Questi 3 giorni di immersione profonda nella civiltà rurale vietnamita sono stati indescrivibilmente intensi. Non appena ci siamo allontanati dalla tribù russa e dai grattacieli di Nha Trang i miei polmoni hanno cominciato ad ossigenarsi, come pure il mio cervello. Non c'è nulla che mi rende più felice di vagabondare per le colline verdi, per le pianure colme di risaie e per le campagne popolate da mucche e capre. Ho trascorso la seconda notte in una specie di granaio, dove hanno posizionato dei materassi e delle zanzariere per i turisti. A cena siamo stati in una guesthouse e lì ho visto gli unici turisti nel corso della mia gita tra le verdi destinazioni. Ho potuto calarmi nella realtà di questa nazione, e a cavalcioni della moto riflettere sulla mia vita. Non ci sono vetri che offuscano la vista, ci siamo solo io, Hue, la moto, l'arietta tra i capelli e noi stessi. Io non posso fare altro che aprire il cuore e accogliere queste emozioni. Oggi passiamo tra le case di molti villaggi e scopro i vestiti tipici delle donne. Sono bellissimi, coloratissimi e io li amo immediatamente. Chiedo a Hue se c'è modo di vedere come tessono questi splendidi vestiti ma lui mi dice che non li fanno loro li al villaggio, arrivano da nord. Perciò dovrò pazientare una settimana per vedere le donne all'opera. Scopro che il Vietnam conta più di 45 differenti lingue e anche il mio driver non riesce a comunicare con i bimbi e le donne che incontriamo. Ma noi ci proviamo comunque a dialogare, scegliendo gli occhi, il sorriso e le mani. La donne sono delle lavoratrici instancabili: le incontriamo al mattino a portare il bestiame al pascolo e alla sera a riportarlo nel recinto, lavorano la terra con gli arnesi duri e pesanti, trasportano il mangime sulle loro moto per essere venduto, mettono il grano al sole a seccare. Non si fermano mai e il loro viso è segnato dal sole e dalle fatiche. Il cappello... quel magico cappello... non credo sia molto comodo ma loro lo portano sempre. L'era moderna ha portato molto inquinamento e ha convinto le donne ad indossare le mascherine davanti al naso e alla bocca. Non riesco perciò a vederne il viso, lo posso solo immaginare. Sia a pranzo che a cena gustiamo specialità tipiche a base di riso e pasta in brodo (noodles). Non esistono posti per turisti e la gente quando passiamo mi guarda discretamente con interesse. Sono molto felice di ciò che vedo e nel contempo molto triste per la realtà dura che capita a queste persone per sopravvivere.. la spazzatura è anche qui un grosso problema e nonostante le nazioni visitate non riesco a farmene una ragione. Entriamo nei ristoranti e noto che sotto i tavoli ci saranno una cinquantina di ossi di pollo. Loro mangiano e poi le buttano in terra. E ad accompagnarle ci sono fazzoletti di carta, bottiglie e molto altro ancora. La prima sera, quando siamo arrivati all'hotel, un ragazzo mentre fuma la sigaretta mi accompagna in stanza. Io lascio aperta la porta e lui lancia fuori il mozzicone di sigaretta sul pavimento del corridoio. Il mattino dopo era ancora li!!
Dopo 3 splendidi giorni rientriamo a Nha Trang e attendo qualche ora per salire sul bus con destinazione Hoi An. Viaggio per 10 ore e sbarco qui alle 5 del mattino. Un signore mi carica insieme al bagaglio su una motoretta e mi porta al mio ostello. In questo istante sono in un baretto a fare colazione e fra poco vado a curiosare il centro cosa mi offre.
Dopo 3 splendidi giorni rientriamo a Nha Trang e attendo qualche ora per salire sul bus con destinazione Hoi An. Viaggio per 10 ore e sbarco qui alle 5 del mattino. Un signore mi carica insieme al bagaglio su una motoretta e mi porta al mio ostello. In questo istante sono in un baretto a fare colazione e fra poco vado a curiosare il centro cosa mi offre.
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