Stamattina me la sono presa comoda e ho dormicchiato fino alle 8. Poi sono scesa nella hall dell'hotel e l'entusiasta receptionist mi ha chiesto come ho dormito. Affondo i denti in un'ottima colazione e poi mi preparo ad uscire. Le strade di Thamel sono abbastanza deserte, aggiungerei che sono irriconoscibili, gli abitanti di Kathmandu sono andati a festeggiare la giornata dei fratelli e delle sorelle nella loro città natale. La tradizione è molto sentita e colma di significato. A me non dispiace che le vie siano più tranquille del solito, almeno non devo preoccuparmi di schivare tutto ciò che si muove a velocità folle. Percorro una delle vie principali e mi fermo all'incrocio con una stradina. Saluto un signore e gli chiedo se si ricorda di me. Lui acconsente e mi invita a bere il tè. Lui era un signore appostato con il suo negozio di souvenirs accanto all'agenzia di trekking a cui facevo capo io. Quindi passavo spesso di li e abbiamo fatto amicizia. Oggi si lamenta un po'perché c'è poco movimento in giro e i turisti non si vedono. Proseguo la mia gitarella in città e mi muovo verso sud, in direzione di Durbar Square. Ho paura di ciò che troverò li, o per meglio dire ciò che non troverò più li. Non so cosa aspettarmi... sono passati quasi 2 anni ma il Nepal fa fatica ad andare avanti e a ricostruire. Man mano che mi avvicino il mio cuore si agita. Taglio in qualche stradina, oltrepasso delle corti e a volte accanto a me si apre uno spazio immenso, grande come il vuoto che i nepalesi hanno provato dopo quel fatidico giorno di fine aprile. Osservando ovunque attentamente si vedono sassi accatastati, mucchi di mattoni abbandonati e tanta polvere. Ed eccomi in Durbar square. Alcune pagode ci sono ancora ma hanno perso la bellezza che le contraddistingueva, altre pagode sono state rase al suolo, altre hanno solo le fondamenta. Una guida si avvicina a me e inizia a parlarmi, il che non è male visto che mi distrae. Mi fa qualche domanda, io ne faccio qualcuna a lui e ci diamo appuntamento per l'indomani per una visita guidata. Sto familiarizzando con i detriti, con il vuoto e il dolore di queste genti. La sofferenza si percepisce ad ogni angolo, si odora ad ogni movimento, anche se la loro vita è andata avanti. Per chi ce l'ha fatta.
Ora vi saluto che devo andare in aeroporto a prendere Angelo, la mia parte di cuore mancante in questi ultimi 4 mesi. Domani ve lo presento. Baciii
Ora vi saluto che devo andare in aeroporto a prendere Angelo, la mia parte di cuore mancante in questi ultimi 4 mesi. Domani ve lo presento. Baciii
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