"Per capire le mie avventure dovete sapere che non mi è mai piaciuto giocare con le bambole. Il mio giocattolo preferito era un ippopotamo grigio grande come me.
All'epoca la mia vita era un'avventura ogni giorno. Ero la piccola selvaggia sempre felice.
Non riusciro a mettere tutto nero su bianco, eppure vorrei farlo soprattutto per le donne, e per lasciare un testamento che racconti la liberta, la liberta di scegliere.Infilatevi le scarpe , si parte
Sono come segnata per sempre dai luoghi ostili che ho attraversato con la forza delle gambe e vestita da uomo. Sono state tante le notti in cui mi sono addormentata in balia del pericolo, chiedendo protezione al mio angelo custode. In quei momenti mi costringevo a interiorizzare pensieri positivi e a scacciare quelli negativi. Sono come un animale selvaggio, continuo a spostarmi con istinti di sopravvivenza. Ho come un grosso tatuaggio lungo 3 anni di cammino sul corpo, sull'anima, sul cuore. Ormai sono così, non posso cancellare né camuffare.
Prima di una partenza: sentivo crescere in me una sensazione indescrivibile, finché la partenza è diventata l'unica opzione possibile. In cuor mio sapevo che non c'era altro modo per rimanere fedele al cuore che mi bruciava dentro. Un fuoco che s'indeboliva, la fiamma sempre più fioca. Era ora di andare in cerca della legna che mi avrebbe permesso di ravvivarlo. Cosi sono partita. A piedi. Non potevo fare altrimenti. E da sola.
A otto giorni dalla partenza il soggiorno di casa mia è ingombro di materiale, ogni centimetro del pavimento è ricoperto di roba ammucchiata. La preoccuazione piu grande sono state le scarpe, ho dovuto cambiare marca e ordinarne 8 paia da usare nel lungo cammino".
All'epoca la mia vita era un'avventura ogni giorno. Ero la piccola selvaggia sempre felice.
Non riusciro a mettere tutto nero su bianco, eppure vorrei farlo soprattutto per le donne, e per lasciare un testamento che racconti la liberta, la liberta di scegliere.Infilatevi le scarpe , si parte
Sono come segnata per sempre dai luoghi ostili che ho attraversato con la forza delle gambe e vestita da uomo. Sono state tante le notti in cui mi sono addormentata in balia del pericolo, chiedendo protezione al mio angelo custode. In quei momenti mi costringevo a interiorizzare pensieri positivi e a scacciare quelli negativi. Sono come un animale selvaggio, continuo a spostarmi con istinti di sopravvivenza. Ho come un grosso tatuaggio lungo 3 anni di cammino sul corpo, sull'anima, sul cuore. Ormai sono così, non posso cancellare né camuffare.
Prima di una partenza: sentivo crescere in me una sensazione indescrivibile, finché la partenza è diventata l'unica opzione possibile. In cuor mio sapevo che non c'era altro modo per rimanere fedele al cuore che mi bruciava dentro. Un fuoco che s'indeboliva, la fiamma sempre più fioca. Era ora di andare in cerca della legna che mi avrebbe permesso di ravvivarlo. Cosi sono partita. A piedi. Non potevo fare altrimenti. E da sola.
A otto giorni dalla partenza il soggiorno di casa mia è ingombro di materiale, ogni centimetro del pavimento è ricoperto di roba ammucchiata. La preoccuazione piu grande sono state le scarpe, ho dovuto cambiare marca e ordinarne 8 paia da usare nel lungo cammino".
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