Nel mio splendido Bungalow dormo come un angioletto fino all'alba. Dopo essermi alzata e aver impacchettato tutto mangio la colazione preparata gentilmente dalla moglie di Puthea e mi faccio portare all'ufficio del turismo. Sono la prima ad arrivare, poi si uniscono a me Marco e Simone, Sophie e Trevin. Siamo prontissimi per partire e saltiamo sulla jeep. Avremmo dovuto prendere le moto ma la strada è troppo bagnata e fangosa perciò il ranger ci organizza un'auto. Siamo tutti molto impazienti di affrontare questa mini spedizione nella giungla. Trascorriamo la prima ora e mezza a bordo del pick up su strade difficilmente percorribili e in seguito 2 ore sul fiume a bordo di una lancia. Che esperienza meravigliosa essere sulla barca e scivolare veloci sull'acqua come fossimo dei missili. Il viaggio è spettacolare con le sue foreste, i villaggi, gli uccelli, ecc. Purtroppo non ci sono né sedili né schienali e il limite di sopportazione si fa sentire dopo poco più di un'ora. Vorrei sgranchirmi le gambe ma non posso, vorrei muovermi ma non posso per non causare scompensi alla barca. Arriviamo finalmente al villaggio di Ta Veng e da lì partiamo a piedi. Attraversiamo la giungla, le foreste di bamboo, percorriamo tronchi in bilico sull'acqua e attraversiamo fiumi colmi di sanguisughe. Come sempre fa un caldo lancinante ma lo spettacolo vale la sofferenza.
Camminiamo per ore abbassandoci,scansando tronchi, uccidendo sanguisughe e osservando alberi maestosi ed eleganti. Camminiamo per 4 ore circa ed arriviamo in cima ad una collina da cui si gode una bella vista sulla giungla circostante. Bivaccheremo qui, perciò ci togliamo i vestiti sudati, ci mettiamo comodi e asciutti e scegliamo l'albero sul quale appenderemo la nostra amaca. La nostra guida-ranger ci ha fornito delle amache dotate di zanzariera e un tetto impermeabile per non bagnarci nel caso in cui piova di notte. Sono molto organizzati ed efficienti. Mentre noi ci guardiamo in giro e chiacchieriamo, l'aiutante del ranger accende il fuoco e cucina per noi riso e carne di maiale. La cena è ottima, il fuoco rende magica questa serata e il buio cala. Improvvisamente il ranger punta per caso la torcia sul terreno e vede un mille piedi, ce lo indica e ci avviciniamo per vederlo. Il ranger ci grida di stare indietro perché la sua testa contiene veleno e noi spaventati ce la svigniamo. Lui prende un grosso sasso e gli fracassa il cranio. Da quel momento in avanti ovviamente ci guardiamo tutti attorno e non ci fidiamo più a sederci. La festa è quindi finita e la serata si conclude alle 8 nell'amaca. Bonne nuit, coi grilli che cantano e la pioggia che batte insistentemente sulla tettoia del rifugio dondolante.
Camminiamo per ore abbassandoci,scansando tronchi, uccidendo sanguisughe e osservando alberi maestosi ed eleganti. Camminiamo per 4 ore circa ed arriviamo in cima ad una collina da cui si gode una bella vista sulla giungla circostante. Bivaccheremo qui, perciò ci togliamo i vestiti sudati, ci mettiamo comodi e asciutti e scegliamo l'albero sul quale appenderemo la nostra amaca. La nostra guida-ranger ci ha fornito delle amache dotate di zanzariera e un tetto impermeabile per non bagnarci nel caso in cui piova di notte. Sono molto organizzati ed efficienti. Mentre noi ci guardiamo in giro e chiacchieriamo, l'aiutante del ranger accende il fuoco e cucina per noi riso e carne di maiale. La cena è ottima, il fuoco rende magica questa serata e il buio cala. Improvvisamente il ranger punta per caso la torcia sul terreno e vede un mille piedi, ce lo indica e ci avviciniamo per vederlo. Il ranger ci grida di stare indietro perché la sua testa contiene veleno e noi spaventati ce la svigniamo. Lui prende un grosso sasso e gli fracassa il cranio. Da quel momento in avanti ovviamente ci guardiamo tutti attorno e non ci fidiamo più a sederci. La festa è quindi finita e la serata si conclude alle 8 nell'amaca. Bonne nuit, coi grilli che cantano e la pioggia che batte insistentemente sulla tettoia del rifugio dondolante.
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