domenica 12 febbraio 2017

Esquel

Salutiamo El Chalten e ci dirigiamo alla stazione dei bus. Viaggiamo tutta la notte e alle 7 del mattino, completamente sfatte, dobbiamo raccogliere il nostro bagaglio e cambiare bus. La Ruta 40 segue dritta e infinita ai nostri occhi, ma non possiamo dire la stessa cosa della splendida luna piena che ci illumina il viaggio notturno in bus. É immensa e bellissima. I suoi dintorni sono evidenti e nitidi, la sua lucentezza porta luce nella steppa patagonica. La palpebra cala ad intervalli regolari, con continue interruzioni. La posizione del corpo è molto scomoda ma cerco comunque di riposare e di addormentarmi. Le ore passano più o meno velocemente. La parte di viaggio che si svolge nel corso delle ore di luce appare più lunga e noiosa. Leggo alcune pagine della guida, mangio, guardo un film e ammiro il panorama fuori dal finestrino. Nel corso di una pausa di 15 minuti ci accorgiamo di quanto il clima sia più mite e la vegetazione rigogliosa. Il parco nazionale los Alerces non avrà alberelli nani  come quelli visti pochi giorni fa, bensì esemplari immensi secolari. Non vedo l'ora di visitarne il parco! A 15 km dalla città di Esquel veniamo scaricate all'incrocio di una strada e dobbiamo salire su una macchina privata che ci porta fino all'ostello. Lì ci accoglie un ragazzo colombiano che ci mostra la nostra stanza. Io prendo l'occasione per uscire a fare un giro verso le 17 e a cercare informazioni sul parco mentre Sophie riposa nel letto. La sera una banda locale allieta le nostre orecchie con musica argentina. Sono felice di aver salutato El Chalten e sono pronta per una nuova avventura.


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