lunedì 10 aprile 2017

Tutti sanno cosa succede...ma vederlo con i propri occhi è diverso...

Che posso dirvi di Sao Paolo? Che temevo molto questa città ma dopo 2 giorni che ci vivo già mi sento più tranquilla e fiduciosa. Devo ammettere che questi 3 giorni sono stati piacevoli da una parte e devastanti dall'altra. Ovvio che la povertà mi ha lasciato un segno indelebile sulla pelle, non può lasciare indifferente nessuno. Eppure io la povertà in India, in Nepal e in Africa l'ho già vista e vissuta, ma allora perché mi divora in questo modo? Cosa cambia? Ci ho riflettuto su e sono arrivata alla conclusione che l'India la vedo tutta arretrata, polverosa e povera eppure c'è un grande divario tra ricchi e poveri; mentre il Brasile ha un largo ceto medio che veste moderno, che vive la vita normalmente e che cammina tranquillamente sulla strada facendo zig zag tra i senza tetto e i drogati. Il centro vecchio ha case antiche ma è cosparso da persone malate, drogate e strafatte di ogni cosa. I materassi e le tende giacciono ovunque e se passare di li di sabato mi ha fatto effetto immaginatevi la domenica senza traffico né pedoni cosa abbia scatenato in me. Ma questo è il risultato del capitalismo? E che si dice di crackoladia che si trova nei quartieri centrali della città a pochi isolati dal nostro ostello? È una piaga sempre più dilagante. Sao Paulo è una metropoli di 11 milioni di abitanti con edifici altissimi che costellano il cielo ma nel quartiere di cracolandia, sembra non lascino filtrare neppure la luce. L’aria è pesante e rarefatta. Gli sguardi della gente  afflitta dal medesimo pensiero sono vacui e terrificanti. Qui si può fare tutto, ad ogni età. La polizia è consapevole che intervenire è inutile. Serve un progetto ma i tossicodipendenti respingono ogni tipo di aiuto. Le strade nell’oscurità sono una mischia di intrepidi avventurieri, giovani e meno giovani, donne che vendono il proprio corpo e uomini che arruffano tra la spazzatura in cerca di chissà cosa, forse un cartone dove stendersi la notte su uno degli interminabili marciapiedi.Gli 1,5 milioni di brasiliani che usavano abitualmente il crack nel 2005 ora è pura utopia. Il numero è visto in vertiginoso rialzo.
È una realtà terribile.
E il capo del governo Temer non è per niente amato dalla sua gente e sta mandando tutti ancora più  nella miseria con le sue riforme disumanizzate: età della pensione in rialzo, salari sempre più bassi, orari di lavoro pesanti, materie scolastiche diventate opzionali, ... Il ceto medio non sa più dove sbattere la testa, la disoccupazione dilaga e i ricchi si spostano da un grattacielo all'altro in elicottero.
Bisogna ricordarsi che in Brasile sia l’Istruzione che la Sanità sono private, il che non fa che aumentare il gap tra ricchi e poveri, con uno Stato che riesce ad intervenire soltanto nei momenti in cui l’economia va forte, mentre in momenti di crisi fa fatica a sostenere i programmi sociali.
La gente si attacca a qualche sogno lontano che mai riuscirà a realizzare.
Ma riusciranno un giorno a rialzarsi? Sembrava che la precedente presidente avesse gestito gli affari in maniera da rialzare le sorti della nazione e soprattutto del ceto medio. E poi che è successo?È stata destituita per presunta corruzione.

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