Venerdi e sabato sono gli ultimi giorni che trascorrerò in Brasile. Sono ricchi di emozioni, cambi di stati d'animo e bellezza. Ho amato profondamente questo Brasile dalle tante facce. Io ovviamente ho solo vissuto le facce della medaglia da turista e potrei descrivere solamente superficialmente ciò che ho potuto carpire, ma certamente questa nazione è molto, molto di più di ciò che ho vissuto e percepito. Con la mia compagna di viaggio abbiamo stabilito un'ottima intesa di convivenza e ora che sono in volo senza di lei mi manca molto. Abbiamo dovuto imparare a convivere e conoscere le abitudini altrui ma è stato un processo veloce e dolce. Ora che sto volando sopra le nuvole del Perù riguardo le foto che abbiamo scattato insieme con molta commozione. Sono partita dalla Svizzera come un cane randagio bisognosa di stare sola e dopo 15 mesi di viaggio mi sono trasformata in un cagnolino addomesticato bisognoso di condivisione e affetto. Come cambia la vita vero? Ho imparato a socializzare e a stare a mio agio per lungo tempo con delle persone. Ho viaggiato con Sophie nella natura patagonica, ho trascorso 2 settimane in Uruguay con Euge, Analia Meche, e ora ho trascorso oltre 1 mese con Euge attraverso il Brasile. Abbiamo riso tanto e ci siamo confrontate molto. Lei ha un grande bagaglio culturale che faceva impallidire ogni mio piccolo intervento e stare con lei ha aperto molte porte conoscitive in me. Passare del tempo con lei è stato una benedizione e il suo lato comico mi ha regalato gioia e divertimento. Abbiamo conosciuto una marea di persone, abbiamo ascoltato musica ad ogni angolo del Brasile, abbiamo ballato, cantato, vissuto la spiaggia, il cibo, la natura e l'arte. Ho detto arrivederci a questo splendido paese e non è detto che nei prossimi mesi prima di rientrare in Svizzera io non ci ritorni.
Venerdì abbiamo appuntamento con Jadson il ragazzo conosciuto in spiaggia che ci ha offerto un pesce cucinato da lui e dai suoi amici per noi su una mini griglia. Lo dobbiamo incontrare per assistere ad uno spettacolo o ad una lezione di Capoeira. Convinciamo il nostro amico argentino di nome José ad accompagnarci e scendiamo in centro ad Itapuã. Ci guardiamo in giro ma non vediamo nessuno. Lo aspettiamo per qualche momento seduti su una panchina con la vista al mare, ma non lo vediamo. Decidiamo di accomodarci ad un ristorante a spiluccare qualcosa e a bere birra. Io che bevo birra? Non che mi piaccia ma mi sto abituando un pochino. Inoltre comandiamo una porzione per 3 persone di mocheca e ci abbuffiamo come animali. La musica in sottofondo diffonde note di samba. La banda che suona si scatena con strumenti magnifici e con un'attitudine latina. Un signore seduto al tavolo accanto a noi si mette a suonare il ritmo con la forchetta ed il coltello su un piatto di ceramica. Il suono acuto delle posate arriva diretto al mio timpano scatenando sentimenti di repulsione. Mi disturba parecchio ma come dirgli di smettere? I miei amici mi sfottono e ridono. Nel corso della cena conosciamo un gruppo di uomini che ci intrattengono con parole e balli. Che serata calda, piacevole e di condivisione. L'ultima sera in Brasile... che intensità. Finita la cena ci alziamo per andare a cercare un karaoke; purtroppo non lo troviamo e decidiamo di spostarci a Rio Vermelho per proseguire la night. José vorrebbe rientrare all'ostello ma noi lo obblighiamo a restare con noi trattenendolo con la forza, dopotutto è la mia ultima notte brasileira. A Rio Vermelho la gente si riversa nelle strade e nei bar. È meraviglioso anche solo osservare le persone che si intrattengono con gli amici a bordo strada con una sigaretta in bocca e una birra in mano. Passiamo in rassegna alcuni bar per poi terminare in una discoteca alternativa con musica locale degli anni 60-80 intercalata da momenti di musica più attuale. Dovrei stare quieta e calma visto il mio piede ancora dolorante, ma il beat mi sconvolge l'anima e il mio corpo non può evitare di muoversi e di ballare tutta la notte. Sono molto felice, molto molto felice. Torniamo all'ostello alle 4 del mattino e ci lasciamo cadere nel letto sfinite e sudate.
Sono le 11 di sabato mattina e ci alziamo a fare colazione. Dovrò attendere fino alle 20 per andare in aeroporto, la giornata è lunga. Approfittiamo del pomeriggio per fare alcuni acquisti, per pranzare per l'ultima volta ascoltando samba in riva al mare e per intrattenerci con le nostre nuove amiche cordobesi. La giornata è calda e verso le 18 vorrei farmi una doccia per prepararmi alla partenza. Non c'è acqua nel bagno dell'ostello e mi devo quindi accontentare di bagnarmi con un po'di acqua naturale della bottiglia per rimuovere lo strato superficiale di sudore. Poco prima della mia partenza giunge Meche all'ostello e facciamo il cambio del testimone. Io me ne andrò e lascerò Meche a tenere compagnia a Euge per 2 settimane. È bello poterla riabbracciare e vederla dopo averla conosciuta 2 mesi fa in Uruguay. Arriva il momento dei saluti e a fatica mi stacco dal legame forte nato e cresciuto tra me ed Euge e nelle ultime settimane tra me e José. Sono 2 amici meravigliosi che non dimenticherò mai e che abbelliscono la mia vita. Li abbraccio forte forte per parecchi minuti, poi mi stacco e mi rilancio nelle loro braccia. Mi mancherà il loro grande affetto e la nostra intesa. La signora dell'Uber che mi accompagna all'aeroporto aspetta con pazienza finché decido di staccarmi dall'abbraccio dei miei amici. Con gli occhi lucidi e un grande affetto nel cuore li saluto con la mano e da dietro il finestrino mi scappa un forte sospiro. Li rivedrò, certamente li rivedrò nella vita prima o poi. Marilende mi intrattiene con molta energia e mi fa dimenticare per un attimo il saluto dei miei amici. Lei è una forza della natura, una vera bahiana e mi piace molto. Corriamo sulle strade di Salvador e in 15 minuti giungiamo all'aeroporto. Ci scambiamo i numeri di telefono per poter rimanere in contatto e rivederci in futuro. È tutto così veloce che non mi rendo conto di andarmene.
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