Giovedi sera ci siamo subito ambientate nella casa di Pablo (soprannominato Totò) e Nira. Abbiamo aperto i nostri zaini e ci siamo fatte una bella doccia. Siamo state poi invitate a cena in un ristorantino che scopri sempre con le persone del posto e abbiamo mangiato dei piatti tipici a base di carne, fagioli e farofa. La compagnia è buona se non fosse che Pablo ama estremamente parlare e stare al centro dell'attenzione. Già di per sé odio i monologhi e le situazioni in cui una persona ha un'opinione su qualunque cosa senza renderti partecipe nella conversazione e a maggior ragione oggi che non ho dormito la notte scorsa. È come dare una carriola di foglie di eucaliptus ad un koala. Ma ciò che importa è che siano delle brave persone, di cuore e lo sono assolutamente. Una volta terminata la cena abbiamo percorcorso la via pedonale che costeggia la spiaggia Copacababa e siamo andati a casa. Appena finito di preparare il letto ho toccato il cuscino e ho dormito fino all'alba. Siamo a Rio... e la mattina ci alziamo trotterellando per l'emozione di salire alla piattaforma panoramica del Cristo Redentore. Sulla via di Copacabana compriamo il biglietto del treno per salire la montagna situata nel parco di Tijuca. La stazione del treno è situata a mezz'ora dal centro balneare quindi ci spostiamo in bus fino al punto di partenza. L'autista ci vede indicare il bus e con gentilezza si ferma per accoglierci da vere turiste trovatelle. Si nota cosi tanto che siamo turiste?? Nooooooooo. All'entrata della piattaforma strabuzzo gli occhi nel vedere la bandiera svizzera e quella brasiliana su un manifesto. La pubblicità dice che se compri il biglietto per il treno di Rio hai un sconto del 50% sul treno della Jungfrau, hehehe! Arriva il nostro treno e saliamo sul convoglio. Il mezzo si mette in movimento e i passeggeri urlano e battono le mani, diciamo che corre una scarica elettrica tra i sedili. I binari volano in salita tra la foresta di alberi verdi. Nei momenti in cui le piante lasciano intravvedere il panorama la folla è in delirio. Arriviamo sulla cima e corriamo a prendere l'ascensore per salire al Cristo. Oggi è un giorno festivo e la massa di gente è particolarmente consistente. Tutti vogliono fare le foto imitando la posizione del Cristo e ogni istante devi guardarti intorno per non ricevere una gomitata nelle gengive. C'è poi chi si sdraia per terra per poter meglio fotografare la statua. È una scena da film. Proviamo a raggiungere il punto panoramico sulla balconata e dopo parecchi tentativi ci riusciamo. La giornata é stupenda e la vista impressionante. Si vedono le spiagge di Copacabana ed Ipanema, il monte chiamato Paõ de Açucar,la foresta, la baia e le favelas. Decisamente un punto panoramico imperdibile. La folla spintona e noi lasciamo spazio alle scimmie urlatrici. Scendiamo la montagna con il treno e andiamo in spiaggia a Leblon ed Ipanema. La sabbia è gremita di persone che prendono il sole, di ombrelloni, di campi da beachvolley, campi da racchettoni, baracche che vendono qualsiasi cosa. Io una scena da spiaggia cosi non l'ho mai vista in vita mia. La lingua punteggiata che vola all'orizzonte è un lungo serpente d'argento. Il sole scende piano e sparisce dietro un monte regalando al mare un colore arancione. Gli occhi saltellano da una persona all'altra, da un pareo all'altro, da un giocatore al seguente, con grande stupore. Il mio cervello è assuefatto e anche stanco. È ora di incamminarci verso casa con un hot dog e una pannocchia di mais sotto i denti. La sera Nira dà una festa per il suo compleanno a cui sono invitati amici suoi e di Pablo. Ci sono giornalisti, cameraman, nazionalità diverse e questo melting pot risulta molto istruttivo e interessante. Il mio cervello è un tantino confuso e non sa più che lingua parlare però è stata una serata molto bella.
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