domenica 2 ottobre 2016

Il nord: povero ma meraviglioso!

Negli ultimi 4 giorni ho visitato il remoto nord del paese, la parte più povera della Cambogia. Avevo il forte desiderio di andare a visitare un tempio dell'era Angkor che si trova in cima ad una montagna. Mi attirava la vista, il fatto che fossero andati fin su là per costruirlo non con poca fatica, l'ubicazione sul confine tra Cambogia e Thailandia fonte di molti dissidi. Da Siem Riep c'era una visita di una giornata al costo di 65 dollari. Oltre al fatto che mi pare un furto, la visita in una giornata mi stanca e non mi permette di visitarli a mio piacimento. Cercavo quindi una variante fai da te che mi permettesse di girare in libertà. Ho letto i blog dei viaggiatori ma dicevano che era alquanto difficile arrivarci con le proprie forze. Non sapevo bene come muovermi ma ho deciso di tentarla. Giovedì mattina sono uscita dall'ostello con il mio zainetto e mi sono avviata lungo la strada. Non avevo davvero idea di dove andare a trovare un mezzo che mi portasse ad Anlong Veng. Mi dicevano di andare sulla strada principale che poi avrei visto i taxi collettivi. Io non ho visto nulla ma in compenso ho trovato un agenzia che organizzava bus pubblici fino alla cittadina. La signorina mi ha venduto il biglietto per il bus delle 14. Peccato che il bus è arrivato alle 16 e ho patito due ore di sudore e caldo infernale. Ma il ventilatore dov'è?? Il bus una volta partito non ha compiuto nemmeno 20 km che ha accostato al ciglio della strada pronto per il nostro trasbordo su un altro bus. Ma nonostante tutto sono arrivata ad Anlong Veng e mi sono piazzata in un albergo fantasma. Ho mangiato qualcosina al ristorante e poi sono andata a letto che ero molto provata fisicamente e moralmente. Il giorno dopo mi sono svegliata con il ticchettio persistente della pioggia. Non avevo tanta voglia di andarmene in giro a bagnarmi tutta anche perché avevo lasciato la stanza e non avrei potuto cambiarmi prima di spostarmi a Sre Am. 
Anlong Veng per quasi un decennio fu l'ultima roccaforte dei khmer rossi, dove si rifugiarono Pol Pot e i suoi amici della Kampuchea Democratica. Anlong Veng si arrese alle forze governative nell'aprile 1998 e più o meno negli stessi giorni morì Pol Pot poco lontano in circostanze misteriose. 
Oggi è una cittadina povera e polverosa. Gran parte dei residenti e l'intera leadership politica, come anche le classi agiate, sono composte da ex-khmer rossi o dai loro discendenti. 
Ciò che si può vedere o visitare in città sono: la casa di Ta Mok, il paludoso lago di Ta Mok's con alberi devastati e spettrali (sembra un cimitero)e la tomba di Ta Mok. Poco distanza ci sarebbe inoltre il luogo dove è stato cremato Pol Pot. Io avrei voluto vedere le scuole che a quanto pare Sala dovrebbe aver fatto costruire in questa regione ma pochi sanno parlare un minimo di inglese e inoltre questa settimana la popolazione cambogiana è in vacanza e le scuole sono chiuse. Quindi ho fatto un giretto veloce e poi sotto la pioggia ho cercato un passaggio per Sra Em. Una ragazza molto gentile mi ha dato una mano e dopo pochi minuti una famiglia è passata a prendermi e siamo partiti. La nostra destinazione distava solo 100 km da Anlong Veng  la strada era ben asfaltata e noi siamo arrivati nella cittadina in poco tempo. Una motoretta mi ha portato fino ad un hotel e dopo aver pranzato al mercato da una famiglia molto accomodante ho passato il resto del pomeriggio a dormire e a rilassarmi. La sera ad un certo punto, mentre ero in panciolle nel letto, ho sentito delle esplosioni, degli spari seguiti da delle sirene, parecchie sirene. Oh cribbio, che succede? Mi sono chiesta. Il naso fuori non l'ho messo, ho solo teso l'orecchio per assicurarmi che non dovessimo evacuare l'hotel. Nessuno è venuto a chiamarmi quindi ho chiuso gli occhietti e ho fatto la nanna. Tutto il turismo è concentrato ad Angkor e a Phnom Penh quindi incontrare viaggiatori occidentali qui è assai raro soprattutto visto che è il periodo delle piogge. Alle 7.30 di sabato il mio amico con la motoretta rossa è venuto a prendermi per portarmi con il suo bolide ai piedi della montagna per salire al tempio. Siamo partiti da un centinaio di metri quando ho visto  una calca impressionante lungo la strada. Oh mamma mia, sono stati rasi al suolo 3 edifici con una forte esplosione, ecco spiegati i rumori della notte scorsa. Poveretti coloro che hanno perso le officine e le fabbriche, ma per lo meno il dramma non ha causato morti. Abbiamo dovuto macinare 30 km, comprare il biglietto e poi mi sono fatta lasciare ai piedi della scala antica per salire la montagna. Se a Battambang ero arrivata in cima ai 300 scalini sfatta come una scimmia cambogiana, oggi dopo 2440 gradini non c'è un paragone pertinente. Penso che sembravo un kobold con gli occhi fuori dalle orbite e neppure un goccio di liquido in corpo. Quando sono arrivata sul cucuzzolo una signora che vendeva frutta e bevande ha avuto pietà di me e mi ha fatto lo sconto,vedete poi voi com'ero messa!! A parte il sudore e la fatica è stato meraviglioso arrivare in cima salendo i gradini avvolti nella vegetazione. Ho incontrato casette qua e là, tantissime meravigliose farfalle e tanto silenzio. Quella camminata è stata un toccasana per la salute e la mente. Dopo essermi ripresa un pochino ho camminato tra i resti antichi dei templi. 
Il Prasat Preah Vihear è un monumento angkoriano arroccato sulla cima di una parete a picco nei monti Dagkrek. La vista sulla pianura cambogiana è spettacolare!
Questo importante luogo di pellegrinaggio durante il periodo angkoriano, fu costruito a più riprese da sette re khmer successivi. Come altri templi costruiti sulle montagne in quel periodo, si proponeva di rappresentare il Monte Meru ed era dedicato alla divinità hindu Shiva.
Per intere generazioni il sito archeologico patrimonio dell'Unesco è stato fonte di tensione tra Cambogia e Thailandia in quanto si trova sulla frontiera dei due stati. Nel corso della storia è passato più volte sotto il dominio di entrambe e ci sono state molte lotte e molti morti per entrarne in possesso. Si è lottato fino al 2009, e nel 2013 il tribunale internazionale ha stabilito l'appartenenza del tempio alla Cambogia. 
Dopo aver bighellonato tra le pietre e essermi goduta il panorama sulle magiche pianure, sono scesa dalla strada a gradini. Ho incontrato tantissima gente locale con bambini scalzi che salivano. Non li ho invidiati per nulla a salire alle 13 sotto un sole cocente. Sono rientrata all'hotel, mi sono cambiata e alle 18.30 ho preso il bus per la capitale. Dovevo arrivare alle 5 del mattino e sono arrivata alle 2. Per fortuna un gentile uomo col tuk tuk mi ha portato all'ostello dove c'era il guardiano di notte che mi ha fatta entrare e dato un letto. Quindi ora mi trovo a Phnom Penh, faccio fare il bucato, visito qualche posticino, ritiro il mio passaporto e fra qualche giorno riparto per la parte est del paese. 


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