Metto piede in aeroporto ed iniziano le 24 ore più lunghe e stancanti della mia vita. Forse mi imbatterò nelle varie difficoltà per distogliere l'attenzione dall'incontro con la mia mamma o dal saluto al paese che tanto ho amato. Mi avvicino al bancone del check-in e spedisco il bagaglio all'aeroporto di Sao Paolo. Vorrei poterlo inviare a destinazione ma a quanto pare a Sao Paolo devo ritirare il bagaglio dal rullo apposito e rifare il check in. Non c'è fila al bancone, non c'è fila al metal detector e l'aeroporto è praticamente deserto. Alle 21.15 mi imbarco e alle 21.45 l'aereo prende il volo. Tutto fila liscio come l'olio e alle 00.15 atterro a sao Paolo. Il mio prossimo volo per Lima partirà alle 5.55 quindi dovrò attendere alcune ore prima di poter fare il check in. Mi sdraio su una panchina con i miei bagagli a rimorchio e cercando una posizione comoda chiudo gli occhi. La sveglia è impostata per le 3 ma ovviamente nel sonno sconnesso non troverò sollievo e mi alzerò senza l'ausilio della sveglia. Gli occhi bruciano, lacrimano e il cervello è assopito. Mi trascino al check in come uno spaventapasseri e lo trovo già aperto. Mi accodo al turista che apre la fila e attendo il mio turno. Quando tocca a me allungo il passaporto e aspetto. L'uomo trova la mia prenotazione e mi chiede il volo di uscita dal paese. Gliela mostra e per concludere mi chiede il libretto della vaccinazione contro la febbre gialla. Gli mostro la fotocopia e mi dice che non vale e che ha bisogno dell'originale. Altrimenti non mi ammettono sull'aereo. Cosa? Ma che cavolo... Gli spiego che l'ho in Svizzera e che non potrò entrarne in possesso in nessuna maniera. Chiedo qual'è la soluzione e mi dice che non ce n'è. Poi mi manda all'ufficio informazione della compagnia aerea. Rivolgo a loro le stesse domande su come soluzionare il problema. Mi dicono che l'unica soluzione è di rifare un libretto nuovo. Solo che l'ufficio è aperto da lunedi a venerdi e oggi è sabato notte. Cerco di fargli capire che non vado in Amazzonia e che dove vado io non serve ma loro non ascoltano e sono irremovibili. Mi dicono di provare ad attraversa il terminale aeroportuale e provare a bussare alla porta dell'ufficio della sanità; se sono fortunata trovo un'addetto notturno pronto ad aiutarmi. Alle 3 di notte??Mi dirigo con le mie valigie e busso senza ottenere risposta alcuna. Torno al check in e annuncio al signore che ho intenzione di volare su Lima e poi di vedere come procedere. Mi dice di andare all'ufficio informazioni a cambiare il biglietto. Ignorando la legge aeroportuale mi pareva una richiesta ragionevole visto che sul mio biglietto ho 2 tratte, 2 voli. La signorina mi dice che non può semplicemente ammettermi al volo per Lima e annullare quello tra Lima e Guayaquil. Deve annullare entrambe le tratte e rifare il biglietto solo la tratta Sao Paolo - Lima. E tutto questo prevede una penale di 170 dollari. Cosa?? Ladroni! Decido di pagare e di volare. Per lo meno atterro in un paese limitrofo all'Ecuador. Atterro alle 8.50 del mattino in ammanco di sonno e con un'animo già stremato. Una volta messo piede su suolo peruviano non so cosa mi aspetta e sono un po' titubante, ma pur sempre fiduciosa. Non so se troverò la maniera di volare in Ecuador domani, ma affrontiamo il problema passo per passo. Supero l'immigrazione e mi ritrovo nell'atrio dell'aeroporto dove 2 anni fa ero venuta ad accogliere la mia amica Fede proveniente da Zurigo. Molti ricordi ed emozioni affiorano. Il bancone informativo mi avvisa che l'ufficio della sanità è dietro l'angolo quindi mi dirigo là. Parlo con la signorina dell'ufficio e le spiego che ho la vaccinazione in corpo e che ho bisogno di un nuovo libretto che lo attesti. Mi dice che devo rifare la vaccinazione. Le ripeto che già l'ho fatta e le aggiungo che non ha senso visto che ha una validità a partire dai 10 giorni successivi. Mi dice che non c'è soluzione e che la mia fotocopia non serve a nulla. Le chiedo di parlare con un medico. Me lo indica e mi avvicino. Rispiego il problema e per fortuna mi rendo conto di essermi imbattuta in una donna con un po' di buonsenso. Mi spiega che nel momento in cui riesco ad ottenere tutte le foto del mio libretto che ho a casa lei me ne può fornire uno nuovo. Quindi la ringrazio, esco dall'ufficio e inizio a chiamare a casa in Svizzera. Nessuno risponde, perciò chiamo una mia amica e mio fratello. Li mando a casa a cercare il mio libretto, a fotografarlo e a mandarmi le foto. Speriamo che lo trovino con il mio disordine. Tutto va per il meglio e ritorno all'ufficio. Il medico mi dice che devo stampare le foto o per lo meno inviarle a lei. Devo uscire dall'ufficio di nuovo, trascinarmi lo zaino appresso zoppicando e cercare una connessione wifi che si trova solo al piano superiore. Invio le prove al medico e ritorno all'ufficio. Tutto sembra finalmente risolto ma non ho fatto i conti con il pagamento: non accettano la carta di credito. Quindi? Devo uscire, trascinarmi lo zaino appresso, cambiare i soldi e ritornare. Ed ecco che in mano mi ritrovo il libretto giallo. Che impresa! E ora cosa mi resta da fare?Prenotare il volo per il giorno successivo per Guayaquil. Guardo sul web e vedo che il miglior prezzo è offerto dalla compagnia aerea Avianca. Di fronte alla porta d'entrata in mattinata ho visto i banconi delle varie compagnie che vendono i biglietti aerei. Cerco il bancone di Avianca e mi dicono che è chiuso perché è domenica. Con il bagaglio appresso risalgo le scale e cerco la connessione internet. Provo a prenotare direttamente sul sito della compagnia ma non funziona e devo ripiegare su una compagnia intermediaria. Non mi fa impazzire di gioia visto che mancano solo 20 ore al mio volo. Non mi rimane scelta. La prenotazione va a buon fine ma la riservazione non viene confermata lasciandomi sul filo del rasoio fino alla mattina di oggi. La compagnia mi vuole sentire al telefono per accertarsi che ho fatto io la riservazione, ma stiamo parlando di una chiamata di 10 minuti verso gli Stati Uniti che mi costerà un sacco di soldi. Terminata la chiamata scambio una quindicina di email con il customer service per sollecitarli nell'emissione del mio biglietto. Dicono che devono ricevere l'ok dalla mia banca. Più di così non posso fare. Cerco un hotel nelle vicinanze e chiamo un uber. Mi dirigo all'esterno dell'aeroporto dopo 7 ore di agonia e non trovo il mio autista. Non ho la forza di cercare un taxista e di muovermi quindi rimango ad osservare la gente per mezzora. A quel punto un uomo si avvicina e mi da una mano. Mi porta all'ostello e si prende il tempo per portarmi la valigia. Un brav'uomo giunto al momento giusto per salvarmi. La signora che mi accoglie è adorabile. Mi faccio mostrare la stanza, mi doccio e crollo sfinita sul letto dormendo senza sosta per le seguenti 12 ore.
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