Ho avuto bisogno di un paio di giorni per poter caricare le foto del trekking e per mettere insieme le idee e le emozioni scaturite dal cammino dell'Annapurna e ora che sono di nuovo sola e di ritorno a Kathmandu mi posso concentrare sugli eventi susseguitisi dopo il rientro a Pokhara da Nayapul.
Venerdi pomeriggio siamo rientrati abbastanza distrutti dal trekking: i piedi erano affaticati e le gambe si muovevano da sole anche a riposo. Per fortuna abbiamo salvato un po'di energia residua prendendo il bus locale evitando di camminare per 3 ore sulla strada sterrata fino a Nayapul. Sul bus non abbiamo trovato posto e abbiamo dovuto aggrapparci ai sedili per non cadere e abbiamo potuto assaporare la strada dissestata colma di buchi e l'ambiente nepalese con musica e visi dolci. La sera Giem ha prenotato per noi un tavolo romantico in un ristorante che lui conosceva e i camerieri ci hanno trattato in maniera sublime. Ci siamo abbuffati di carne e abbiamo bevuto del vino. La serata è trascorsa meravigliosamente in armonia e delizia. La mattina seguente abbiamo preso la barchetta che ci ha portati sulla sponda opposta del lago dove abbiamo camminato lungo il sentiero che conduceva in cima alla collina. Ad aspettarci c'era una bella vista sulla città di Pokhara, un immenso stupa bianco buddhista e un meraviglioso giardino di fiori colorati. Non abbiamo potuto trascorrere molto tempo in quella meravigliosa zona perché alle 13 dovevamo essere all'aeroporto per poi volare a Kathmandu. Lungo le strade della città abbiamo incontrato la coppia italiana conosciuta durante il trekking e molta altra gente incrociata durante i 10 giorni. Prima di partire per l'aeroporto ho salutato Laxmi, la proprietaria dell'hotel dove abbiamo alloggiato per 2 notti. Questa donna in gamba e gentile ha imparato in fretta a saperci fare con i clienti e si prodiga in imprese da galateo da anni. Io l'ho conosciuta 2 anni fa e non ho potuto fare altro che tornare ad abbracciarla nel suo immenso giardino di magia. Il nostro volo ha ritardato e siamo atterrati in capitale con 2 ore di ritardo. Siamo andati in hotel, ci siamo rinfrescati, siamo usciti a fare qualche acquisto e poi abbiamo raggiunto Sophie al ristorante. Vi ricordate di lei?È la mia compagna Lara Croft col machete nella giungla cambogiana. È arrivata qualche settimana fa, ha fatto un trekking e ora rimane anche lei qualche settimana nei dintorni. È stato piacevolissimo ritrovarla e passare del tempo insieme.
Venerdi pomeriggio siamo rientrati abbastanza distrutti dal trekking: i piedi erano affaticati e le gambe si muovevano da sole anche a riposo. Per fortuna abbiamo salvato un po'di energia residua prendendo il bus locale evitando di camminare per 3 ore sulla strada sterrata fino a Nayapul. Sul bus non abbiamo trovato posto e abbiamo dovuto aggrapparci ai sedili per non cadere e abbiamo potuto assaporare la strada dissestata colma di buchi e l'ambiente nepalese con musica e visi dolci. La sera Giem ha prenotato per noi un tavolo romantico in un ristorante che lui conosceva e i camerieri ci hanno trattato in maniera sublime. Ci siamo abbuffati di carne e abbiamo bevuto del vino. La serata è trascorsa meravigliosamente in armonia e delizia. La mattina seguente abbiamo preso la barchetta che ci ha portati sulla sponda opposta del lago dove abbiamo camminato lungo il sentiero che conduceva in cima alla collina. Ad aspettarci c'era una bella vista sulla città di Pokhara, un immenso stupa bianco buddhista e un meraviglioso giardino di fiori colorati. Non abbiamo potuto trascorrere molto tempo in quella meravigliosa zona perché alle 13 dovevamo essere all'aeroporto per poi volare a Kathmandu. Lungo le strade della città abbiamo incontrato la coppia italiana conosciuta durante il trekking e molta altra gente incrociata durante i 10 giorni. Prima di partire per l'aeroporto ho salutato Laxmi, la proprietaria dell'hotel dove abbiamo alloggiato per 2 notti. Questa donna in gamba e gentile ha imparato in fretta a saperci fare con i clienti e si prodiga in imprese da galateo da anni. Io l'ho conosciuta 2 anni fa e non ho potuto fare altro che tornare ad abbracciarla nel suo immenso giardino di magia. Il nostro volo ha ritardato e siamo atterrati in capitale con 2 ore di ritardo. Siamo andati in hotel, ci siamo rinfrescati, siamo usciti a fare qualche acquisto e poi abbiamo raggiunto Sophie al ristorante. Vi ricordate di lei?È la mia compagna Lara Croft col machete nella giungla cambogiana. È arrivata qualche settimana fa, ha fatto un trekking e ora rimane anche lei qualche settimana nei dintorni. È stato piacevolissimo ritrovarla e passare del tempo insieme.
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