lunedì 6 febbraio 2017

Terzo estratto del libro

"Ecco la mia storia:

A ogni passo un po di me si unisce alla Terra

A ogni passo la Terra mi offre un po di sé

Nessun passo è vano, tutto ha un senso.

Ho camminato per 20 anni e percorso l'equivalente del giro del mondo.  Tutto questo tempo mi è servito per rispondere alla domanda che praticamente tutti mi facevano:" perché cammini?" E a cui prima rispondevo:"in realtà non lo so". Dentro di me pensavo di sapere la verità e di non riuscire a tradurla in parole. Ma ripensandoci ora mi rendo conto che non potevo conoscerla, perche i miei passi avevano ancora tante cose da insegnarmi.

Mongolia, l'inizio
Sono costretta a fermarmi, la temperatura ha toccato di nuovo i 40°. Il mio corpo reagisce subito piuttosto male; devo ascoltare con attenzione ciò che vuole dirmi. Ho l'impressione di avere tra le orecchie una scimmietta dispettosa che suona nei timpani. Mi sono beccata un'altra bella insolazione, sebbene non abbia nemmeno un centimetro di pelle esposta ai raggi solari.

Spingo il carretto su un terreno irregolare. Devo sforzarmi non poco, ma so che senza il mio prezioso compagno a due ruote non potrei percorrere lunghe distanza in cui non c'è niente, nemmeno in villaggio per fare rifornimento. Mi porto dietro razioni di cibo per oltre 2 settimane e 20 litri di acqua.

Le spalle mi fanno male, non posso toccarle. Un'infiammazione ha raggiunto quasi tutti i muscoli del corpo. Ho cominciato ad allenarmi un anno prima. Avanzo lentamente ma con sicurezza: spingere un carretto da 50 chili e portare uno zaino che ne pesa 17 è un bello sforzo, e il terreno irregolare rende tutto ancora piu difficile".

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