Ma Calatrava doveva venire proprio qui a Rio de Janeiro a costruire uno dei suoi edifici bianchi a forma di animale che attirasse così tanto pubblico? Noi ci abbiamo provato a prenotare sul web, ci abbiamo provato ad andare sul posto per tentare di entrare direttamente comprando il biglietto in loco, ma senza successo. Il fatto che sia sabato e che la giornata sia piovosa non facilita la nostra impresa. Ci godiamo quindi la vista del mastodontico animale simile a quelli visti a Valencia alla città della scienza e ripieghiamo sul museo di arte moderna a pochi passi dalla piazza dove ci troviamo. Non ci fa per nulla impazzire la collezione di opere dedicate al "delirio" e all'"infanzia" ma è sempre importante provare ad ampliare le proprie conoscenze generali. Decidiamo poi di andare a visitare il quartiere artistico situato in collina chiamato Santa Teresa. Per arrivarci ci sarebbero diversi modi: in bus, in tram e a piedi. Noi decidiamo per il pittoresco e romantico tram su rotaie. Il viaggio dura 15 minuti e si arrampica sulle vie irte del quartiere come il famoso tram giallo numero 28 di Lisbona. Vediamo molti graffiti, case antiche, giardini curati, passiamo sopra un acquedotto famoso del quartiere di Lapa e terminiamo la corsa in un bivio di strade colmo di ristorantini, bar e negozietti artistici di moda e design. La notte cala e noi decidiamo di tornare a casa dal quartiere degli artisti. Ci mettiamo in colonna per aspettare il tram e un signore bizzarro con una giacca rossa dai bottoni dorati di stile ottocento passa i seguenti 15 minuti mettendoci in fila, contandoci e agitandosi. Dopo mezz'ora che aspettiamo ci viene detto che l'ultimo tram é già passato e che non ce ne sono più. Il personaggio descritto poco fa borbotta, si scusa e se ne va. Non era un funzionario del tram, era un "mentiroso!". Noi non riusciamo a smettere di ridere della situazione altamente comica e ce ne andiamo a mangiare un panino per strada prima di saltare sul bus. Sebbene la giornata sia stata piovosa e corta( siamo usciti di casa alle 13.30), la sera ci sentiamo stanche e necessitiamo un riposino prima di lanciarci nella folle notte carioca. Alle 21.30 siamo di nuovo in pista e insieme agli amici di Nira andiamo in centro a mordere la notte di Rio. Il quartiere di chiama Lapa e la fiumana di gente riversa sulle strade sino a mattina è indescrivibile. Luci, musica, cibo e tanta festa. Abbiamo cenato ad un baracchino di strada e poi siamo andati a ballare in uno dei tanti locali che offrono vita notturna. Conosciamo un po' di gente e ci divertiamo. Al momento di rientrare purtroppo Eugenia si accorge che il suo telefono è sparito, perciò i toni della festa su smorzano un po. É sempre noioso essere in viaggio e doversi occupare di burocrazia facilmente evitabile.
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