lunedì 1 maggio 2017

Essere se stessi fino in fondo

Dopo aver trascorso parte della giornata lottando contro i miei demoni interiori, seduta sul divano dell'ostello o nella poltroncina di un bar protetta dalla statua del buddha, ho aperto il mio terzo occhio meditativo e sono andata a regalarmi un coccolo al cioccolato alla cioccolateria locale. Faccio un ingresso trionfale da cacciatrice di ogni dolce per alleviare il mio senso di vuoto quando vengo attratta da due antenne viola e da un paio di ali. Osservo curiosa come se mi trovassi alla festa in maschera di un compleanno e vedo un tacco nero giocherellato intorno ad un piede. Mi sposto alla camicia attillata nera, alla gonna variopinta psichedelica molto provocante e corta, alla collana di una pietra scura ma brillante e termino la corsa sul viso calmo, espressivo e molto a suo agio con le antenne a pochi centimetri. Un viso pulito ma dai lineamenti squadrati, gli occhi brillanti sostenuti da delle corte ciglia, una bocca carnosa ma di stampo maschile. Non so se si tratta di un animatore di festa per bambini, di una comparsa del circo che ho intravisto ieri in paese o solamente di un giovane uomo contagiato dall'innocenza del bambino e dalle ambizioni di peter pan. So solo che invidio quella apparente sicurezza che ostenta e quell'orgoglio nel vestire i propri panni personali senza paura di nulla. Se ne avessi l'occasione mi siederei a scambiare due chiacchiere, ma la mia cioccolata solitaria mi sta chiamando in maniera gelosa e ossessiva. 

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