Lunedi mattina alle 7 mi sveglio dopo 12 ore ininterrotte di sonno. Apro la cartella delle email e controllo se la mia prenotazione del volo è confermata. Con un grande sollievo mi accorgo che hanno emesso il mio biglietto. Con poca convinzione provo a fare il check in online e con immensa sorpresa riesco ad ottenere il biglietto elettronico. A quel punto mi rendo conto che oggi non mi chiederanno il libretto della febbre gialla, che storia esilarante. Ma alla fine poco importa perché mi servirà per accedere all'Amazzonia. Rilassata e riposata chiamo Doris per pagarle la stanza della notte e la raggiungo al pianoterra dove c'è una stanza che ospita un negozio di alimentari. La signora si scusa per il disordine e con le lacrime agli occhi mi racconta che pochi mesi fa è morta la madre dopo una fulminea malattia che li ha completamente prosciugati emotivamente e monetariamente. Si ricompone e si fa forza promettendomi di rimettersi in piedi velocemente. La abbraccio, le dico addio e salgo sul taxi. Henry mi porta alla zona aeroportuale degli imbarchi e mi racconta alcune notizie dell'Ecuador. Imbarco il mio bagaglio e vado verso la zona di attesa dell'aereo. Sono davvero pronta per partire?ce l'ho davvero fatta ad imbarcarmi per Guayaquil? Quando finalmente sono seduta sull'aereo mi metto a canticchiare di gioia e mi godo il comodo volo. Di fianco a me è seduto un uomo brasiliano di nome Victor, originario di Sao Paolo. Il destino mi ha fatto accomodare di fianco a lui per poter tenere unito il filo trasparente con il Brasile. Sentire parlare portoghese rende felice il mio cuore. Alle 13 atterro a Guayaquil e contenta di essere arrivata trotterello verso il mio bagaglio. Con lo zaino sulle spalle mi avvio verso l'uscita e sento ragazzini urlanti dietro le transenne muniti di telefonino. Mi fa piacere ricevere questa bella accoglienza dopo i contrattempi avuti negli ultimi giorni! Mi fermo ad osservare la folla in delirio per capire chi stanno aspettando. Vedo uno striscione di un fan club e capisco che si tratta di un cantante di regetton. Seguo l'arrivo del cantante e mi godo lo spettacolo. In seguito mi avvio al taxi e mi faccio portare in hotel. Faccio per entrare dalla porta a vetri e il concierge si lancia sul mio bagaglio. Mi accompagna al secondo piano dove c'è la reception ed io mi annuncio come Fiscalini junior. La camera non è pronta e mi fermo nella hall nella zona dei divanetti. Normalmente i viaggiatori con zaino in spalla vestiti come dei barboni come me non sono ammessi in questo ambiente di lusso. Trangugio 3 bicchieri di succo naturale e sfrutto la connessione wifi. Alle 15 la mia stanza è pronta e per poter accedere devo usare l'ascensore con la tessera dell'hotel. Non so come si fa, mi sento impedita, non sono abituata a tanto comfort. Scatta la serratura della porta e entro nel mio nuovo regno di una notte. Passo 10 minuti a frugare nei cassetti, ad osservare tutti i prodotti del bagno, e a chiamare la reception per qualsiasi cosa, giusto per vedere che effetto fa. Mi sdraio sul letto e mi rilasso qualche istante. Potrei andare a farmi una immersione jacuzzi da vera vip o visitare il centro. Esco a vivere la realtà della città e rimango colpita dalla zona del lungo fiume con la sua modernità e attrazioni turistiche. Passeggio gioiosamente e alle 18 rientro in hotel. Mi annunciano che la mamma è arrivata ma non è nella sua stanza. Ma le signore dove sono andate?? Quelle furbacchiotte!!!
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