sabato 27 maggio 2017

Seymur

Il buffet della colazione è magnifico. L'hotel ha il nome germanico e probabilmente è gestito da discendenza germanica; il pane di molte varietà lo dimostra. Mi tuffo sul pane, sui salumi, sull'uovo pasticciato e sui cereali con frutta e jogurth. Mi abbuffo come un elefante pronta per spendere calorie nelle varie immersioni nell'acqua. Alle 8 saliamo su un bus turistico che ci conduce al molo che si trova a nord dell'isola. Oggi visitiamo l'isola Seymur. Il cielo è grigio mentre facciamo colazione; 1 ora dopo è azzurro e soleggiato. La nostra pelle necessita di idratazione extra e protezione solare.

Fuori dal finestrino osserviamo i microclima di cui ci parlava ieri Alfredo e osserviamo le verdeggianti colline e pianure. Arriviamo al molo dopo 30 minuti di viaggio e saliamo su un gommone che ci porta alla nostra imbarcazione : Queen Karen. Saliamo a bordo e notiamo con piacere che la barca è dotata di molti comfort. Nella parte alta ci sono molti materassi posizionati a terra per potersi rilassare e prendere il sole. Nella parte bassa della nave c'è la cucina, una sala da pranzo e una zona soggiorno. L'equipaggio è formato da 4 persone: la guida, il cuoco, il "cameriere" e l'autista del gommone. Navighiamo 1 ora circa, tempo nel quale facciamo la conoscenza dei nostri compagni di gita: mamma e figlio dal Texas, 2 fratelli dall'Ecuador continentale, 1 donna cilena, una coppia argentina, 1 coppia olandese e una famiglia di Quito con 3 figli. Il gruppo è molto simpatico e ci troviamo velocemente a nostro agio. La guida si chiama David ed è un divertente pagliaccio sempre a caccia di foto con animali rari. Ci fermiamo al largo dell'isola masquerada e con il gommone ci trasferiamo alla spiaggia. La sabbia è bianca e brilla con i raggi del sole; l'acqua è trasparente e punteggiata da rocce vulcaniche. In cima alla duna di sabbia si vede l'altro lato dell'isola con la sua acqua blu agitata. Vediamo molti leoni marini che nuotano e che si posizionano vanitosi in bella mostra per le foto. Il più tenero è il bebè di 3 mesi con la testolina del colore del cioccolato al latte. Li osserviamo e li fotografiamo da tutte le angolazioni. Camminiamo per mezz'oretta intorno all'isola e e David ci mostra diversi scheletri tra cui quello di una balena. Rimane del tempo per fare snorkeling e tutto il gruppo si lancia nell'acqua per nuotare e giocare con i leoni marini. Infilo la maschera e le pinne e vado a caccia dei leoni marini con la mia go pro alla mano. Ne avvisto 3 e mi avvicino. Loro mi nuotano intorno ad una velocità folle e mi mordono le pinne. Mi hanno scambiata per un leone marino femmina.... hehe! Si allontanano a tutta velocità e poi tornano alla carica lanciandosi verso la mia maschera e poi immergendosi a 2 cm dalla mia faccia. È bellissimo poter nuotare con loro. Continuo a nuotare cercando qualche altro pesce interessante ma non avvisto nulla se non alcuni pesciolini variopinti. Faccio un segnale al gommone e mi faccio riportare alla nave. Il mio piede non è ancora guarito e ogni giorno trovo mille modi per farmi male e non lasciarlo guarire. Salita sulla barca mi accolgono con un bell' asciugamano bianco e morbido. Mi sposto al piano superiore e incamero un po'di sole. Gli uccelli ci seguono nel nostro navigare sperando di ricevere del cibo lanciatogli dal cuoco della nave. Sono bellissimi ed eleganti. Alcuni hanno il collo bianco, altri rosso; l'apertura alare è impressionante. Scatto centinaia di foto sperando di ricavarne qualcuna speciale. Il pranzo è pronto e noi tutti ci accomodiamo a tavola. Il piatto è servito caldo e ha un'ottima presentazione. Mangiamo un pesce bianco con verdura, patate e riso. Squisito davvero. Il pomeriggio sbarchiamo all'isola di Seymur e facciamo una camminata di 2 ore a caccia di uccelli di diversi tipi. La particolarità di questa isola sono le sule dalle zampe azzurre e le fragate con il collo rosso che si gonfia a palloncino nel maschio innamorato. Lungo il tragitto a piedi assistiamo ad alcuni momenti molto emozionanti: il rituale di conquista del maschio pata azul, una coppia di pata azul che protegge un piccolino di pochi giorni ed un uovo, alcune fregate rosse a pochi metri di distanza. Gli uccelli che vediamo sono centinaia e le foto che scatto altrettante. David si diverte a fare commenti sul comportamento snob e saccente delle femmine volatili che ignorano i maschi quando aprono le ali e mostrano il loro lato migliore per conquistare pa femmina. Mi chiama sempre bambina e mi fa vedere quali sono i posti migliori per saccare fotografie. Esaurita la visita torniamo sulla barca e navighiamo sino alla terra ferma. Salutiamo l'equipaggio della nave e il cuoco mi abbraccia commosso, perché gli ricordo una giovane donna svizzera di cui si era innamorato quando aveva 30 anni. Rientrate all'hotel ci rilassiamo e ceniamo al ristorante. Più tardi usciamo a fare una passeggiata e ci imbattiamo in uno spettacolo di balli tipici dell'Ecuador.

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