lunedì 8 maggio 2017

Tante tradizioni portate dall'Africa

Sabato ci svegliamo con il sole e il mondo appare più bello. La percezione si abbelisce e il corpo reagisce ad ogni stimolo del cervello. Bruno ci attende fuori dall'ostello alle 10.30 per condurci nei luoghi che ci interessa vedere a pochi chilometri dalla città. Abbiamo conosciuto Bruno quando abbiamo preso un taxi che dall'aeroporto ci portasse in centro a Salvador. Lui ci ha in seguito lasciato il contatto per qualsiasi bisogno e richiesta. Lo chiamiamo per farci da cicerone e adempie al suo compito con grande impegno e serietà. Iniziamo la visita nella chiesa di Bonfim famosa per i suoi milioni di braccialetti legati dai fedeli e dai turisti al cancello della chiesa per esprimere un desiderio. Ogni colore si riferisce ad un connubio tra una divinità africana ed un santo cristiano. I colori sono 10. Si parla di sincretismo religioso: compenetrazione di fonti religioni e correnti di pensiero, nella mescolanza del sangue negro, bianco e indigeno; melting pot in continuo aumento tanto da diventare la caratteristica predominante del panorama sociale della città. Inevitabile, quindi, passare dalla cultura negra che impregna le strade, le chiese e i crocicchi del Pelourinho alla cultura sincretica manifestata dalla Chiesa del Bonfim di BahiaNosso Senhor do Bonfim non è monopolio esclusivo di nessuna religione, si tratta di un Santo popolare e democratico che si trasforma in divinità negra, in un santo di samba e di capoeira
La Chiesa del Bonfim, inoltre, ha una stanza piena di ex-voto. Sono anni ormai che questo Santo fa miracoli spettacolari: salva naufraghi, cura lebbrosi, fa rimarginare ferite da proiettile. Questa piccola cappella è piena di ritratti, gambe, mani, braccia e teste di cera in ricordo di avvenimenti spiacevoli in cui queste persone sono state coinvolte, ricche offerte per grandi miracoli in lode al Signore di Bonfim, il più strano museo che si possa visitare. Ma anche questo è parte integrante della cultura popolare di Bahia.
Passiamo poi a visitare il quartiere di Barra e terminiamo la corsa di andata alla spiaggia di Rio Vermelho. La pancia comincia a brontolare e ci facciamo quindi condurre in un ristorantino a mangiare 2 piatti tipici bahiani a base di carne. Bruno ci parla della corruzione del suo paese, della mancanza di istruzioni e delle assurde tasse applicate a qualsiasi prodotto. 

Passiamo una splendida giornata in sua compagnia e torniamo all'ostello felici

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