martedì 25 aprile 2017

Pedra do Sal

Il lunedì a Pedra do Sal la gente locale e i turisti si riuniscono in una strada pedonale che sfocia in una piazza e ascoltano una banda che suona la Samba. Decidiamo di farci un salto per respirare l'aria di Rio nella su totalità. Prima di andare alla festa vogliamo dare un'occhiata alla scala Selaron famosa per il suo mosaico infinito di piastrelle colorate arrivate da tutto il mondo. I colori dominanti sono il rosso e il giallo. La storia narra di un uomo chiamato Selarón  che si era trasferito a Rio de Janeiro neglianni ottanta andando ad abitare in una casa adiacente la scalinata. Nel 1990 iniziò a ristrutturare alcuni gradini fatiscenti che correvano lungo la parte anteriore della sua abitazione. In un primo momento, i vicini lo prendevano in giro per la scelta dei colori con i quali ricopriva le alzate dei gradini con frammenti di piastrelle blu, verde e giallo - i colori della bandiera brasiliana. La cosa iniziò come progetto collaterale alla sua passione principale, la pittura, ma ben presto divenne per lui come un'ossessione. Scoprì che era costantemente senza soldi e fu spinto a vendere sempre più suoi dipinti per finanziare quel lavoro, lungo e dispendioso, che egli continuò, fino a portarlo a termine, ricoprendo tutte le alzate dei gradini con piastrelle di ceramica e specchi.
Passeggiamo su e giù dagli scalini per qualche minuto e poi prendiamo un taxi che ci porti nells zona del porto. La musica invade le nostre orecchie non appena mettiamo il piede fuori dalla porta del taxi. C'è già molta gente che passeggia, che mangia e che balla. Compriamo degli spiedini di carne ad una bancherella ed una caipirinha alla seguente. La cachaça viene prodotta in Brasile perciò ad ogni angolo del paese si trova la caipirinha ad un ottimo prezzo. Con in mano il bastoncino di legno ardente e un bicchiere nell'altra procediamo verso la scala della piazza. Da lassù si ha una visione un po' più ampia dell'assembramento di gente e si riesce pure a sentire la musica. Ci sediamo tranquille, chiacchieriamo e osserviamo la gente che passa. Si vedono visi di ogni tipo e l'immagine di questo luogo super affollato è curiosa. C'è chi ha la pelle bianca, chi ha la pelle scura, chi ha i capelli biondi, chi i rasta, chi porta la gonna, chi i pantaloni, chi beve acqua e chi si fuma una canna. Però tutti apparentemente sono tranquilli, pacifici e si divertono. Questo quartiere era il luogo di ritrovo degli schiavi africani dove andavano a rilassarsi e a fare musica. Mentre siamo sedute un tipo ubriaco si avvicina ad Eugenia e si siede. Le dice di essere argentino e puzza di alcool da fare pena. Farfuglia qualcos'altro e poi scende barcollando qualche scalino e vomita accasciato al suolo. Procede a gattoni per qualche metro e si siede. Arriva una ragazza che gli cinge le spalle e lo bacia e poi se ne va. Per lo meno si trova alla festa con qualcuno, ci consoliamo. Nella mezz'ora seguente lo osserviamo con un occhio tra il disgustato e il preoccupato. La mia compagna di viaggio lo vuole aiutare ed innesca la sindrome di Madre Teresa. Io le dico che dobbiamo stare attente e innanzitutto occuparci della nostra sicurezza. La convinco a temporeggiare tenendolo d'occhio. Osserviamo che un ragazzo brasiliano gli compera una coca cola,ma il ragazzo vicino al coma etilico non reagisce con partecipazione. Pensiamo che sia una buona idea di chiamare un taxi e spedirlo all'ostello o di accompagnarlo noi visto che si trova nel nostro stesso quartiere. Fernando lo issa sulla sua spalla e lo trascina giù dalle scale. Improvvisamente si avvicinano a noi dei ragazzi che parlano spagnolo e che si definiscono suoi amici. Su questo ho qualche dubbio. Uno avrà 28 anni ed ha un dente d'argento al posto dell'incisivo sinistro. E ciò può significare una sola cosa... Ci fa presente che non ha il bracialetto dell'ostello dell'amico ubriaco perché ha dovuto toglierlo per andare nelle favela. Io dopo questa frase indietreggio e li lascio andare. Speriamo vada tutto bene a che questo povero ragazzo che si è distrutto con l'alcol a Rio de Janeiro per chissà quale motivo arrivi a casa sano e salvo. Direi che è ora di andare a dormire... questa giornata è durata già troppo...

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