Ho trascorso una notte difficile e con molte interruzioni di sonno. Il dormitorio era un via vai di gente che apriva e rovistava nelle valigie, che sistemava il letto, che parlava ad alta voce. Oltre a ció c'è da aggiungere che la luce della camera si accendeva automaticamente al minimo movimento di chicchessia. Stamattina alle 5.30 il primo mattiniero si alza nella nostra stanza, ma al piano inferiore già a partire dalle 5 c'è un gran fermento. Ma cosa sarà mai tutta questa confusione? Io mi alzo alle 6 e alle 6.30 scendo alla reception. In sala sono accalcati almeno 20 giovani e alcuni di loro con degli immensi libri nelle mani. Grazie a loro la colazione delle 7 viene anticipata e riesco pure io a sgraffignare qualcosa dalle mensole. Alle 7 prendo il taxi per andare alla stazione dei bus. Il taxista mi chiede se non fevo andare come gli altri al concorso... e a quel punto mi si accende la lampadina a proposito della confusione di stanotte e di stamattina. Concorso di cosa? Non ne ho la minima idea. Con sollievo arrivo alla stazione e mi siedo in sala d'aspetto. Una bimba piccola vestita di rosa, con degli stivaletti color camoscio ai piedi e un grande peluche a forma di coniglio è in piedi di fronte a me. All'improvviso i suoi riccioli castani chiari si animano e i suoi occhi si illuminano. Muove la manina e saluta un piccione con grande entusiasmo. Lo rifà piu volte e cerca pure l'attenzione del papà, ma lui la ignora un pochino; è un gioco da bambini, da grandi non si può salutare un piccione, cosa direbbe la gente? Beata innocenza...
Salto sul bus che è arrivato, si è fatta l'ora di partire. In realtà ieri stavo sbirciando nel web e mi è dispiaciuto un po' non essere rimasta a Curitiba almeno un giorno, perché ho visto che c'era un bel parco botanico da vedere e altre attrazioni. Poi però vedendo la mattina piovosa di oggi sono felice di essere ripartita. Il viaggio dura 4 ore e mi porta nella provincia di Paranà. Il dislivello sale di parecchie centinaia di metri e la vegetazione si fa fitta e meravigliosa. I tornanti regalano una bella vista sui boschi e sulla vallata. Arrivata alla stazione di Apiaì domando al signore delle pulizie quando passa il bus per Iporanga e lui mi risponde che arriverà nel giro di 30 minuti. Inganno il tempo facendo una passeggiata nel corridoio e un altro signore che gestisce un negozio mi dice che il bus oggi non passerà perché è domenica. Non mi resta altro da fare che cercare un hotel e passare qui la notte. Chiedo al signore dove posso dormire e mi dice un nome che colgo al volo. Capisco più o meno anche la direzione e parto con i miei zaini. Per strada un ragazzo mi chiede delle informazioni: ma non ho stampato in faccia che sono una turista?? Trovo un hotel carino ed accogliente e dall'inizio del viaggio è forse la prima volta che ho una stanza tutta per me. Mi lancio sul letto e mi metto comoda, ma la mia pancia vuota non è d'accordo, perciò scendo da basso a mangiare. Questo paesino non ha nulla per cui valga la pena di fermarsi ma io sono contenta di stare qui una notte, perchè questo pomeriggio ho la possibilità di sedermi su una panchina e osservare la gente del paese, camminare per le sue vie sentendone l'anima, fotografare qualche porta e qualche angolo speciale, sedermi al sole sui gradini di una scala. Sono questi i posti che più mi illuminano il cuore. I posti che non sanno di niente ma con delicatezza ti parlano di tutto.
Salto sul bus che è arrivato, si è fatta l'ora di partire. In realtà ieri stavo sbirciando nel web e mi è dispiaciuto un po' non essere rimasta a Curitiba almeno un giorno, perché ho visto che c'era un bel parco botanico da vedere e altre attrazioni. Poi però vedendo la mattina piovosa di oggi sono felice di essere ripartita. Il viaggio dura 4 ore e mi porta nella provincia di Paranà. Il dislivello sale di parecchie centinaia di metri e la vegetazione si fa fitta e meravigliosa. I tornanti regalano una bella vista sui boschi e sulla vallata. Arrivata alla stazione di Apiaì domando al signore delle pulizie quando passa il bus per Iporanga e lui mi risponde che arriverà nel giro di 30 minuti. Inganno il tempo facendo una passeggiata nel corridoio e un altro signore che gestisce un negozio mi dice che il bus oggi non passerà perché è domenica. Non mi resta altro da fare che cercare un hotel e passare qui la notte. Chiedo al signore dove posso dormire e mi dice un nome che colgo al volo. Capisco più o meno anche la direzione e parto con i miei zaini. Per strada un ragazzo mi chiede delle informazioni: ma non ho stampato in faccia che sono una turista?? Trovo un hotel carino ed accogliente e dall'inizio del viaggio è forse la prima volta che ho una stanza tutta per me. Mi lancio sul letto e mi metto comoda, ma la mia pancia vuota non è d'accordo, perciò scendo da basso a mangiare. Questo paesino non ha nulla per cui valga la pena di fermarsi ma io sono contenta di stare qui una notte, perchè questo pomeriggio ho la possibilità di sedermi su una panchina e osservare la gente del paese, camminare per le sue vie sentendone l'anima, fotografare qualche porta e qualche angolo speciale, sedermi al sole sui gradini di una scala. Sono questi i posti che più mi illuminano il cuore. I posti che non sanno di niente ma con delicatezza ti parlano di tutto.
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