martedì 8 novembre 2016

L'alba tra la gente

Ci alziamo presto per vedere la città di Bhaktapur svegliarsi ed iniziare le attività quotidiane. Sgusciamo fuori dall'hotel e ci infiliamo dolcemente nella piazza dei templi. Le campanelle che sentivamo in lontananza quando la testa era ancora appoggiata al cuscino, ora risuonano vicine e nitide. Questo scampanellio è il richiamo dei fedeli per gli dei hindù. Accanto a noi passa una donna agghindata in sari viola e verde e con in mano una ciotola contenente fiori e riso. Lo porta appresso per offrirlo agli dei quando si inchinerà alle varie divinità. L'odore di incenso e di candele di burro inonda le nostre narici e la luce inizia a colorare calorosamente i tetti delle case esposti ad est. Camminiamo tra la frutta e la verdura osservando con quanta veemenza e costanza questi  uomini e queste donne si alzano all'alba per vendere i loro prodotti. I visi sono segnati dalla fatica ma appaiono sereni e i loro occhi sorridenti e colmi di speranza. Ci sediamo sul gradino più alto del tempio centrale e osserviamo la vita scorrere. Alcuni uomini sono vestiti con la tuta ginnica e mentre si aggirano tra i templi ne approfittano per salire  e scendere i gradini a ritmo sostenuto per fare attività sportiva. Gli studenti di ogni età sfrecciano sulla piazza incuranti dei rituali religiosi in corso. La gioventù non accetta più tanto di buon occhio la vita condotta dai propri genitori. I ragazzi appena finiscono di studiare hanno il sogno di andare all'estero a lavorare pensando che sia come andare a vivere nel paese dei balocchi. E  chi non riesce a partire per altre mete vuole vivere in città e creare il proprio business, allontanandosi definitivamente dalle campagne e dalla sua vita dura fatta di tanta fatica e di sudore. La città però purtroppo non può ospitare tutti o per meglio dire li può ospitare ma non può offrire un lavoro a tutti. Il governo non lavora per la popolazione  e nonostante le tasse pagate dai suoi cittadini non offre il servizio qualitativo per cui essi pagano. Non esiste un una cassa disoccupazione e neppure una cassa pensione. 
Tornando alla città purtroppo mi ha lasciata in ginocchio emotivamente. Ovunque guardo ci sono case distrutte e in rovina. Il terremoto non ha perdonato questa zona. Se chiedo alle persone con cui parlo di raccontarmi qualcosa di quel giorno e dei mesi a venire vedo che si dimostrano reticenti alla risposta. Vogliono dimenticare ed andare avanti, ricostruire e iniziare una nuova vita. Bhaktapur è la città che più preferisco perché c'è magia nelle sue vie e nella sua gente e mi dà tanto dolore vedere e non vedere questa loro sofferenza. Ieri in serata siamo rientrati a Kathmandu e oggi abbiamo viaggiato a Pokhara. Domani partiamo per un trekking di 10 giorni nel parco nazionale dell'Annapurna e tra le amate montagne avrò modo di metabolizzare i miei sentimenti nepalini. Ci risentiamo tra 10 giorni. Un abbraccione!

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