Il buio della stanza avvolge il mio corpo e mi sussurra che è un nuovo giorno. Mi alzo e mi domando come sarà la giornata di oggi. Sfilo il pigiama e mi metto i pantaloni da trekking. Percorro il corridoio ed entro in sala da pranzo. La vetrata racconta di un grande sole e di un cielo azzurro come il lago patagonico. Il mio umore si solleva e con speranza mi incammino verso il centro. La temperatura è calda e non posso fare altro che fermarmi ad ogni panchina che incontro per ammirare la bellezza della vita. Le strade sono deserte, la città è molto tranquilla. Alle 10 il mio angelo custode di oggi mi apre il suo negozio e mi fa scegliere la montatura degli occhiali. Tempo 3 giorni e i miei nuovi occhiali saranno pronti e tornerò ad avere degli occhi efficienti. Ringrazio la donna per la sua gentilezza e per la tanta collaborazione: mi spedirà gli occhiali a El Chalten con il bus. Ora sono più tranquilla e serena. Compro un'insalata e la mangio al parco. Un'ape mi prende di mira e mi punge nei paesi bassi, che male! Alle 13 salto sul bus che mi condurrà nella parte nord del parco nazionale Los Glaciares. Sono in poleposition seduta sul sedile davanti e mi godo il panorama delle steppe argentine. Siamo in viaggio da 2 ore e ne manca ancora 1. Il serpente di cemento corre lungo la periferia brulla e all'orizzonte svettano le montagne del massiccio del Fitz Roy. I miei occhi si riempiono di lacrime e trattengo a stento una fortissima emozione che sale dal cuore. I ghiacciai intorno alle cime illuminano di luci brillanti il quadro patagonico. Il mio cuore batte forte di felicità. Arrivati alla stazione dei bus prendo i miei 2 zaini e parto a piedi alla ricerca dell'ostello. Lo trovo dopo mezz'ora di cammino e mi sistemo. Le mie gambe scalpitano, vogliono muoversi e macinare chilometri. Desidero salire su una montagna e così seguo il percorso dei condor e delle acquile. I punti panoramici sono molto belli e mostrano la vallata da due diverse angolazioni. Da un lato si vede la città di El Chalten con le sue montagne, dall'altra la pianura e il lago smeraldo. Mi siedo riparata dal vento dietro una roccia e il mio sguardo si perde all'orizzonte. Mi godo questo momento di estrema pace e cullo i miei pensieri. Al rientro incontro dei ragazzi di Buenos Aires con cui scambio 4 chiacchiere e prima di rientrare all'ostello mi mangio una crepe. Domani alle 7 di mattina dovrei abbracciare Sophie che arriva dal nord del Cile in bus.
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