Nel momento in cui mi sono infilata nell'amaca ero abbastanza fiduciosa di poter dormicchiare, se non fosse che alle 22 ha iniziato a piovere forte continuando per tutta la notte. La tenda teneva bene e non lasciava passare l'acqua, ma come ben sapete lei se ne infischia e passa ovunque e quella notte le gocce hanno deciso di scivolare lungo il filo di sostegno della tenda e gocciolare dritte nell'amaca. E da lì direttamente nella mia schiena. Ho messo la coperta sotto per non bagnarmi ma il risultato è stato che io mi sono inzuppata d'acqua e la coperta pure. Come avrete capito dai miei racconti qui fa molto caldo, ma nella giungla di notte la storia cambia leggermente. È stata un'esperienza unica nel suo genere e dondolare appesa tra due alberi sentendo i rumori della giungla di notte sapendo di essere al "sicuro" dentro il mio salsicciotto, molto emozionante. Il chiarore dell'alba invade la montagna e ci richiama alla vita. Rimaniamo nella nostra amaca finché il ranger ci chiama. Ci alziamo, ci prepariamo per la giornata di cammino e facciamo colazione con "noodles istantanee". La nostra guida ci dice che dobbiamo decidere cosa fare, le opzioni sono 2: andare alle cascate come da programma o ritornare dalla via più corta senza vedere la cascata visto che c'è un tempo da lupi. La strada sarà molto scivolosa, i fiumi si sono ingrossati e ognuno si esprime riguardo alla sua preferenza. È molto comico prendere parte alla decisione di un gruppo di persone che si conosce da appena poco più di 48 ore. Decidiamo di rientrare direttamente dalla via veloce. Smontiamo le amache, chiudiamo lo zaino e scendiamo la montagna. Il primo che scivola col sedere per terra paga da bere!! La discesa è molto avventurosa ed interessante. Dobbiamo superare fiumi molto più alti di ieri e usare il machete per farci strada perché i rami invadono il passaggio. Sophie ed io andiamo in missione, mentre gli uomini continuano a pressarci per aumentare il ritmo. Ma noi vogliamo scattare le fotografie e guardare il panorama, quindi ignoriamo i loro tentativi di dissuasione. Noi donne ci stiamo troppo divertendo ad imitare Lara Croft e la ragazza della scientifica e continuiamo le nostre riprese. Con lei è stata amicizia a prima vista: è bastato uno sguardo per sentire le nostre energie unirsi e per realizzare di avere gli stessi interessi. Sono molto felice di averla incontrata e la rivedrò presto in Nepal. Camminiamo nella giungla sotto il temporale per 3 ore circa e giungiamo al villaggio dove ci riposiamo e pranziamo. Il nostro accompagnatore ci cucina una squisita leccornia e quindi più che un ranger credo sia un cuoco (del ranger ha poco nulla: porta i mocassini e ha paura degli animali!). Terminato di mangiare ritorniamo con la lancia al villaggio di partenza. Il nostro autista è lì che ci aspetta però ci dice che al momento non possiamo partire perché a causa delle piogge torrenziali della notte i fiumi sono debordati e l'auto non passa. Quanto dovremo aspettare? Non sanno dircelo. Il ranger aggiunge che se non scende il livello dell'acqua dovremo probabilmente dormire li e riprovarci il giorno seguente. Solo che se dovesse piovere di nuovo anche il giorno seguente la situazione sarebbe la medesima. Io gli faccio notare che domani avrei il bus per il Vietnam e che non posso dormire li. E poi aggiungo che avrebbero dovuto avvisarci di questa evenienza. Lui mi assicura che è la prima volta che succede. Ah si?? Non è la prima volta che sento questa storia. Aspettiamo fino alle 17 ma nulla di sostanziale smuove la situazione. Gli chiediamo se c'è un'alternativa e lui ci risponde che si dovrebbe guadare il fiume a piedi. Anzi... i fiumi... che sono 5. In realtà attraversare un fiume con forte corrente mi fa un po'paura e non vorrei sottovalutassimo la situazione. Facciamo la seconda riunione decisionale della giornata e decidiamo di prendere i nostri bagagli e provare a guadare i 5 fiumi. L'acqua dovrebbe arrivare al massimo all'altezza del nostro petto. Ignoriamo la presenza di animali nell'acqua e partiamo. I primi due sono bassi e semplici, quindi ce la caviamo facilmente, mentre il terzo un po'più alto, però anche quello abbastanza tranquillamente. Ce la facciamo e ora dobbiamo attendere la nuova jeep che viene a prenderci da Banlung. Mentre attendiamo camminiamo e chiacchieriamo. Il buio è calato e noi accendiamo le pile frontali. Dopo qualche istante le spegniamo per osservare qualche stella tra le nuvole e un angolo di luna. Il buio si presta per mettersi in ascolto e percepire i rumori della foresta. La jeep arriva e ci porta in città. Sophie ed io andiamo nella mia guesthouse dove ceniamo e poi condividiamo il bungalow. È stata una giornata intensa ed elettrizzante.
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