mercoledì 24 maggio 2017

San Cristobal



Martedi ci alziamo verso le 8 e scendiamo a fare colazione. Il buffet ha una vastità pantagruelica e la mia lingua comincia a salivare come il cane di Pavlov. Ogni mattina faccio colazione, ma normalmente sono contenute e misere. Mi lancio sul cibo salato e poi su quello dolce. Provo tutti i succhi di frutta e i té a disposizione. Soddisfatta rientro in stanza e chiudo lo zaino. Siamo pronte per dirigerci in aeroporto anche se l'idea non mi fa impazzire. Ho il desiderio di andare alle Galapagos ma eviterei di tornare all'aeroporto e di volare. Salutiamo Marisa che rientra in Italia e ci facciamo accompagnare dalla guida Chris all'aeroporto. Le formalità per imbarcarci per le isole idilliache sono sostanziose: perquisizioni, permessi speciali, tasse esose da sborsare. Il volo dura un paio di orette durante le quali cerchiamo di informarci sulla magica destinazione. Nella zona degli arrivi c'è Jorge ad attenderci con il cartello "Fiscalini" e lo seguiamo fino all'hotel. Ci piazziamo in stanza e andiamo a pranzare al ristorante. Dopo esserci sedute un cameriere viene a servirci e felice di sentire parlare italiano ci risponde in maniera perfetta e dall-accento genovese. Ha vissuto in Italia per 6 anni e poi rientrato in Ecuador. Ci tratta con i guanti e dopo pranzo si congeda dandoci appuntamento alla sera. Si sono fatte le 14.45 e Jorge ci attende con il suo pick up bianco fuori dalla porta del nostro hotel. Nel corso del pomeriggio ci porta a visitare una bella spiaggia popolata da leoni marini, iguane marine e molte specie di uccelli. La seconda fermata è al centro di interpretazione delle isole, luogo spoglio e poco utile. Lo usiamo come punto di partenza per salire al cerro Tijeras e vedere la baia di Darwin dall'alto. La vista è molto bella e oltre al mare si vedono molti uccelli, tanti cactus e il cielo che si colora di giallo dietro le nuvole. La salita al monte è un percorso di mattonelle e scale in legno, per fortuna poco battuto. Scatto centinaia di fotografie di tutto ciò su cui si posano i miei occhi. Il primo piedino messo su questa isola di San Cristobal non può che ballare di gioia come sulla sala da ballo. 

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