare le colline e le montagne circostanti. Ho proposto ad Angelo di affittare una moto e di andare alla scoperta di questi posti meravigliosi con maggiore libertà rispetto all'autobus pubblico. Sarà un esperienza unica muoverci nel traffico di kathmandu. Angelo acconsente e ieri mattina muniti di zainetto con dentro il minimo necessario ci siamo diretti a noleggiare la moto. Il mio amico Olgiun (il signore che mi offre sempre il tè) si assume la responsabilità di portarci da un suo amico e di farci avere un buon prezzo. Ed eccoci pronti... o almeno così credevamo. Quando devi saltare nel traffico asiatico non sei mai pronto. Angelo ha tantissima esperienza in fatto di moto e si destreggia a meraviglia ma si è reso conto ben presto che i miei racconti esilaranti sul traffico erano veritieri. L'unica  regola è: nessuna regola! La guida dovrebbe essere a destra, ma non è proprio così.. ognuno passa dove gli pare e fa quel che vuole. Dopo aver superato l'ostacolo dell'uscita da Kathmandu ci siamo ritrovati sul rettilineo a più corsie che porta alla città di Bhaktapur e una grande nuvola nera di smog avvolgeva improvvisamente la nostra moto. Sembrava di essere in apnea e di aver inalato il diavolo. Ora capiamo perfettamente per quale motivo tutti indossano la mascherina sulla bocca. Vedremo di procurarcene una anche noi. Dopo aver percorso una trentina di chilometri tra zig zag e sorpassi ci siamo avventurati su una collina e siamo andati ad osservare l'immensa statua di Shiva d'ottone. Abbiamo potuto osservarne l'imponenza, i curati giardini che la accolgono e la vista sulla valle. Mentre girovagavamo per la piattaforma della divinità molte persone si avvicinavano per salutarci, per fare delle foto con noi, per sapere da dove venivamo. Lungo la strada che ci portava alla moto abbiamo curiosato tra le bancarelle di cibo e abbiamo comprato dei dolcetti a base di frutta e zucchero. La moto ci ha poi condotto a Panauti, una cittadina magica che avevo visitato 2 anni fam ci tenevo a ritornarci perchè è un luogo senza tempo, dove le donne siedono tranquille fuori casa a fare i loro lavoretti, gli uomini giocano a carte nei cortili, i bambini giocano a pallone contro la porta di accesso ai templi. Quando siamo arrivati intorno a mezzogiorno la cittadina era deserta e ne abbiamo approfittato per girare tra i suoi vicoli e osservarne i balconi in legno decorati, i panni appesi e le pannocchie ad adornare il tetto. Ci siamo poi fermati da una signora a pranzo, e questo posto mi aveva accolta a dormire 2 anni fa. La donna non è cambiata per nulla e la sua dolcezza che la contraddistingueva si intravvede ancora guardandola negli occhi. Dopo pranzo siamo stati nella zona sacra dei templi e abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un rituale di purificazione e di buona fortuna condotto da uno sciamano. E abbiamo terminato la giornata camminando tra i campi di grano, salutando le signore che lavoravano la terra e raccoglievano il fieno. È stato un tuffo nei nostri anni 50. Ma la giornata in realtà non è terminata qui in quanto ci siamo spostati con la nostra moto a Dhulikel e li ci attendeva una bellissima sorpresa: una stanza chiamata Everest con la vista sulla catena himalayana e un tramonto da favola. Lo staff dell'hotel ci ha coccolato e servito in maniera impeccabile. Dopo una cena a scelta al buffet ci siamo infilati a letto felici della giornata trascorsa tra i campi e le colline nepalesi. 



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