sabato 11 febbraio 2017

i primi passi del nostro trekking

I preparativi per il trekking rendono emozionante l'attesa. Essere pronte per partire significa aver comprato il cibo che ci sfami per 4 giorni, aver noleggiato la tenda, il tappetino isolante e il fornello da campeggio munito di pentolino, piatti, posate e bombola di gas, preparare lo zaino con l'occorrente necessario ad affrontare ogni situazione climatica. Impegnamo ogni minuto della giornata di domenica nella meticolosa pianificazione del viaggio delle viandanti svizzere. È bello poter partire da sole sui sentieri di El Chalten in autonomia. Il lunedi mattina finalmente arriva e ci alziamo arzille e agili. Facciamo colazione e chiudiamo lo zaino. Andiamo a comperare del pane fresco e ci mettiamo in moto sulla strada principale del paese. Non abbiamo comprato  il passaggio per andare al punto di partenza della camminata, decidiamo di fare autostop e sfidare la dea fortuna. Potranno passare 5 minuti prima che qualche buon anima ci carichi, come pure delle ore. Fiduciose ci fermiamo al ciglio della strada e attendiamo che un'auto passi. Dopo neppure 4 minuti siamo sedute sul retro di un pick up con i capelli al vento e lo zaino tra le gambe. Il nostro viaggio tra le montagne non poteva iniziare meglio! Dopo aver percorso 15 chilometri il mezzo si ferma, parcheggia e ci fa scendere. Ringraziamo di cuore la famiglia gentile che ci ha dato uno strappo fino al ponte del rio elettrico. Con la motivazione alle stelle e lo zaino da esploratrici ci incamminiamo verso il bosco. I rumori della foresta calmano immediatamente il nostro spirito e ci regalano la magia della natura. Gli alberi sono in parte divelti, formano un labirinto dove gli animali possono giocare. Mi sembra di essere entrata in una fiaba, dove i pochi passanti che incrociamo sembrano usciti dal film il mago di Oz. Questa splendida immersione nella verde vallata elettrica dura 2 ore. Improvvisamente la foresta termina e il sentiero ci conduce dinnanzi ad una casetta. Siamo arrivate al campeggio. Scambiamo 2 parole con i ragazzi che gestiscono lo spazio turistico e ci facciamo mostrare la piazzuola dove pianteremo la nostra tenda verde. Il luogo è tranquillo e poco frequentato, è il posto ideale per iniziare la nostra avventura spirituale. Abbiamo il desiderio di macinare ancora chilometri con le nostre gambe allenate e cerchiamo sulla cartina dei percorsi fattibili nel pomeriggio. Pranziamo,  organizziamo il giaciglio per la notte e leggere ci avviamo al lago elettrici e alla laguna Pollone. Ci siamo solo noi e la natura, non possiamo chiedere di meglio. Il ghiacciaio si materializza dinnanzi a noi in tutta la sua virilità. Gli occhi fissano la sua sagoma scolpita. Il cuore piroetta emozionato. Questa natura aggraziata e selvaggia è un tutt'uno con noi. Ci mettiamo in comunicazione con i nostri piedi ancorati al terreno e sfioriamo i cespugli e le rocce con il nostro spirito. La meditazione è iniziata oggi e terminerà quando le gambe si saranno stancate. Il viaggio di rientro al rifugio è un inno alla natura e alla gioia di vivere. Questo sentiero di pace e completezza ci regala una cena cucinata semplicemente grazie ad un fiammifero e ad un fornello. Lentamente ci infiliamo nelle tenda e cadiamo addormentate grate per questa magica giornata di folle amore.


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