mercoledì 22 febbraio 2017

Diario del giorno di pioggia

La poggia forte e il vento travolgono la notte buia e al mattino non danno segni di cedimento. Il sacco a pelo ci avvolge come delle salsicce e non sentiamo la necessità di uscire dal bozzolo caldo ed invitante. Il suono delle gocce che cadono sul tetto ci culla e ritarda la nostra sveglia. Alle 10 scendiamo al piano terra e notiamo con felicità che la pioggia è terminata. La speranza di poter partire presto per andare ai laghetti alpini viene smorzata dalla voce di Beto che ci informa che i sentieri a monte sono chiusi a causa dello straripamento del fiume azzurro. L'alternativa sarebbe di scendere a valle ma noi non vogliamo andarcene così presto. La pioggia riprende a scendere copiosa e decidiamo quindi di rimanere a dormire un'altra notte al rifugio Horqueta. Il prato davanti slla casa è pieno di pozze d'acqua, le montagne circostanti sono avvolte nella nebbia. Passiamo la mattina a mangiare e a chiacchierare con il gaucho Tilleria. Ci racconta che il primo rifugio è stato costruito dal nonno nel 1940. Beto si occupa della casa, della pulizia, della cucina e delle vacche. È un uomo tuttofare dall'occhio vispo e gentile. Nel corso della giornata con lui si instaura una sorta di intesa di simpatia. Lui ridacchia alle nostre scenette esilaranti e ci racconta qualche aneddoto. La sera si offre di cucinarci una pizza con il pomodoro,  formaggio e salame e ci regala 2 bei bicchieri di vino. Mangia e beve con noi canticchiando in compagnia. Ci piace molto questo tenero signore e domani ci costerà molto salutarlo. Giochiamo a carte e andiamo a sdraiarci nella mansarda pronte per dormire.



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