Sapendo che i miei amici scendono fino a Puerto Natales ne approfitto per chiedergli un passaggio in auto ed unirmi al gruppo. Accettano felicemente saltellandomi intorno. Sto andando in Cile, che strana sensazione. La Patagonia cilena è molto bella e imperdibile. La mattina di martedi vado a fare colazione in una panetteria deliziosa e alle 10 Jervasio, Eugenia e Anna Lia mi vengono a prendere e carichiamo il mio zaino sulla macchina. Facciamo un giro in centro e andiamo a pranzo con un ragazzo conosciuto da loro tramite couchsurfing. Arrivano le 13 e ci mettiamo in auto per affrontare la trasferta e soprattutto le formalità doganali alla frontiera. La strada corre dritta nel mezzo del nulla per ore, finché troviamo un paesino chiamato Esperanza e beviamo qualcosa. Ripartiamo e Jervasio si mette al volante. C'è qualcosa che non mi torna... la sua guida è strana... ma tengo il pensiero per me. Più avanti scoprirò che stava facendo scuola guida perché non ha la patente. Ah beh!! In viaggio ascolto un po' la musica, seguo per alcuni minuti i discorsi degli altri auto-coinquilini e mi appisolo. Alla frontiera siamo in pochi e riusciamo a svignarcela velocemente, ma nonostante questo arriviamo a puerto Natales che sono le 19. Corriamo al supermercato a comprare i viveri per il giorno dopo e mi ritrovo nel grande magazzino con 3 sciroppati che urlano e corrono nelle varie corsie esagitati per gli acquisti per il loro trekking di 5 giorni. Sono alle prime armi e si fanno prendere dall'ansia da prestazione. Sono comici e simpatici sino alle lacrime. Mi commiato velocemente e mi impegno nell'impresa di cambiare dei dollari in pesos cileni. Il Cile non è l'Argentina e alle 19 al più tardi chiudono i negozi. Inoltre la gente non è cosi gentile e collaborativa come i vicini. Il risultato é che mi ritrovo senza soldi perché nessuno me li cambia. Per fortuna in frontiera avevo cambiato qualche spicciolo. Mi tocca pagare il pernottamento e i tour dei giorni seguenti con pesos argentini e dollari. A malapena ho i soldi per andare a cena con la compagnia uruguayana. Per cena andiamo in un ristorante carino e brindiamo al nostro incontro. Mi aspettano in Uruguay il mese prossimo. Li saluto e torno all'ostello a preparare lo zaino per il trekking di domani: vado al punto panoramico del Torres del Paine.
Nessun commento:
Posta un commento