Sono solo 2 le ore di bus che separano Ouro Preto da Belo Horizonte, eppure sembra di volare per ore attraverso foreste bellissime. Quando arriviamo il sole illumina il cielo e il caldo invade il nostro corpo. A Ouro Preto abbiamo sofferto il freschino sia in serata che di notte ed io ho dovuto indossare il mio pullover più pesante. Ouro Preto ci ha regalato la magia della sua ubicazione tra le colline, della sua cittadina coloniale bianca, del suo cibo miniero delizioso, della sua città vicina (Mariana) raggiungibile con il treno a vapore. Abbiamo dormito in un convento trasformato in ostello e fatto quattro chiacchiere con parecchia gente brasiliana. Domenica siamo state con Lena(la ragazza tedesca conosciuta a Paraty qualche settimana fa) a visitare una miniera di oro e dopo esserci calate nel ventre della terra con un carrettino-trenino degno dei migliori film dell'orrore abbiamo conosciuto Natalia, che col suo sorriso e simpatia ci ha incantate in pochi secondi. Se ripenso ai mille ricordi di pochi giorni fa dell'antica capitale del Minas Gerais posso solo sorridere.
Belo Horizonte ci rilancia nel caos delle immense città brasiliane con i suoi 2.4 milioni di abitanti e deve il suo nome alla magnifica cornice di montagne che la circonda. L'espansione urbana rende oggi difficile apprezzare l'ambiente naturale, ma la terza maggiore città brasiliana per dimensioni non manca comunque di fascino.
Alla fine del XIX secolo, contemporaneamente con la trasformazione del Brasile in repubblica, i "mineiros" vollero progettare una nuova capitale che sostituisse Ouro Preto, una città difficile da raggiungere oltre che simbolo del vecchio colonialismo. BH nacque come citta in stile art nouveau, modellata secondo lo spirito di Ordem e progresso, il motto riportato sulla bandiera brasiliana.
Appena arrivate a BH siamo subito corse al mercato centrale ad abbuffarci di cibo: abbiamo scoperto un ristorantino che ci ha deliziato con le sue specialità a concorso in questi mesi di aprile-maggio. La cucina di Minas Gerais è a base di carne, busecca, salami vari, fagioli, verdure e tanti altri ingredienti marinati in pesanti salse. Nel pomeriggio ci trasciniamo al quartiere Pampulha dove incontriamo un lago molto bello e lo stadio dei mondiali. Trascorriamo lì gran parte del tempo e a bordo acqua ammiriamo il tramonto insieme ad una coppia di sposi occupati a farsi fotografare. Poco prima di rientrare in ostello decidiamo di visitare una casa che ci ha incuriosite da lontano. Scopriamo che è stata la casa di Kubitscheck, il presidente del Brasile dal 1956 al 1961. Passiamo in rassegna le varie stanze col suo antico mobilio e scambiamo due parole con il signore all'entrata. La nostra visita è avvenuta con la romantica musica in sottofondo di una banda di uomini che si esibivano nel giardino. Una volta terminata la visita ci sediamo ad ascoltarli e il cantante inizia ad interagire con noi con ilarità ed entusiasmo.
Belo Horizonte ci rilancia nel caos delle immense città brasiliane con i suoi 2.4 milioni di abitanti e deve il suo nome alla magnifica cornice di montagne che la circonda. L'espansione urbana rende oggi difficile apprezzare l'ambiente naturale, ma la terza maggiore città brasiliana per dimensioni non manca comunque di fascino.
Alla fine del XIX secolo, contemporaneamente con la trasformazione del Brasile in repubblica, i "mineiros" vollero progettare una nuova capitale che sostituisse Ouro Preto, una città difficile da raggiungere oltre che simbolo del vecchio colonialismo. BH nacque come citta in stile art nouveau, modellata secondo lo spirito di Ordem e progresso, il motto riportato sulla bandiera brasiliana.
Appena arrivate a BH siamo subito corse al mercato centrale ad abbuffarci di cibo: abbiamo scoperto un ristorantino che ci ha deliziato con le sue specialità a concorso in questi mesi di aprile-maggio. La cucina di Minas Gerais è a base di carne, busecca, salami vari, fagioli, verdure e tanti altri ingredienti marinati in pesanti salse. Nel pomeriggio ci trasciniamo al quartiere Pampulha dove incontriamo un lago molto bello e lo stadio dei mondiali. Trascorriamo lì gran parte del tempo e a bordo acqua ammiriamo il tramonto insieme ad una coppia di sposi occupati a farsi fotografare. Poco prima di rientrare in ostello decidiamo di visitare una casa che ci ha incuriosite da lontano. Scopriamo che è stata la casa di Kubitscheck, il presidente del Brasile dal 1956 al 1961. Passiamo in rassegna le varie stanze col suo antico mobilio e scambiamo due parole con il signore all'entrata. La nostra visita è avvenuta con la romantica musica in sottofondo di una banda di uomini che si esibivano nel giardino. Una volta terminata la visita ci sediamo ad ascoltarli e il cantante inizia ad interagire con noi con ilarità ed entusiasmo.
Nessun commento:
Posta un commento