Stamattina vogliamo allontanarci un po' dallo smog e dal rumore quindi ci facciamo condurre da un taxi al monastero di Kopan. L'ambiente che si respira è molto calmo, spirituale e verde. Visitiamo la sala dedicata alla preghiera e ci sediamo ad inalare la sacralità tipica dei monaci. Proseguiamo il nostro giro percorrendo il perimetro del luogo di culto e fermandoci a riposare in un bellissimo parco adornato con stupa mille colori e farfalle variopinte. Le cicale ci tengono compagnia col loro canto. L'atmosfera ci trasmette energia. Non ci stuferemmo mai di stare qui ma decidiamo a malincuore di allontanarci da questo meraviglioso eden e di mangiare un piatto veloce prima di camminare fino a Boudhanath. La vista sulla città rallegra il nostro pasto e il cielo si tinge come sempre di un blu disturbato dal forte smog che vola pericolosamente in cielo. Lasciamo questo importante monastero e camminiamo per 40 minuti lungo strade che portano da un blocco di case al seguente. Vediamo chi ripara televisori, chi vende tubi, chi cuce, chi vende frutta e verdura e molti altri mestieri che ricordano i nostri nonni 50 anni fa. La strada è polverosa, i bimbi giocano felici e i rumori riempiono le nostre orecchie. I bambini che ci incontrano ci salutano, gli adulti che ci vedono ci sorridono. Entriamo a Boudhanath e ci accorgiamo della marea di gente che ruota in senso orario intorno all'immenso stupa posto all'interno della piazza con la catenina di preghiera in una mano. I credenti buddhisti accorrono in gran numero per recitare i mantra e portare a compimento la buona azione dell'oggi per il karma. La luce cala e lo stupa cambia colore. Cala la notte e con lei arriva il frescolino. Ci rintaniamo in albergo per un paio di ore e poi usciamo a cena in un ristorante tibetano dal cibo ottimo.
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