martedì 30 maggio 2017

Atterrate in Colombia

La notte stellata accompagna la nostra ultima notte ecuatoriana. Alzo gli occhi al cielo e i piccoli diamanti si tuffano nella mia retina. Mi sdraio in giardino di fianco alla piscina e al lato di alcune bellissime palme. Si sente l'acqua entrare nella bocchetta di filtrazione della piscina e i grilli cantare. Sono andati tutti a dormire e le stanza sono buie e silenziose; io ne approfitto per mettermi in comunicazione con me stessa. Ripenso a tutte le meraviglie viste in questi giorni nel viaggio da sogno che abbiamo intrapreso. Mi sconvolge l'anima la vista della spiaggia paradisiaca del primo giorno di navigazione;  mi travolge il cuore la vista dei bellissimi animali che abbiamo incontrato nel loro habitat; mi meraviglia la mente la vegetazione ricca e variata calpestata e osservata. La tabella di marcia di questi giorni è stata intensa per permetterci di approfittare al meglio di ogni bellezza. È stato tutto magnifico, e poter dormire in una stanza d'albergo con i mille comfort un lusso.
Stare mamma e figlia a contatto per tutte quelle ore al giorno non è per nulla evidente ma noi ce la stiamo mettendo tutta e ce la stiamo cavando niente male. La mamma parla con chiunque e la figlia naviga in silenzio... ma com'è possibile? Sulle varie navi intrattiene i turisti e spero solo che non tiri fuori qualche aneddoto sulla mia infanzia.
E dopo 7 giorni full power è arrivato il momento di lasciare queste isole paradisiache e volare sulla terra ferma. 
Stamattina approfittiamo delle ultime ore di libertà per comprare alcuni souvenirs. Fa un caldo molto umido e preferiamo rientrare in hotel per sfuttare il freschino. Alle 10 la nostra auto è davanti alla porta dell'hotel per portarci all'attracco della barca a nord dell'isola. Per raggiungere l'aeroporto dobbiamo poi utilizzare una barca e un bus; l'aeroporto di trova sull'isola di Baltra. Il signore del bancone del check-in ci informa che il nostro volo verrà ritardato di almeno 2 ore e che rischiamo di perdere la coincidenza a Quito. L'unica maniera per riuscire a salire sul prossimo volo è spedire le valigie alla destinazione finale ma il computer non lo permette. La proposta dello staff è quindi di imbarcarci su un volo di un'altra compagnia aerea che parte prima. A Quito dobbiamo recuperare i bagagli e dirigerci al terminal dei voli internazionali e rifare il check in. Riusciamo ad imbarcarci, a volare, però dobbiamo fare scalo a Guayaquil e arriviamo a Quito con poco tempo per gestire il cambio del volo. Recuperiamo velocemente i bagagli dal rullo e arriviamo al check in nel momento in cui sta chiudendo. Spediamo tutto ed è fatta. Che sollievo. Il livello di stress è palpabile nell'aria. Nel volo dalle Galapagos sono riuscita a vedere per qualche minuto le bellissime isole prima di volare tra le nuvole; mentre nel volo tra Guayaquil e Quito ho assistito a tutta la magia dell'Ecuador vedendo il cappuccio innevato del vulcano Cotopaxi e del Chimborazo. Sono molto emozionata e riaffiorano bellissimi ricordi del viaggio in Ecuador di 2 anni fa. Alle 20 atterriamo a Bogotà e affrontiamo la lunga coda del servizio immigrazione. Raccogliamo i bagagli e con un taxi ci facciamo portare in hotel. Stanche e morte abbiamo bisogno di una bella dormita. 



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