lunedì 7 novembre 2016

Bakhtapur?

Ci alziamo con l'intenzione di andare a fare una passeggiata. Ci rallegriamo con la colazione sul balcone della nostra stanza sotto un sole cocente. Io mi sento scarica, stanca e con la pressione sotto le calzette. Siamo inoltre a 2200 metri di altitudine e la testa dà già cenni di malessere. Insomma per farla breve oggi mi sento un rottame e il fatto di essere donna e avere questa incombente data mensile di ormonella galoppante non aiuta. Mi trascino in giro per tutto il giorno con grande fatica e poi nel pomeriggio mi sento meglio. Camminiamo tra i resort, gli hotel e le guesthouse che si trovano nel bosco , affacciate sulla catena himalayana. Vediamo tante case in costruzione ma non sappiamo dire se sono in  ricostruzione a causa del terremoto o se sono nuove. Nei blog di viaggio si legge che molti hotel sono ancora mezzi in costruzione a causa del terremoto e la gente locale ci racconta che è crollato mezzo paese a causa della scossa. Ma se non sai dove guardare in realtà non te ne accorgi perché i paesi poveri sono tutti sempre in manutenzione. Io una grande differenza rispetto a 2 anni fa non l'ho vista. Mangiucchiamo della frutta, facciamo una pausa al sole lungo un sentiero con la vista sui terrazzi coltivati e alle 16 ci rimettiamo in moto per viaggiare a Bakhtapur. Entriamo nella città newari per eccellenza e parcheggiamo la moto. La maggior parte dei templi della Durbar square sono rasi al suolo lasciando un grande vuoto ed un immenso sconforto. Questa città è stata parecchio danneggiata dalle scosse della terra dell'aprile 2015. Questa città è una meraviglia e nonostante i crolli la ritrovo esattamente simpatica ed accogliente come allora. Cala la notte e dopo aver camminato per le vie ci ritroviamo in una movimentata piazza affacciata su due importanti templi ancora in piedi. Ci sediamo e osserviamo ciò che accade intorno a noi. Un gruppo di uomini si sono riuniti in cerchione hanno iniziato a tamburellare e a cantare le canzoni della loro casta newari. Mentre siamo assorti nell'ascolto delle melodie due ragazzi si avvicinano e ci raccontano parte della loro vita e ci chiedono della nostra. Sono curiosi e vogliono scambiare alcune opinioni. Non ci può che fare piacere vedere con quanto entusiasmo i ragazzi vogliono uscire dalla loro realtà e apprendere a proposito delle altre culture del mondo. E per fare ciò basta parlare. Andiamo poi a cena in un ristorantino carino decorato in stile newari e poi a dormire. 


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