venerdì 14 ottobre 2016

Il villaggio

La luce del sole entra con prepotenza nella mia stanza d'albergo e mi fa sussultare di gioia. La giornata di ieri è stata grigia e piovosa offuscando la magia dei colori verdeggianti delle colline vietnamite. Oggi si prospetta una giornata magnifica di sole e la visita dei villaggi la renderà ancor più brillante. Dopo aver mangiato una baguette con omelette al baretto all'angolo, attraverso la strada e domando due acque da acquistare. Una signora mi serve e dal fondo del negozio sento una voce maschile chiedermi da dove vengo. Si avvicina mentre gli rispondo la mia provenienza svizzera. Sorride e si illumina ed inizia a parlarmi in francese. Mi da il benvenuto in Vietnam e mi racconta il suo legame con la Francia. Chiacchieriamo a lungo e infine mi congeda con un augurio di buon viaggio. Questo signore tenero ed entusiasta mi ha rallegrato la mattina. Siamo pronti per partire e montiamo in sella. Lungo la strada verso il parco nazionale ci fermiamo spesso per ammirare le piante di caffè, di curry, di dragon fruit, e di un altro frutto esotico di cui mi sfugge il nome. Maciniamo qualche altro chilometro ed entriamo nel meraviglioso parco. La strada è stretta e invasa dalla vegetazione rigogliosa. Le piante sono imponenti e fitte, si lanciano come missili verso il cielo e le farfalle colorano di giallo il verde dipinto di Monet. Non c'è anima viva intorno a noi, solo la vegetazione parla. Prendo un sentiero a ridosso di alcune cascate che sento ma che non vedo. Il sentiero si trova a fatica, e proseguo a tentativi. Finalmente sbuco su uno spiazzo e una cascata si apre alla mia vista. Mi siedo e i pensieri volano, insieme alle farfalle. La seconda cascata che visito è più turistica ma anch'essa selvaggia e magica. Mi siedo su un enorme masso e osservo l'acqua. Una ragazza e un ragazzo mi fanno cenno di avvicinarmi ma io voglio stare sola. È un momento mio e lo voglio tutto gelosamente per me. 
Un'oretta di solitudine e poi torno da Hue. Insieme ci dirigiamo a visitare una fabbrica di mattoni e poi pranziamo in un ristorantino locale. Nel corso del pomeriggio ho la macchina fotografica a tracolla e sempre puntata contro testimonianze di vita contadina. I prati verdi,i campi gialli, le mucche, i contadini indaffarati con le colture, i bimbi in bicicletta, le donne che trasportano sui loro scooter ogni tipo di oggetto da vendere. Una meraviglia!verso il tardo pomeriggio arriviamo al paese dove c'è la homestay. Piazzo il mio bagaglio a lato del letto e esco a percorrere le vie del paese fino al mercato. I bimbi mi salutano sorridenti.

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