sabato 6 maggio 2017

La festa, il ballo

Ballano come dei pazzi, si divertono moltissimo, si muovono come se nessuno li stesse guardando e non gli importa di nulla altro. È bellissimo fare parte di questa festa costante di musica, sorrisi e corpi che si scatenano. Sei bello, sei brutto? Ti muovi al ritmo, fatichi a muoverti? Sei magro, sei grasso? Non è rilevante e tutti hanno il diritto di esserci e di godere al massimo del beat del cuore unito alla musica. Sono nati ballando,  sono cresciuti ballando, sono continuamente avvolti dalla nuvola del ballo e vederli è meraviglioso! Quando ti butti nella mischia non puoi fare altro che muovere i piedi, le gambe e spontaneamente tutte le altre parti del corpo. Ogni minuto si materializza qualcuno a scambiare due parole, due battute, due termini in portoghese e due salti in pista. Sprigionano gioia di vivere da ogni poro nonostante siano provati da un passato molto duro di schiavitù. 
Venerdi sera dopo la difficile giornata decidiamo di andare nella zona di vita notturna ubicata nel quartiere chiamato Rio Vermelho. Sono solo le 20.30  e piove a catinelle ma tra un bar e il seguente occupiamo il tempo per poter poi andare ad una festa. Le strade sono inondate e noi non conosciamo l'area. Ci fermiamo in una piazza ad attendere il passaggio della tempesta d'acqua e poi ci incamminiamo verso due locali recensiti sul web. Per pura coincidenza incontriamo i ragazzi dell'ostello e ci uniamo a loro. Andiamo ad un concerto dove due band si intercambiano lo stage nell'arco della serata. Tutti ballano il forrò, la salsa e altri balli popolari. Sono tutti fuori come matti dal divertimento e noi con loro. Le endorfine circolano e l'adrenalina è alle stelle. Incontriamo molte persone interessanti e gentili che ci dedicano molte attenzioni e ci fanno ballare. Incontriamo anche molti burini interessati a "zompare" ogni essere di origine femminile, ma basta non dargli retta che con i loro corpi palestrati se ne vanno furenti per la sola ragione di averli rifiutati. 

In particolare chiacchiero con un ragazzo che si presenta come poliziotto della grande città di Salvador. Mi colpisce molto la sua frase: " ogni mattina esco di casa e non so se ci tornerò". Nuda e cruda ma è una grande verità. Si potrebbe dire la stessa cosa di ogni lavoro pericoloso in qualunque parte del mondo,  ma chiunque sa che non è vero. Sto parlando del Brasile, un popolo estremamente povero ed oppresso che fatica a trovare il denaro per sfamarsi e che altro non gli rimane che rubare, uccidere, drogarsi, fumare e distruggersi. Una triste realtà che segna queste persone ogni giorno ma che non gli toglie la voglia di ballare. 

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