sabato 11 febbraio 2017

La laguna de los tres- terzo giorno

Sembra che una delle particolarità della zona sia la mattutina gita alla laguna de los tres per vedere l'alba. La sveglia è puntata per le 5 ma al suo primo trillo mi accorgo di quanto improbabile sia l'impresa di alzarmi dal materassino. Le gocce di pioggia sbattono sulla tenda e le mie ovaie urlano di dolore. Ho bisogno di qualche altra ora di riposo per poter riuscire ad affrontare la giornata. Chiudo gli occhi e mi addormento. Le 3 ore seguenti allevieranno i miei dolori e il mio spirito sarà più leggero. La colazione mi aiuta a riprendere le forze e a quel punto sono pronta per andare a visitare la laguna. Mi godo la salita di 1 ora e 30 e osservo la natura intorno a me. Alcuni laghi si sdraiano in lontananza e tanti cespugli inciampano sul nostro cammino. La salita è dura ma stimolante. Ed ecco che di nuovo quella macchia azzurra tra le montagne granitiche scioglie il nostro cuore e lo fa emozionare. Il Fitzroy gioca a nascondino ma ogni tanto si fa vedere. Le nuvole gli girano intorno allietandolo con il loro ballo. Il vento non cessa un minuto e non ci resta altro che ripararci dietro ad un sasso e alzare il cappuccio della giacca a vento fino a lasciare scoperti solo gli occhi. Riusciamo a resistere solo una quindicina di minuti e poi scendiamo il sentiero. Incrociamo moltissima gente e la magia un po'si spegne. La ricatturiamo non appena ci allontaniamo dal campeggio con lo zaino sulle spalle dopo aver pranzato ai piedi del Fitzroy. Il pomeriggio non ci risparmia con le ore di cammino e dopo quasi 4 ore di passaggi tra i sentieri dalla bassa vegetazione e le lagune arriviamo all'accampamento Agostini. L'ultima ora il cielo si è fatto minaccioso e gli alberi secchi in mezzo alla vallata parlano di cimitero. La natura appare buia ma comunque energetica e bella. Un'altra magica giornata nella natura: quanta gratitudine!

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