Sono le 10 ed è ora di alzarmi! Sono in Mongolia, e il mio corpo mi segnala di alzarmi perché vuole andare ad esplorare questa città, ma io sono un po'in coma. Non so se sono le 4 ore in più di fuso orario o se è la stanchezza del viaggio. Faccio colazione in ostello, conosco alcuni ragazzi e vado in centro a dare un'occhiata alla nuova realtà asiatica e ad incontrare Bilegt. Percorro la "peace avenue" che dal mio ostello mi porta diritto in centro. La prima tappa è la piazza del parlamento. Lungo la strada mi meraviglio della pulizia, del silenzio degli automobilisti e della gente che non mi fissa più come venissi da marte. Ho certamente lasciato l'India, non può che essere cosi! Qua e là spuntano palazzi moderni, strutture antiche decorate, ristoranti e pub in buono stato. Mi aspetto sempre di vedere il caos indiano ed invece è tutto sparito, tutto finito, sorprendente! Continuo la mia passeggiata andando verso il centro commerciale principale dove incontrerò il mio contatto mongolo. Bevo un succo di frutta energetico e dissetante e mi presento all'appuntamento. Bilegt e Mejet sono una coppia di signori locali che si dedicano da anni al turismo. Lui è autista e lei coordinatrice dei tour che organizzano per i turisti. Il loro numero di telefono me lo ha dato Graziella di Lugano, promotrice dei viaggi in Mongolia tramite sito web. Mi hanno subito messa a mio agio. Discutiamo i dettagli di un eventuale tour in jeep attraverso il nord e il centro della nazione con una coppia francese. Credo sia fattibile ma devo attendere che arrivino i parigini (a giorni) per avere la conferma da loro sulla possibilità di aggregarmi. Graziella mi scoraggiava dal muovermi per conto mio a causa della difficoltà delle strade, la scarsità e scomodità dei mezzi di trasporto e l'incomprensibilità del cirillico. Pochi parlano inglese. Nel pomeriggio mi capita di parlare in ostello con un uomo portoghese che è stato 3 settimane in giro da solo e dice che è facile. Non saprei... ma credo che questa volta opterò per il viaggio in gruppo. Saluto la coppia di amici, li ringrazio per le informazioni, e mi faccio dare una carta sim locale per comunicare con il mondo mongolo. Cambio i soldi e mi ritiro in ostello. Per oggi mi pare di aver fatto molto. Arrivata a casa chiacchiero con Chado (il ragazzo che si occupa della reception), Floris (olandese) e Sermet (turco). Combriccola interessante e insieme a loro andiamo a conoscere più tardi la notte Baatarina. Quanto tempo è passato da quando sono uscita in un pub l'ultima volta! Sono così felice e mi diverto un mondo. Sul posto conosciamo 4 ragazzi di Ulaan Bataar e una ragazza americana di nome Ellisa. Lei vive in capitale da 2 anni e si occupa di lavori sociali. Sono contenta di aver incontrato dei nuovi amici e poi sono simpatici e di compagnia! Evviva la mongolia!
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