lunedì 29 maggio 2017

Ritorno a Santa Cruz, domani si vola in Colombia

La sala da pranzo a colazione è di nuovo molto affollata e noi prendiamo posto all'interno dello stabile al tavolo con un signore. Mentre mangiamo ci chiede in un italiano quasi perfetto da quale parte dell'Italia veniamo. Gli spieghiamo che veniamo dalla Svizzera, dal canton Ticino e lui ci dice che lo conosce bene. Suo figlio vive a Lugano da anni mentre lui ha lavorato parecchi anni a Zurigo. Lui è dell'Ecuador ma ha anche la nazionalità svizzera. Il suo cognome è Escobar... ma siamo sicuri che non è colombiano?? Stiamo all'occhio... non c'è mica molto da fidarsi. Alle 8.30 partiamo per la gita di stamattina con il simpatico Fausto. Ci conduce a piedi lungo la zona umida della regione circostante (lagune, mongrovie, spiaggie,..), prendiamo poi la via delle tartarughe per terminare al punto panoramico(cerro orchilla) e al muro delle lacrime. Questa ultima zona era stata occupata dagli americani nel periodo della seconda guerra mondiale per monitorare i movimenti dei giapponesi, mentre il muro era stato costruito da un gruppo di detenuti portati sull'isola. La camminata ci piace molto e ci permette di vedere le 4 diverse piante di mongrovie (rosse,a bottoni, bianche e nere). I turisti sul percorso sono pochi e la maggiorparte in bici. La natura si può apprezzare nella sua bellezza e quiete. Gli uccellini cantano e il mare culla le nostre orecchie. Tornate in città mangiamo calamari alla griglia e rientriamo in albergo a rinfescarci. Alle 15 abbiamo la lancia per l'isola di Santa Cruz. Pare che il nostro nome non appaia sulla lista dei passeggeri e la mamma sbianca in viso. Il tour leader risolve l'inghippo con qualche telefonata. Saltiamo sulla barca con le valigie e ci sediamo come sardine tra alcuni germanici maleducati. Il viaggio è più calmo e tranquillo. Finalmente sbarchiamo a Santa Cruz e ci facciamo portare all'hotel. Usciamo a fare in giro e a berci un aperitivo. Poi rientriamo in hotel per cenare e al tavolo davanti a noi scopriamo siede una donna svizzera e la invitiamo a raggiungerci al nostro tavolo. Dopo cena esco a bere qualcosa e a godermi l'ultima notte alle Galapagos. Ora sono qui sotto una palma ad osservare la magia delle stelle e a sognare la vita con molta emozione. 

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